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Trump: “Giorgia Meloni vuole tornare amica perché è in calo popolarità. Lei: “Pensi alla sua”.

Cagliari, 20 Giu 2026 - Giorgia Meloni "sta andando male in Italia in termini di popolarità" e ora, "dopo che gli Stati Uniti hanno sconfitto militarmente l'Iran, vuole tornare ad essere nostra amica per migliorare i suoi consensi. No, grazie!!!". Lo ha scritto sul suo social Truth (qui sotto il post originale) il presidente americano, Donald Trump, lanciando nuove accuse alla presidente del Consiglio italiano. E ribadisce ciò che aveva detto ieri un''intervista: “Mi ha chiesto più volte di fare una foto con me”. 

Lo smacco, per il tycoon è chiaro e lo rivendica: non aver consentito agli Stati Uniti di usare le piste di atterraggio e decollo italiane durante la guerra con l'Iran. "Non ci ha nemmeno concesso di utilizzare le piste di atterraggio o di decollo italiane, causando un notevole disagio logistico, nonostante gli Stati Uniti contribuiscano con centinaia di miliardi di dollari all'anno alla difesa dell'Italia e degli altri 'cosiddetti' alleati della Nato. Ora, dopo che gli Stati Uniti hanno sconfitto militarmente l'Iran, lei vuole tornare a essere amica", ha osservato Trump.

Nella versione iniziale del post (qui sotto l'abbiamo salvata) Trump aveva scritto 'Gigiorgia'. Poi dopo poco ha corretto il testo. Non è la prima volta che il tycoon storpia il nome di un leader italiano, era già successo il 27 agosto 2019, quando chiamò 'Giuseppi' l'allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in tweet in cui lo elogiava. Anche in quella occasione ripubblicò poi il testo corretto.

“La mia risposta all’ultimo post di Donald Trump che mi riguarda. Ma non tornerò sull’argomento, perché credo ancora nell’unità dell’Occidente e non credo che questo sia uno spettacolo all’altezza del nostro compito”. E poi l'immagine del testo in inglese che qui traduciamo.

"Presidente Trump,
questi attacchi costanti e immotivati ​​sono insensati.
Quanto alla mia popolarità, essere sua amica non l'ha certo aiutata, né dipende dal mio rapporto con lei. La mia popolarità dipende dalla mia capacità di difendere l'interesse nazionale italiano, ed è esattamente ciò che ho sempre fatto.
È ciò che ho fatto anche riguardo alle basi militari americane in Italia. Il loro utilizzo è regolato da accordi che abbiamo sempre rispettato e che non possono essere violati finché sarò Primo Ministro.
L'Italia rimane una nazione sovrana.
In ogni caso, la mia popolarità non la riguarda.
Le suggerisco di concentrarsi sulla sua".

"Mi ha implorato di fare una foto con lei, mi ha fatto pena", questa la frase che ier ha scatenato le reazioni della premier, della politica interna e della comunità internazionale. L'aveva pronunciata in una telefonata con "l'Aria che tira" su La7 che ha riportato in questi termini la traduzione. Il testo originale in inglese risulta essere questo: “She begged me for a picture! She wanted a picture with me so badly. I would haven’t done it, but I felt sorry for her!”.

Raggiunto telefonicamente dal giornalista Daniele Compatangelo, nel commentare i principali dossier internazionali dopo il G7 di Evian, il presidente statunitense aveva subito la conversazione sulla premier italiana. "Non so cosa dirle! Mi ha implorato di fare una foto con lei! Voleva una foto con me così tanto. L'avrei anche non fatta, ma mi ha fatto pena!", è la traduzione scelta dall'emittente, mentre altri hanno tradotto “mi dispiaceva per lei”, il concetto è pressoché invariato. 

La replica della premier dopo pochi minuti a mezzo social: "Certe cose meritano una risposta immediata: le dichiarazioni di Donald Trump sono totalmente inventate, sono francamente allibita. Non so perché il Presidente degli Stati Uniti si comporti così con i propri alleati, non è del resto la prima volta che accade. Posso solo dire che dispiace che non abbia la stessa determinazione con i nemici dell'Occidente, con i nemici degli Stati Uniti, con leadership con le quali invece si dimostra molto più accondiscendente. Però una cosa se la deve ricordare: io e l'Italia non imploriamo mai". Così Meloni su Instagram.

