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Missili su Kiev e Kharkiv. Telefonata Trump-Zelensky, leader ucraino: “Colloqui a livello di leader”.

Kiev, 26 Feb 2026 - Le forze russe hanno lanciato un attacco combinato di missili e droni sulla capitale ucraina, Kiev, causando incendi in due distretti. Secondo Tymur Tkachenko, capo dell'amministrazione militare della città di Kiev, sono stati colpiti i distretti di Holosiivskyi e Pecherskyi, con roghi scoppiati in abitazioni private. Inoltre, un edificio residenziale di nove piani è stato danneggiato nel distretto di Darnytskyi durante l'attacco notturno. Le autorità ucraine stanno verificando informazioni sui possibili danni e vittime. Gli attacchi russi hanno già causato gravi danni alle infrastrutture energetiche ucraine, portando a blackout e problemi di riscaldamento in diverse città, tra cui Kiev.

Infatti, la capitale ucraina è stata scossa da diverse esplosioni nelle ultime ore, a seguito dell'allerta lanciata dalle autorità locali su possibili attacchi aerei russi. L'offensiva giunge in un momento di estrema tensione diplomatica, a ridosso dell'avvio dei colloqui di Ginevra tra i rappresentanti di Washington e quelli di Mosca, volti a definire un percorso per la fine del conflitto.

"Il nemico sta attaccando la città con droni e missili balistici", ha dichiarato Tymur Tkachenko, capo dell'amministrazione militare di Kiev, in un messaggio diffuso tramite Telegram. Tkachenko ha confermato che i sistemi di difesa aerea sono entrati immediatamente in funzione per intercettare i vettori russi, invitando la popolazione alla massima prudenza: "La difesa aerea è operativa. Restate nei rifugi fino a quando l'allarme non sarà cessato!".

Le esplosioni sono state avvertite distintamente in diversi quartieri della città, proprio mentre la diplomazia internazionale è puntata sulla Svizzera per il possibile round negoziale. Gli osservatori interpretano questa nuova ondata di raid come un tentativo di Mosca di esercitare ulteriore pressione militare su Kiev e sui partner occidentali prima di sedersi al tavolo delle trattative.

IL PUNTO - Trump rompe il silenzio e chiama Zelensky, verso il trilaterale con Mosca; l'UE accelera sui fondi nonostante il veto di Orbán

Il silenzio, nel giorno del quarto anniversario della guerra, non era passato inosservato. Ma 24 ore dopo, anche Donald Trump ha fatto un passo sull’Ucraina con un nuovo colloquio telefonico con Volodymyr Zelensky, rivelato da Axios. Lo scambio avviene alla vigilia del bilaterale tra Ucraina e USA previsto a Ginevra, dove sono attesi i "dioscuri" di Trump per le crisi internazionali, Steve Witkoff e Jared Kushner, insieme al capo negoziatore di Kiev, Rustem Umerov.

L’incontro potrebbe essere il preambolo a un nuovo trilaterale, sempre nella città svizzera, con la controparte russa. Sebbene gli ultimi due round abbiano consegnato un sostanziale stallo, la telefonata di Trump potrebbe indicare un possibile scatto in avanti nel percorso negoziale.

Il tono e l'esito del colloquio tra il presidente americano e Zelensky non sono emersi con chiarezza. Per Kiev resta pressoché intatto il nodo dei territori: nella sua posizione negoziale, l'Ucraina ha finora ribadito il proprio "no" alla cessione del Donbass e di Zaporizhzhia, chiesta da Mosca con il beneplacito di Washington. Sul tema, l’Unione Europea di fatto non si esprime: "Sui territori la decisione spetta solo a Zelensky", è il refrain che si ripete a Bruxelles.

L'UE è invece pronta a intervenire in una seconda fase delle trattative. Adesione di Kiev all'Unione, sanzioni contro Mosca e garanzie di sicurezza sono i punti sui quali l’Europa vuole dire la sua. A Bruxelles si sta facendo spazio l’idea che, prima o poi, con il Cremlino si dovrà parlare: "Ad un certo punto dovremo organizzarci", spiega una fonte qualificata vicina al dossier, lasciando aperta l’ipotesi di un inviato speciale UE.

Il nuovo round tra USA, Ucraina e Russia non è stato ancora confermato. Nel frattempo, nella riunione convocata per il quarto anniversario del conflitto, la "coalizione dei volenterosi" ha ribadito la piena disponibilità a offrire solide garanzie a Kiev. "C’è un impegno forte", spiegano fonti presenti alla riunione, osservando come la coalizione stia cementando un formato composto da Europa, Canada, Giappone, Nuova Zelanda e Australia; un assetto nel quale gli USA restano imprescindibili ma, allo stesso tempo, meno integrati che in passato.

Alla riunione hanno partecipato da Kiev anche Ursula von der Leyen e Antonio Costa, dopo un trilaterale con Zelensky focalizzato su energia e riforme per l’adesione. Al tavolo, però, sedeva un "convitato di pietra": Viktor Orbán. Lo stop dell’Ungheria al prestito da 90 miliardi — oltre a violare la decisione presa dal summit dei 27 a dicembre — è destinato a essere uno dei dossier più caldi delle prossime settimane.

I vertici UE, da un lato, agevoleranno le forniture di petrolio alternativo per Budapest finché l’oleodotto Druzhba sarà fuori uso; dall’altro, tireranno dritto sul prestito a Kiev. L’obiettivo è concretizzare l’esborso entro il summit UE di marzo, senza aspettare il voto in Ungheria del 12 aprile. Una scadenza cruciale per Orbán e per l’Europa intera, in vista della quale il premier magiaro ha accentuato gli attacchi a Bruxelles e le accuse a Kiev. Strategia che, tuttavia, parrebbe non pagare: secondo l'istituto demoscopico Median, l’opposizione guidata da Péter Magyar sarebbe al 55%, venti punti sopra Fidesz.

"Ho appena parlato con il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Alla chiamata hanno partecipato anche i rappresentanti del Presidente Trump - Steve Witkoff e Jared Kushner", ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
"Abbiamo discusso delle questioni su cui domani a Ginevra lavoreranno i nostri rappresentanti in un incontro bilaterale, nonché della preparazione del prossimo incontro delle squadre negoziali in formato trilaterale all'inizio di marzo. Contiamo che ciò consenta di passare ai negoziati a livello di leader", ha spiegato Zelensky.
"Il Presidente Trump sostiene questa sequenza di passi. Solo così si possono risolvere tutte le questioni complesse e sensibili e porre finalmente fine alla guerra", ha osservato il leader ucraino.

"Abbiamo discusso con Trump le questioni che i nostri rappresentanti affronteranno domani a Ginevra durante l'incontro bilaterale, nonché i preparativi per il prossimo incontro dei team negoziali al completo in formato trilaterale all'inizio di marzo. Ci aspettiamo che questo incontro offra l'opportunità di portare i colloqui a livello di leader. Il Presidente Trump sostiene questa sequenza di passi. Questo e' l'unico modo per risolvere tutte le questioni complesse e delicate e porre finalmente fine alla guerra". Lo scrive il Presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, sul suo colloquio di stasera con il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

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