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Attacco a Odessa. Progressi tra i 27 su nuove sanzioni a Russia. Meloni a riunione dei ‘volenterosi’.

Kiev, 21 Feb 2026 - La Russia è tornata ad attaccare Odessa nella notte. A quanto riferito da RBC-Ucraina, droni russi hanno causato danni alle infrastrutture urbane e a diverse strutture residenziali, con diversi incendi divampati in seguito al raid. Tra l'altro sono stati colpiti quattro edifici residenziali e una scuola.

Tre persone sono morte in un raid russo a Malynivka, nella regione di Kharkiv. I corpi sono stati rinvenuti sotto le macerie di un magazzino. Altre due persone sono rimaste ferite. Lo riferisce il Servizio statale di emergenza nella regione di Kharkiv.

Il bilancio della guerra torna a colpire i civili lungo il confine. Secondo quanto dichiarato dal governatore locale Vyacheslav Gladkov, citato dai media russi, un attacco condotto con droni ucraini ha causato la morte di due persone e il ferimento di altre tre nella regione di Belgorod, territorio della Federazione Russa spesso teatro di sconfinamenti e raid aerei.

I negoziati con l'Ucraina devono proseguire, ma un compromesso deve soddisfare gli obiettivi della Russia. Lo ha dichiarato l'ex primo ministro ucraino (2010-2014) Mykola Azarov alla TASS. "Non può essere altrimenti - ha specificato - perché il costo del conflitto è estremamente elevato, e quindi i tentativi di trovare un terreno comune per un compromesso sono estremamente importanti. Un'altra questione è che tipo di compromesso sarà, come soddisferà gli obiettivi della Russia e, soprattutto, quali obiettivi soddisferà in termini di interessi del popolo russo e ucraino", ha affermato

A quanto si apprende a Bruxelles, il Coreper ha proseguito la discussione sul 20mo pacchetto di sanzioni Ue contro la Russia. Il testo rivisto presentato è stato considerato un passo avanti dalla maggioranza degli Stati membri. Alcuni Stati membri hanno sollevato riserve d'esame, ma il testo è considerato stabile. Per quanto riguarda i prossimi passi, la Presidenza cipriota del Consiglio Ue proseguirà le consultazioni, con l'obiettivo di raggiungere un accordo entro il 24 febbraio.

In occasione del quarto anniversario dell’invasione russa, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per non essere marginalizzata prenderà parte martedì a un vertice internazionale in videoconferenza della cosiddetta "coalizione dei volenterosi". L'incontro, volto a ribadire e coordinare il sostegno all'Ucraina, sarà co-presieduto dal presidente francese Emmanuel Macron e dal primo ministro britannico Keir Starmer.

Lo scontro tra Budapest e Kiev raggiunge un nuovo picco di tensione. Attraverso un post pubblicato su X, il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó, ha ufficializzato il legame tra il veto sul prestito UE da 90 miliardi di euro e l'interruzione delle forniture energetiche: «Stiamo bloccando il prestito all'Ucraina finché non riprenderà il transito del petrolio verso l'Ungheria attraverso l'oleodotto Druzhba».

L'accusa di "ricatto" politico

Secondo la ricostruzione del governo Orbán, l'Ucraina starebbe deliberatamente bloccando il transito del greggio in coordinamento con Bruxelles e con le forze di opposizione ungheresi. L'obiettivo, secondo Szijjártó, sarebbe quello di provocare interruzioni nelle forniture e causare un aumento dei prezzi del carburante proprio alla vigilia delle elezioni di aprile, con lo scopo di destabilizzare l'esecutivo in carica.

«L'Ucraina sta ricattando l'Ungheria», ha incalzato il ministro, aggiungendo che il blocco del Druzhba rappresenterebbe una violazione diretta dell'accordo di associazione UE-Ucraina. Secondo Budapest, venendo meno agli impegni presi nei confronti dell'Unione, Kiev perderebbe il diritto ai sostegni finanziari previsti.

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