Cagliari, 28 Giu 2026 – Il tempo previsto sull'Italia per la giornata di domani, domenica 28 giugno, secondo il servizio meteorologico dell'Aeronautica militare. Nord: poche nubi al mattino, ma con aumento della nuvolosità nelle ore più calde della giornata sui rilievi alpini e prealpini a cui saranno associati rovesci o temporali; generale miglioramento dalla sera.
Nuova ondata di calore in Sardegna. La protezione civile regionale ha emanato un'allerta per alte temperature fino alle ore 18 lunedì 29 giugno. La colonnina di mercurio toccherà i 34-37 gradi con picchi di 40-41sulla piana di Ozieri, piana di Ottana, Medio Campidano e Marmilla. Su gran parte dell'Isola le temperature minime della notte saranno superiori ai 20-22 gradi, con notti tropicali particolarmente marcate nelle principali aree urbane.
Almeno 191 milioni di persone in Europa dovrebbero sperimentare oggi temperature superiori ai 35 gradi, in particolare in Germania, Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca. Un dato in leggero calo rispetto a ieri, indicando che il caldo record sta allentando progressivamente la sua morsa sul vecchio continente e si è spostato verso est.
Complessivamente, si prevede che le temperature massime supereranno i 30 gradi per oltre 381 milioni di persone in Europa, rispetto agli oltre 400 milioni del giorno precedente. Questa analisi, basata sulle previsioni del Servizio meteorologico tedesco e sulle proiezioni demografiche per il 2025 del Centro comune di ricerca, è in linea con i dati dell'Ong austriaca Klimadashboard.
Ieri, il modello meteorologico calcolato alle 3 prevedeva temperature superiori ai 35 gradi per almeno 193 milioni di persone. Oggi, quasi tutta la Polonia, l'Ungheria e la Repubblica Ceca dovrebbero registrare temperature superiori ai 35 gradi, così come 42 milioni di persone in gran parte della Germania, inclusa Berlino. Anche Slovacchia, Serbia, Croazia, Italia, Austria e Ucraina occidentale saranno interessate.
Nella Francia continentale, dove l'allerta rossa dovrebbe terminare questa sera, circa 11 milioni di persone sono ancora colpite dall'ondata di calore che dura da 11 giorni.
La temperatura più alta di sempre in Danimarca, 36,6 gradi a Odense, fotografa un'Europa infuocata con afa e ondate di calore che non danno tregua a 193 milioni di persone: è vera e propria emergenza caldo nel Vecchio Continente dove si attende il picco per domani e si fanno i conti anche con un allarmante studio dell'Economist secondo cui in 3 giorni le morti potrebbero essere fino a 12mila. L'eccezionale ondata si sposta verso est muovendo verso la Turchia, ma ancora in Francia, dove vengono annullate le marce pride di Parigi e Lione, la situazione rimane gravissima e in Germania l'afa inghiotte 75 milioni di persone. In Italia, il caldo di oggi potrebbe essere la causa principale della morte di un turista originario di Roma, 82 anni, sulla spiaggia di Marina di Grosseto. L'uomo ha accusato un malore poco dopo essere uscito dall'acqua, probabilmente proprio per le alte temperature. E temperature da record si registrano in Alto Adige(a Bolzano si è avuta la notte di giugno più calda di sempre con il termometro che non è sceso sotto i 25,4 gradi), in Sardegna, dove si toccano punte di 40-41 gradi nelle piane interne, si prendono provvedimenti di emergenza come a Genova dove si ferma l'ascensore panoramico del Bigo, una delle principali attrazioni del Porto Antico, privo di aria condizionata, e c'è anche chi annulla concerti, come Loredana Bertè che doveva esibirsi in piazza a Bergamo. Tantissimi i disagi lungo tutto lo Stivale: a Modena si sono raggiunti i 29 gradi nelle stanze del reparto di Medicina Interna d'Urgenza dell'ospedale di Baggiovara, segnalano i pazienti mentre Cgil e Uil denunciano "temperature insostenibili nei musei di Firenze". A Milano sfila regolarmente il pride anche se molti invitano a una riflessione per spostare la data. Disagi anche per il portafoglio: l'associazione di consumatori Assoutenti ha calcolato che il conto può arrivare fino a 600 euro al mese a famiglia tra il maggior utilizzo di condizionatori, consumi idrici e spese per gelati o altri prodotti per rinfrescarsi. Fanno tornare alla memoria poi l'estate record per mortalità del 2003, i dati dell'Economist: in soli tre giorni, dell'ondata di calore tra il 24 e il 26 giugno, il caldo estremo potrebbe causare circa 12.000 decessi in eccesso in Europa. Lo studio ha preso in considerazione le temperature medie previste per il periodo in 854 città europee combinate con un modello elaborato da Pierre Masselot e dalla London School of Hygiene & Tropical Medicine sulla relazione tra temperatura e mortalità. Risultato: il numero di vittime non sarà determinato solo dalle temperature assolute, ma anche dalla loro anomalia e dalle caratteristiche locali. Ad esempio, 30°C a Manchester sono molto più letali che a Madrid. D'altronde, sempre lo studio segnala come né i corpi né gli edifici sono adattati a resistere. L'incremento maggiore del tasso di mortalità, in questa analisi, riguarda Parigi dove il rischio di decessi potrebbe aumentare di oltre il 300%: nella capitale parigina le conseguenze saranno maggiori forse a causa dell'effetto riscaldante dei caratteristici tetti grigi di zinco della città. Il rischio di morte a Londra potrebbe aumentare di circa il 200%, a Milano del 170%, mentre Roma è poco sopra il100%.
