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Tregua elettorale per trovare una soluzione all’emergenza prezzi del gas: i partiti chiedono l’intervento di Draghi.

Roma, 29 Ago 2022 – Il primo ministro Mario Draghi per il comento riflesse sulla strada da intraprendere per calmierare i prezzi nel campo energetico, dove le compagnie di distribuzione si stanno arricchendo ingordamente senza voler dare niente a chi non riesce più a pagare le loro bollette che hanno visto aumento anche del 180 per cento. Infatti oggi a Palazzo Chigi, il sottosegretario alla presidenza, Roberto Garofoli, coordinerà le prime riunioni istruttorie per vedere che margini ci sono per un nuovo decreto legge di aiuti a imprese e famiglie contro il caro bollette. Provvedimenti che però, spiegano i tecnici, difficilmente arriveranno questa settimana.

E, inoltre, da Palazzo Chigi spiegano che bisogna aspettare i dati delle entrate a tutto agosto e poi vedere eventuali altre risorse disponibili tra i residui di spesa, per capire se c’è lo spazio per interventi percettibili”, anche se nessuno crede si potrà arrivare ai 20-30 miliardi che chiedono le forze politiche. Detto questo, Draghi, se i partiti gli chiederanno un incontro, certamente sarà disponibile. Ma la linea del presidente del Consiglio e del ministro dell’Economia, Daniele Franco, non è cambiata rispetto al fatto che anche i nuovi aiuti, come i precedenti, non dovranno essere coperti con lo «scostamento di bilancio», ovvero con un aumento del deficit.

Una richiesta avanzata in maniera trasversale, dal leader della Lega, Matteo Salvini, a quello di Azione, Carlo Calenda, che Draghi trova curiosa, a poco più di venti giorni dal voto. Quasi un escamotage per scaricare sul premier uscente e su un governo in carica per gli «affari correnti» la grave responsabilità di una decisione che potrebbe andare incontro alle censure della commissione europea ed esporre l’Italia alla speculazione sui mercati finanziari.

Infine oggi si attende il ritorno di Draghi a Palazzo Chigi dove, in questi giorni, esaminerà la situazione con i ministri più direttamente interessati: oltre a Franco, Roberto Cingolani (Transizione ecologica) e Giancarlo Giorgetti (Sviluppo economico). Il presidente del Consiglio si concentrerà anche sulla spinta da dare agli interventi previsti dal Pnrr. Invece domani Garofoli coordinerà un vertice con tutti i ministri interessati, per fare il punto sui 55 obiettivi da realizzare entro la fine dell’anno e ottenere così altri 19 miliardi di euro da Bruxelles. Un traguardo al quale Draghi tiene molto, ma che richiede di recuperare i ritardi legati al rallentamento dell’attività amministrativa e parlamentare conseguente allo scioglimento delle camere.

Infine, su questo fronte entro metà settembre dovrebbero riunirsi i ministri dell’energia dei Paesi Ue e il 6-7 ottobre ci sarà a Praga il Consiglio europeo, ultimo appuntamento internazionale nell’agenda di Draghi. Come si vede, date lontane rispetto all’urgenza di intervenire per evitare che la folle corsa dei prezzi del gas si scarichi sulle bollette di imprese e famiglie. Le soluzioni, quindi, andranno trovate in casa.

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