Brescia, 8 Magg 2026 - La parola fine sul Caso Garlasco ancora è lungi dall'essere scritta. Anche se si arriva a nuova sentenza, se quello che non tornava viene messo nella casellina giusta, resterà forse per sempre un caso di omicidio contrassegnato da una lunga catena di errori, omissioni, dimenticanze e indizi sottovalutati.
La proposta dovrebbe essere presentata a breve alla Corte d'Appello di Brescia dalla difesa dell'allora fidanzato della vittima, condannato a 16 anni di carcere, alla quale potrebbe fare da sponda un'analoga istanza da parte della procura generale sollecitata dai pm pavesi: "Appena ci sarà la discovery, leggeremo tutti gli atti e presenteremo la richiesta", aveva dichiarato Giada Bocellari, che storicamente assiste Stasi e che non nega di essere soddisfatta.
Diciannove anni dopo quel 13 agosto 2007 in cui Chiara Poggi venne uccisa nella sua abitazione, a Garlasco, le certezze giudiziarie di uno dei casi più dibattuti e complessi della recente storia italiana vengono messe in discussione dalla nuova inchiesta della Procura di Pavia che punta il dito su Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, e non più su Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara condannato in via definitiva a 16 anni.
Ammettendo implicitamente le lacune di allora, gli inquirenti hanno riesaminato ogni dettaglio, a partire dalle tracce biologiche e dalle impronte sulla scena del crimine. Come il dna sulle unghie di Chiara, ritenuto "inutilizzabile" e "degradato" fino alla perizia dello scorso anno di Denise Albani, secondo cui è compatibile con la linea genetica maschile della famiglia Sempio, anche se non affidabile, alla cosiddetta 'impronta 33', quella del palmo di una mano che venne repertata sulla parete destra delle scale dove fu trovato il corpo di Chiara Poggi che la nuova indagine della Procura di Pavia attribuisce ad Andrea Sempio.
Il Dna e l'impronta 33 non sarebbero gli unici errori nei sopralluoghi dell'epoca. Tra questi andrebbe annoverato anche il tappetino della cucina, quello davanti al lavabo dove - sulla base di una macchia di sangue repertata sul mobile - i Pm ritengono che l'assassino si sia lavato prima di fuggire. Quel tappetino sarebbe stato sollevato e arrotolato prima di spruzzare il luminol sul solo pavimento. Le prime indagini si concentrarono invece sul bagno al piano terra e sulle tracce lasciate da Stasi sul dispenser.
Anche l'alibi di Sempio, l'ormai famoso scontrino del parcheggio di Vigevano, è stato smontato dalla nuova indagine. Se nella prima inchiesta nei suoi confronti contribuì a scagionarlo, questa volta tra gli inquirenti la convinzione è che si tratti di un falso alibi. Secondo alcune ricostruzioni, tutte da confermare, sarebbe stato della madre, che ha sempre negato; secondo altre, se anche fosse di Sempio, non rappresenterebbe un alibi alla luce del nuovo orario del delitto che l'ultima perizia dell'anatomopatologa Cristina Cattaneo ha spostato in avanti, tra le 11 e le 11.30. Se quindi Sempio fosse stato davvero a Vigevano alle 10.18, orario indicato nello scontrino del 13 agosto 2007, avrebbe avuto tutto il tempo per essere poi a Garlasco all'ora del delitto.
Infine le intercettazioni, quelle vecchie che sono stati rianalizzate e, soprattutto, quelle nuove dello scorso anno.
Sempio è solo in auto e, parlando ad alta voce, fa riferimento "a quel video e io ce l'ho dentro la penna": per gli inquirenti è il video del rapporto intimo tra Chiara Poggi e Alberto Stasi.
Ed è quasi una confessione, perché fino ad ora mai si era parlato del video sulla pendrive.












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