In Europa in questi giorni le temperature sono arrivate a livelli preoccupanti: Francia, Spagna, Regno Unito e Germania sono state colpite da picchi di calore a 40° e oltre. L'Oms ha dichiarato "l'ondata di calore di Ue un'emergenza sanitaria" e l'anomalia stagionale richiama alla memoria l'estate 2003 ma quest'anno perdurerà ininterrottamente per oltre due settimane segnalano i meteorologi. Oggi 25 giugno le città italiane a bollino rosso sono 17: Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo.
In queste condizioni ad essere sotto pressione non è solo il fisico ma anche la mente, il cambio così repentino delle temperature colpisce l'organismo che non ha il tempo fisiologico per adattarsi. Ma otto italiani su dieci non rinunciano ad alcolici e bibite zuccherate e non riescono a bere i 3 litri d'acqua al giorno necessari, secondo gli esperti, ad avere una corretta idratazione con le torride temperature estive che stanno imperversando. Secondo un'analisi del Centro Studi Pool Pharma su un campione di 350 tra uomini e donne solo il 20 per cento degli intervistati, per lo più donne, afferma di arrivare a bere la quantità di acqua consigliata. Un altro 25% arriva, a stento, a 2 litri giornalieri, il 15% a 1 litro, il restante 40% non bada del tutto a quanta acqua beve ogni giorno.
Il 55% degli stessi intervistati ammettono però di ricorrere a bevande zuccherate per cercare di idratarsi e spesso, uno su tre, non rinunciano al consumo di alcool (aperitivi, vino, birra, superalcolici) che invece hanno l'effetto opposto, diuretico, aumentando la perdita di liquidi anziché contrastarla. Addirittura il 23% ritiene che gelato e bibite siano utili a sostenere l'idratazione e il 27% pensa che mangiare frutta e verdura una volta al giorno sia una forma di idratazione integrativa sufficiente a supplire al deficit idro-salino del periodo in mancanza di un'assunzione sufficiente di acqua.
Sono comportamenti che hanno una forte incidenza sullo stato di idratazione e l'equilibrio elettrolitico, così importanti nella stagione calda come ampiamente promosso da divulgatori e istituzioni: l'OMS raccomanda di assumere almeno 35 ml d'acqua per chilo di peso corporeo equivalente a circa 2,5 litri al giorno per una persona del peso di 70 kg. La medesima organizzazione consiglia agli adulti 400 grammi di frutta e verdura al giorno. Camilla Pizzoni, direttore Generale Pool Pharma, spiega: "Tali raccomandazioni sono indicazioni di massima, viene anche specificato che il calcolo andrebbe adattato alle esigenze personali ed al clima e, di conseguenza, andrebbe corretto per il periodo estivo". Cattive abitudini alimentari, alcune non abbandonate dalle stagioni precedenti, incidono sullo stato di idratazione e di benessere in maniera esponenziale con la stagione calda".
"La previsione meteo dell'aeronautica militare per la prossima settimana (temporali a partire dal Nord e un moderato calo termico da mercoledì primo luglio) conferma un elemento importante: l’ondata di calore non si interrompe bruscamente, ma entra in una fase di progressiva instabilità atmosferica". Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano La Statale, past president di Anpas e vice presidente di Samaritan International, spiega le conseguenze sulla salute dei cittadini in base alle condizioni del clima considerando le ultime previsioni meteo ufficiali.
"Dal punto di vista sanitario si possono evidenziare tre aspetti: fino a martedì 30 giugno il caldo rimane intenso, con temperature elevate e notti ancora molto calde. I temporali previsti saranno prevalentemente locali e non determineranno un reale sollievo diffuso -dice Pregliasco - Il rischio per anziani, malati cronici, bambini piccoli e lavoratori esposti all’aperto resta quindi elevato. Tra mercoledì 1 e venerdì 3 luglio aumenta l’instabilità, soprattutto al Centro-Nord inizialmente e poi verso il Centro-Sud. Questo dovrebbe favorire un graduale ridimensionamento delle temperature, ma porta con sé il rischio di fenomeni intensi: temporali forti, raffiche di vento, grandine e repentini cambiamenti delle condizioni meteorologiche".
"Dal punto di vista della salute pubblica, non bisogna abbassare la guardia. Dopo diversi giorni consecutivi di caldo estremo, l’organismo è già sottoposto a uno stress importante: i colpi di calore, la disidratazione e lo scompenso delle patologie cardiovascolari e respiratorie possono continuare a manifestarsi anche quando iniziano i temporali. Inoltre, l’elevata umidità che precede i fenomeni temporaleschi può aumentare la sensazione di afa e il disagio fisiologico. In sintesi, si intravede finalmente l’inizio di un graduale cambio di circolazione atmosferica, ma non si può parlare di una vera fine dell’emergenza caldo prima della seconda parte della prossima settimana. Sarà quindi fondamentale mantenere attive tutte le misure di prevenzione e di protezione delle persone più fragili almeno fino ai primi giorni di luglio", conclude Pregliasco.












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