Quartu Sant’Elena (Ca), 12 Mar 2026 - Nella giornata di martedì 10 marzo scorso, gli agenti dell’Ufficio Volanti del Commissariato di P.S. di Quartu Sant’Elena sono stati inviati dalla locale Sala Operativa presso l’abitazione di una coppia di anziani, in quanto avevano segnalato la presenza di un uomo di venticinque anni, il quale in passato li aveva truffati.
I coniugi hanno poi riferito ai poliziotti che, poco tempo prima, tramite l’intermediazione del venticinquenne, avevano concluso un contratto di fornitura di energia elettrica con una nota azienda italiana, in quanto questi si era presentato, presso la loro abitazione, sostenendo di essere un dipendente della società. Ma successivamente gli anziani non erano riusciti a trovare la copia della bolletta da pagare, lo avevano ricontattato e, nell’occasione, l’uomo gli aveva proposto di pagare in contanti una somma più vantaggiosa rispetto a quella indicata nella bolletta, specificando che l’offerta sarebbe stata valida solamente se avessero consegnato i soldi a lui. Pertanto, i coniugi avevano deciso di pagare quanto richiesto, nella convinzione di aver pagato la bolletta.
Tuttavia, il giorno successivo al pagamento, la coppia ha ricevuto la chiamata di un altro operatore che gli comunicava di avere un debito di € 1.600,00 con il loro fornitore di energia elettrica e, perciò, avrebbe inviato un dipendente dell’azienda per risolvere la questione.
Al termine della telefonata, presso la loro abitazione, si era presentato il 25enne (successivamente arrestato), che gli proponeva la dilazione del debito, con il pagamento immediato di € 500,00 e la restante parte rateizzata in pagamenti da 20 euro. Quindi, i coniugi hanno consegnato immediatamente i 500,00 €, ma nelle settimane successive non si era presentato più nessuno per la riscossione del debito residuo.
Preoccupati, i pensionati hanno raccontato l’accaduto alla figlia, che, insospettiva, ha contato la nota società fornitrice di energia elettrica ed ha pertanto capito che i genitori erano stati truffati.
Quindi la mattina del 10 marzo, la coppia ha ricevuto nuovamente la visita del venticinquenne, il quale si era presentato per chiedere il pagamento di altre bollette. A questo punto, la coppia ha avvisato la figlia, la quale ha immediatamente contattava il 112 NUE.
Pertanto sul posto, sono giunti gli agenti del Commissariato di Quartu Sant’Elena, i quali, nel rispetto dei diritti della persona indagata e della presunzione di innocenza, per quanto risulta allo stato, salvo ulteriori approfondimenti e in attesa del giudizio, hanno arrestato il giovane, gravato da numerosi precedenti di polizia, per l’ipotesi di tentata truffa aggravata.
A seguito dell’udienza di convalida, il G.I.P. ha convalidato l’arresto e disposto l’obbligo dei domiciliari con la cavigliera elettronica.









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