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SS 195 “Sulcitana”: precisazioni dell’Assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente sulle dichiarazioni di Anas.

Cagliari, 26 Gen 2026 - L'Assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente esprime stupore e forte preoccupazione per le dichiarazioni rilasciate dal Responsabile della Struttura Territoriale Sardegna di Anas, ing. Salvatore Campione, in merito al procedimento ambientale relativo agli interventi sulla S.S. 195 “Sulcitana”.

Le affermazioni secondo cui gli uffici regionali dell’Assessorato dell’Ambiente avrebbero “fatto resistenze” o addirittura “non voluto” la realizzazione dell’opera di difesa costiera risultano gravi, infondate e non rispondenti al vero, oltre a fornire all’opinione pubblica una rappresentazione distorta dei fatti.

Come dichiarato dall’assessora regionale della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, “le affermazioni di ANAS e del suo responsabile territoriale in Sardegna non corrispondono ai fatti e rischiano di diffondere un’informazione inesatta su un procedimento pubblico che richiede, da parte di tutti i soggetti coinvolti, correttezza, responsabilità e rispetto della verità documentale e dei cittadini. L’Assessorato della Difesa dell’Ambiente, come ANAS ben sa, ha operato nel rispetto delle norme che disciplinano tali procedimenti e con piena lealtà istituzionale, assicurando ogni contributo collaborativo utile e necessario, a tutela della sicurezza dei cittadini e di un territorio di elevato valore ambientale”.

È pertanto necessario richiamare, con chiarezza e in modo documentato, la reale sequenza temporale e procedurale dei fatti.

Già con nota ufficiale del 14 luglio 2020, quindi oltre cinque anni fa, il Servizio Valutazioni Ambientali della Regione Sardegna aveva formalmente comunicato ad ANAS che l’intervento proposto sulla S.S. 195, per dimensioni, localizzazione e tipologia delle opere previste, dovesse essere assoggettato alle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e di Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA), in quanto ricadente in un’area sottoposta, per espressa previsione normativa e non per valutazioni discrezionali degli uffici, a specifici regimi di tutela ambientale e paesaggistica.

Nonostante tale chiaro inquadramento, ANAS ha attivato l’istanza di verifica di assoggettabilità a VIA solo nel 2024, a distanza di quasi quattro anni dalla comunicazione regionale, depositando una documentazione progettuale che riproponeva sostanzialmente le stesse soluzioni già note, in particolare la realizzazione di una scogliera frangiflutti rigida lungo il litorale, senza superare le criticità già evidenziate in sede di inquadramento preliminare.

Nel corso dell’istruttoria, il Servizio VIA regionale ha operato con massima collaborazione istituzionale, garantendo incontri tecnici, richieste di integrazione motivate e proroghe procedimentali, nell’esclusivo interesse di una corretta e completa valutazione degli effetti ambientali dell’opera. Le integrazioni richieste non rappresentavano un ostacolo burocratico, ma erano indispensabili per valutare correttamente gli impatti su erosione costiera, dinamica dei sedimenti, habitat tutelati e paesaggio, come previsto dalla normativa nazionale ed europea.

Contrariamente a quanto dichiarato dall’ing. Campione, non risulta che la Regione abbia mai negato dati o impedito lo svolgimento degli studi: al contrario, la documentazione prodotta da ANAS è stata ritenuta incompleta e non adeguata rispetto alla complessità dell’intervento proposto. È bene ricordare che la produzione degli studi ambientali è responsabilità del proponente, non dell’autorità competente alla valutazione.

La procedura non è stata “bloccata” dalla Regione: è stata archiviata nel dicembre 2024 su esplicita richiesta di ANAS, che ha dichiarato di voler procedere a una revisione complessiva del progetto per poi presentare una nuova istanza. A oggi, nessun nuovo progetto risulta depositato presso gli uffici regionali competenti.

Appare pertanto inaccettabile attribuire alla Regione o all’Assessorato della Difesa dell’Ambiente responsabilità che attengono esclusivamente alle scelte, ai tempi e alle decisioni di ANAS. L’Assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente ribadisce con fermezza di aver sempre operato nel rigoroso rispetto della legge, a tutela dell’interesse pubblico, della sicurezza dei cittadini e della salvaguardia del proprio patrimonio ambientale, e respinge ogni tentativo di scaricare su altri enti responsabilità che non gli competono.

La Regione resta disponibile al confronto istituzionale, ma non accetterà ricostruzioni parziali o strumentali dei fatti, che rischiano di disorientare l’opinione pubblica e di compromettere un dibattito che deve invece poggiare su dati, atti e responsabilità chiaramente individuabili.

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