Nel tardo pomeriggio di ieri Meloni ha lasciato Bruxelles, dove ha partecipato al Consiglio europeo, senza il tradizionale punto stampa. 

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha chiamato la premier per esprimere la sua solidarietà. 

"Lei era una grande sostenitrice. Ma non la voglio come fan, perché non c'era, né lei né la Nato, quando si trattava della questione dello Stretto" di Hormuz. Avrebbe poi detto Donald Trump in un'intervista sull'emittente Nbc.

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha riferito su X di aver cancellato la sua visita al Business Forum Italia-Usa, prevista il 21 e il 22 giugno a Miami, in seguito alla dichiarazione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha affermato di aver concesso una foto al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al G7 di Evian perché le avrebbe "fatto pena".   

"Le gravi e offensive parole del Presidente Trump nei confronti del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni offendono tutta l'Italia", ha scritto Tajani, "per questo motivo ho deciso di annullare la mia visita negli Stati Uniti prevista per i prossimi 21 e 22 giugno". In occasione della visita, il vicepremier avrebbe dovuto incontrare il segretario di Stato Usa, Marco Rubio.

Solidarietà arrivata anche da diversi ministri. Solidarietà anche dall'altro vicepremier Matteo Salvini: "Chi attacca Giorgia Meloni, attacca tutti noi", così in un post sui social.

Diserzioni una dopo l'altra al ricevimento dell’ambasciata statunitense a Roma a villa Taverna. L’anno scorso la festa americana aveva mostrato un centrodestra quasi al completo, con la presenza della presidente del Consiglio e dei due vicepremier. Quest’anno non dovrebbero partecipare, tra gli altri, Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei, Andrea Abodi, ministro per lo Sport, e Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione. Non è vera una rottura delle relazioni diplomatiche, ma è un segnale deliberatamente visibile.

Si allontana sempre di più anche l’ipotesi di una visita di Meloni a Washington durante l’estate.

Il Comune di Pordenone non parteciperà alle celebrazioni del 4 luglio alla base di Aviano. A seguito delle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, l'ente ha deciso di non partecipare alle celebrazioni dell'Independence Day previste alla base militare americana di Aviano, in linea - ricorda una nota - con la posizione assunta anche da Confindustria Alto Adriatico e da altri soggetti istituzionali del territorio.   

"È una scelta fatta con dispiacere, non con ostilità dichiara il Sindaco Alessandro Basso Pordenone ha sempre avuto un rapporto di rispetto e di buona vicinanza con la comunità americana presente sul nostro territorio, e questo legame non viene messo in discussione. Quello che non possiamo ignorare è che le relazioni tra alleati si fondano sul rispetto reciproco, e quando questo viene a mancare è giusto che le istituzioni assumano una posizione coerente. Lo facciamo con la stessa convinzione con cui, in altri momenti, abbiamo partecipato con entusiasmo a quelle stesse celebrazioni".

Il 7 e l’8 luglio i leader della Nato si incontreranno ad Ankara per discutere spese militari, assetti dell’Alleanza e sicurezza internazionale. Meloni e Trump torneranno nello stesso tavolo. 

Palazzo Chigi sembra intenzionato a evitare nuovi tentativi pubblici di ricucitura. Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e uno degli uomini più vicini alla premier, ha parlato di “deliri di Trump” e lo ha accusato di deteriorare i rapporti storici tra Stati Uniti ed Europa. Terminologia totalmente inedita fino ad ora.  

Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha espresso tutta "la sua solidarietà" alla premier Giorgia Meloni per le dichiarazioni di Donald Trump. "Non solo l'ho fatto pubblicamente in risposta a una sua domanda, ma l'ho fatto anche in privato", ha detto in conferenza stampa al termine del vertice europeo. "In sede di Consiglio europeo le ho espresso la mia solidarietà di fronte a questo attacco che non è né politico né personale; in realtà non so nemmeno come definirlo", ha aggiunto.

