Cagliari, 21 marzo 2026 – “La calmierazione del prezzo dei carburanti, licenziata dal Governo con apposito decreto-legge per ridurre i contraccolpi finanziari seguiti alla nuova guerra mediorientale, non riguarderà il comparto agricolo. L’augurio è che la politica rimedi rapidamente a una decisione che sa di beffa verso uno dei settori produttivi che rischia di pagare le conseguenze più gravi della crisi in corso”. L’allarme arriva dal presidente di Confagricoltura Sardegna, Stefano Taras, che ha ricordato come l’operazione di controllo commerciale, messa in campo per i prossimi venti giorni da Roma, non abbia tenuto conto dell’emergenza che dall’inizio delle ostilità ha investito il mondo delle campagne, con una crescita preoccupante delle materie prime. “A trascinare l’impennata dei prezzi dei fertilizzanti, che supera ormai il 30% – ha proseguito Taras –, è l’aumento di oltre il 50% dell’Urea: concime azotato derivato dal trattamento del gas naturale e prodotto nel Golfo Persico per circa la metà del fabbisogno mondiale. L’Urea è un fertilizzante indispensabile per i trattamenti agricoli a partire da quelli previsti già da queste settimane nelle colture di cereali, in primis grano duro, e per la preparazione delle prossime coltivazioni primaverili ed estive. Ed è proprio la mancanza dei fertilizzanti azotati che preoccupa il mondo agricolo non solo sardo o europeo, ma di tutto il pianeta. Il pericolo è che il trend negativo prosegua per mesi, anche se la crisi dovesse rientrare domani, così da innescare contraccolpi di carattere speculativo che rischiano di far saltare intere produzioni globali, con conseguenze drammatiche per il banco della spesa dei consumatori.
Altro aspetto messo in evidenza dal presidente di Confagricoltura Sardegna riguarda il caro trasporti. “La fibrillazione dei prezzi del petrolio andrà a incidere presto sui trasporti e in particolare sulla mobilità marittima, già gravata dagli aumenti dovuti alle sanzioni dell’UE per le mancate riduzioni delle emissioni di CO2 da parte delle compagnie navali. Un macigno che si aggiunge al gap dell’Insularità, riconosciuto e inserito in Costituzione, ma ancora non integrato da norme attuative e risorse finanziarie da parte dello Stato. Questa condizione di estrema instabilità geopolitica rischia di trascinare l’agricoltura sarda, già vulnerabile per numerose criticità, e i consumatori della nostra regione all’interno di un vortice di estrema incertezza”, ha concluso Stefano Taras. Com












Comments are closed.