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Terremoto in Venezuela, scosse di magnitudo 7.1 e 7.5. 50mila i dispersi segnalati. Bilancio ufficiale: 235 morti e 4.300 feriti.

Caracas, 26 Gium 2026 - In meno di un minuto, due violente scosse di terremoto si sono abbattute sul Venezuela. Secondo il Servizio Geologico degli Stati Uniti, la prima è stata di magnitudo di 7.1 vicino alla città di Moron, mentre la seconda ha avuto invece una magnitudo di 7.5 a pochi chilometri dalla città di San Felipe. Entrambe le scosse hanno avuto epicentro a circa 300 km dalla capitale Caracas.

Quasi 50mila persone sono state segnalate come disperse a seguito del doppio violento terremoto che ha colpito il Venezuela. Lo segnala la piattaforma online, Desaparecidos terremoto Venezuela, lanciata per rintracciare i cittadini di cui non si hanno notizie. Le persone che risultano disperse sono ad ora 49.411. In totale sono state segnalate 57.010 persone e di queste rintracciate solo 7.599.

Il bilancio provvisorio delle vittime dei due terremoti che mercoledì hanno scosso il Venezuela è di 235 morti, e tra questi ci sono diversi cittadini stranieri. Quanti sono? Da dove venivano? Ecco cosa sappiamo finora sulla loro identità: - Un italo-venezuelano - Un uomo sulla cinquantina, nato a Caracas e in possesso sia della cittadinanza italiana che di quella venezuelana, è rimasto ucciso nel crollo di un edificio nella regione più colpita di La Guaira. Lo ha dichiarato la Farnesina. L'Italia stima che in Venezuela vi siano circa 170.000 titolari di passaporto italiano. - Due brasiliani - Il ministero degli Esteri del Brasile, che confina con il Venezuela, ha dichiarato giovedì che due dei suoi cittadini - un uomo e una donna - sono morti nel disastro. Il governo sta fornendo assistenza consolare ai loro familiari, ha affermato il ministero. - Due cinesi - Giovedì pomeriggio è stata confermata la presenza di due cittadini cinesi tra le vittime dei terremoti, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale cinese Xinhua, citando l'ambasciata a Caracas che, tramite il proprio account ufficiale WeChat, ha esortato i cittadini cinesi in Venezuela a "prendere precauzioni contro i disastri secondari causati dalle scosse di assestamento e da (altri) terremoti".

Più di 100 edifici sono crollati nello stato costiero di La Guaira, vicino a Caracas, sotto le devastanti scosse dei terremoti di mercoledì, di magnitudo rispettivamente 7,2 e 7,5. Lo ha riferito il ministro dell'Interno, Diosdado Cabello. "Si stima che siano più di 70.000 le famiglie colpite", ha affermato il ministro durante una trasmissione del canale statale Venezolana de Television (VTV). Le zone più colpite dello stato sono Caraballeda e Catia La Mar, ha indicato Cabello. A La Guaira si trova l'aeroporto di Maiquetia, il principale del Paese che serve Caracas, che rimane temporaneamente fuori servizio a causa dei danni provocati dal sisma. Cabello ha annunciato che venerdì saranno dispiegati a La Guaira 11.500 agenti di sicurezza provenienti da diverse istituzioni, tra cui la Guardia Nazionale, le Forze Armate, la Polizia e l'Esercito, per “garantire la pace e la tranquillità”. "Fino al pomeriggio di oggi (giovedì) avevamo 4.200 uomini e donne delle forze di sicurezza dispiegati in tutto lo Stato. La presidente ha dato istruzioni di aumentare tale numero. Ebbene, domani ne avremo 11.500, che cominciano ad arrivare già oggi", ha detto il ministro.

La Terra ha mostrato un'intensa attività sismica nelle ultime ore. Mentre l'Anello di Fuoco del Pacifico ha registrato almeno cinque terremoti di magnitudo moderata e forte in diversi punti della sua vasta fascia tettonica, il Venezuela è stato scosso da un insolito terremoto doppio di magnitudo 7,2 e 7,5, avvenuto a soli 39 secondi di distanza, causando danni significativi e attivando una risposta d'emergenza ampia.
Entrambi gli eventi sono avvenuti quasi contemporaneamente. L'Anello di Fuoco del Pacifico concentra circa il 90% dell'attività sismica mondiale, mentre il terremoto in Venezuela si è verificato al confine tra le placche caraibiche e sudamericane, una zona tettonica diversa.
Le autorità continuano a valutare i danni in Venezuela, mentre le agenzie sismologiche mantengono un monitoraggio costante dell'attività sismica in diverse regioni del pianeta.

I familiari denunciano l'assenza di informazioni e di meccanismi di comunicazione terremoti in Venezuela che hanno messo in luce in modo ancora più crudo in queste ore una realtà che le famiglie dei prigionieri politici denunciano da mesi: l'assenza di meccanismi ufficiali di informazione e comunicazione con le persone detenute.
"In situazioni di emergenza come questa, la mancanza di comunicazione diventa un'ulteriore forma di sofferenza. Madri, padri, mogli e figli trascorrono ore senza sapere se i loro parenti sono al sicuro o se la loro incolumità è a rischio e se i centri di detenzione situati nelle regioni colpite dal terremoto sono stati danneggiati", denuncia oggi l'ong Comité por la Libertad de los Presos Políticos.
Davanti al carcere di El Rodeo - riporta l'ong - le famiglie mantengono una veglia costante da 167 giorni e riportano che la struttura edilizia non ha riportato danni significativi mentre desta particolare preoccupazione la situazione dei detenuti nel carcere di Ramo Verde, dove invece sono stati riportati danni.
L'ong chiede "che le autorità forniscano immediatamente informazioni sulla situazione di tutti coloro che sono stati privati della libertà per motivi politici, consentano la comunicazione con le loro famiglie e stabiliscano protocolli di comunicazione chiari per le emergenze".
Secondo l'ong Foro Penal (Fp) in Venezuela ci sono ancora 389 detenuti che scontano pene per ragioni politiche. In un post su X il direttore di Fp, Alfredo Romero, afferma che  alle 7 am ora locale, le 13 in Italia, "non si segnalano danni nelle carceri di Rodeo, Ramo Verde, Yare, Inof, Crisálidas mentre non si hanno notizie su Guaicaipuro".

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