Anche il presidente francese Emmanuel Macron, a margine del Consiglio Europeo a Bruxelles, ha detto: "Sono rimasto sorpreso dall'attacco  di Donald Trump a Giorgia Meloni, ne parlerò con lei".

Stanno arrivando le reazioni al nuovo attacco di Trump a Meloni. Secondo il senatore del Partito Democratico Filippo Sensi quella di Trump è in realtà una mossa per favorire Meloni. "Mi pare evidente che, con i suoi attacchi sconsiderati e arroganti a Meloni, Trump stia provando a tutti i costi a far vincere la destra al governo alle prossime elezioni. Ma ti abbiamo sgamato, mascherina", ha scritto su X. 

Ieri le reazioni delle opposizioni sono state soprattutto di solidarietà alla premier: "L'Italia non merita di ritrovarsi così platealmente mortificata. Lo dico da cittadino italiano prima che da politico", ha scritto social il leader del M5s Giuseppe Conte. E ancora: "È del tutto inaccettabile, poi, che un nostro alleato si permetta di parlare in questo modo dei nostri vertici istituzionali. Spero solo che si apra una riflessione per trarre insegnamento da quanto accaduto. La firma di tutto quel che ci viene richiesto, la rincorsa a foto, a prefazioni di libri non può prevalere mai sul nostro interesse nazionale. Dobbiamo rimboccarci le maniche per il nostro Paese, che deve difendere la sua dignità, la sua credibilità, la sua grandezza".
“La differenza tra un vero leader e una premier che si fa baciare in testa da Biden e che elemosina foto a Trump, umiliando l'Italia. Meloni tolga il disturbo, ora tocca a noi!”, ha scritto invece la pagina ufficiale del Movimento 5 Stelle sui social, postando un montaggio con le foto del leader Giuseppe Conte e la premier Giorgia Meloni con la seguente scritta: "Conte porta in Italia 209 miliardi, rispettato nel mondo; Meloni porta dazi e spese militari. Il Presidente Usa, ‘Meloni mi fa pena’”.

Solidarietà a Meloni è stata espressa anche da diversi esponenti del Pd. "Solidarietà a Giorgia Meloni per le parole inqualificabili di Trump. Nessuno può permettersi questo tono arrogante con chi guida il governo italiano. Tutto mi separa da Meloni e dalla destra, che millantava di fare da ponte. Ma nessuno può trattare l'Italia in questo modo", aveva scritto su X Filippo Sensi, senatore del Partito democratico.
Sempre nel Pd, la deputata Lia Quartapelle ha scritto sui social: "Non è accettabile il livello di offesa crudele che il presidente Trump ha rivolto alla premier. La figuraccia la fa lui: un prepotente che non si fa scrupolo a danneggiare le relazioni con l'Italia. Molto mi divide da Giorgia Meloni, ma non il rispetto: a lei solidarietà".

“Trump è un mentitore seriale nonché un bullo da operetta”, ha commentato il segretario di Azione Carlo Calenda. “Personalmente non credo affatto che Giorgia Meloni abbia implorato alcunché. In ogni caso questi insulti vanno respinti in quanto ledono l'onore della nazione", ha aggiunto.

Critiche a Meloni sono arrivate da Angelo Bonelli, portavoce di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra. Le parole di Donald Trump, ha detto, sono "la conseguenza della subalternità con cui Meloni ha costruito il rapporto con il presidente degli Stati Uniti, una subalternità che ha fatto perdere la dignità all'Italia e agli italiani. Una presidente che ha difeso in questi anni gli interessi economici di Trump a tal punto da essere diventata patriota a Washington e forestiera in Italia. Al posto della presidente Giorgia Meloni proverei tanta vergogna e comincerei a pensare seriamente al fatto di non essere più adeguata a rappresentare l'Italia" e dunque "a farsi da parte. Perché ha fatto fare una figuraccia all'Italia intera". 

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