Colleferro (Roma), 8 Sett 2020 – I due giovani e violenti energumeni della provincia romana, si dichiarano innocenti. Noi cerchiamo di mettere pace tra i contendenti e non li aggrediamo. Lo avrebbero detto al giudice durante l’interrogatorio in carcere. E, infatti, i due avrebbero detto di non aver toccato la vittima. Respingiamo ogni accusa. Siamo intervenuti per dividere, abbiamo visto un parapiglia e siamo arrivati. Siamo dispiaciuti e distrutti perché accusati di un omicidio che non abbiamo commesso". È quanto avrebbe detto Marco e Gabriele Bianchi durante l'interrogatorio di convalida dell'arresto per l'omicidio di Willy Monteiro Duarte. I due con Mario Pincarelli e Francesco Belleggia sono accusati di omicidio preterintenzionale. Intanto domani dovrebbe essere effettuata l'autopsia sul corpo del giovane brutalmente ucciso come disposto dalla Procura di Velletri.
"I miei assistiti non hanno partecipato alla rissa. Sono scesi dalla loro auto per fare da paciere dopo aver visto alcuni loro amici coinvolti nella rissa. Al giudice hanno indicato i nomi di questi amici". Lo ha detto l'avvocato Massimiliano Pica, difensore dei fratelli Marco e Gabriele Bianchi, al termine dell'interrogatorio. "Si sono fermati per cercare di dividerli - ha spiegato il difensore - avranno anche sbracciato, ma non hanno partecipato".
"Domani depositeremo in procura a Velletri nuove prove. Si tratta di testimonianze che contraddicono quelle della Procura e in particolare chi ha detto che dall'auto sono scese cinque o sei persone. I fratelli Bianchi, inoltre, affermano di non avere visto Willy a terra, vittima del pestaggio" ha detto ancora l'avvocato. "Anche 'altro mio assistito, Mario Pincarelli - ha detto - non ha partecipato alla rissa ed ha respinto le accuse. Era presente sul posto ma non ha partecipato alla rissa".
È escluso il movente razziale e politico nell'omicidio di Willy Monteiro, ucciso nella notte tra sabato e domenica a Colleferro, vicino Roma. Lo affermano all'Agi fonti investigative. Per la morte di Willy sono stati arrestati dai carabinieri della Compagnia di Colleferro quattro giovani: si tratta di Mario Pincarelli 22 anni, Francesco Belleggia di 23 anni e dei fratelli Marco e Gabriele Bianchi rispettivamente di 24 e 26 anni, accusati di concorso in omicidio preterintenzionale.
''Una cosa tristissima e molto preoccupante. Oggi vedrò il sindaco di Colleferro, per portare il segno di vicinanza dello Stato, sia spirituale sia perché siamo pronti ad analizzare nel profondo questa vicenda perché se ci sono aspetti che vanno oltre l'episodio intendiamo affrontarli con le dovute maniere. Una cosa che riesce difficile commentare''. Lo ha detto il prefetto di Roma Matteo Piantedosi sulla morte di Willy Monteiro Duarte a Colleferro, a margine delle celebrazioni per l'8 settembre al parco della Resistenza.
''L'aggressione è avvenuta in prossimità di una stazione dei carabinieri che sono intervenuti rapidamente - ha aggiunto rispondendo a chi gli chiedeva se ci fosse un tema di controllo del territorio - possiamo immaginare che sia controllabile tutto, anche le derive culturali, che possono esserci in certi ambienti e che possono portare a fenomeni di questo tipo. Io credo che le condizioni da valutare siano delle precondizioni, valuteremo se c'è qualcosa da migliorare, ci approcciamo in maniera molto laica ma certamente non lasceremo passare l'episodio come se fosse stato qualcosa di casuale, che è avvenuto come fosse stato un accidente della vita. Abbiamo un obbligo anche per onorare la memoria di questo ragazzo di fare tutto il possibile perché sia un atto di inizio di una maggiore attenzione sulla fenomenologia di carattere sociale in certi ambienti giovanili''.
"Si è messo tra me e loro. Mi stavano picchiando quando ho visto Willy. Ha cercato di mettere pace, ma hanno iniziato a picchiarlo in quattro". Con queste parole, riportate da la Repubblica, comincia il racconto di Federico Zurma, il ragazzo ventunenne che Willy Monteiro Duarte voleva difendere dalla furia di quattro coetanei, ora accusati di aver ucciso a calci e pugni il giovane di origine capoverdiane.
"Uno di loro lo ha colpito con un calcio micidiale alla pancia. Willy è rimbalzato a terra, facendosi forza sulle braccia ha provato a rialzarsi, ma gli ha subito sferrato un pugno sulla testa", prosegue il giovane che, in un'intervista al Corriere della Sera sottolinea come si porterà "a vita il ricordo di quella notte". "Willy era un ragazzo equilibrato, è intervenuto con intento pacifico e per riportare gli animi alla calma", racconta ancora Federico che, conferma di essere "stato ascoltato dai carabinieri" e dice di sapere che dovrà "deporre a un processo nei confronti del gruppo di aggressori".
“Una cosa voglio che sia chiara: se Gabriele e Marco hanno sbagliato, devono pagare fino in fondo". Commenta così, in un'intervista al Messaggero, Alessandro Bianchi, fratello di due dei quattro ragazzi accusati di aver ucciso a calci e pugni sabato notte a Colleferro Willy.
"Non potrei però mai pensare che i miei fratelli abbiano infierito su un ragazzetto come Willy e che lo abbiano addirittura colpito quando lui era a terra. Sono convinto e confido che venga dimostrato che il colpo mortale, forse un calcio alla bocca, non l'hanno sferrato loro", prosegue Bianchi. "Quella sera Gabriele e Marco avevano cenato nel mio locale con le loro compagne, poi hanno ricevuto una telefonata dai loro amici che credo abbiano invocato il loro aiuto perché qualcuno li stava picchiando. Così i miei fratelli sono corsi", ricostruisce Bianchi.
"Se servisse a qualcosa per tornare indietro o solo per lenire la sofferenza di qualcuno io andrei adesso stesso per farmi linciare davanti la loro casa", dice accorato Bianchi. "Giustizia per questo ragazzo deve essere fatta. La verità dovrà essere stabilita. Nel frattempo però quelli che accusano i miei fratelli di odio e violenza stanno dando il peggio di sé. Hanno riempito di insulti e minacce sui social me e mia moglie", conclude amaramente il fratello maggiore dei due ragazzi accusati dell'omicidio di Willy.
"Tutti siamo corresponsabili quando neghiamo a queste generazioni una speranza, una prospettiva, dei valori in cui credere, delle motivazioni di vita umana accettabili". Lo ha dichiarato il vescovo di Velletri-Segni, monsignor Vincenzo Apicella, nel corso di "Unomattina", parlando della morte del 21enne Willy Monteiro Duarte. Quanto accaduto a Colleferro è il prodotto di "mancanza di cultura, di una vita vissuta in maniera non dico neanche animalesca, perché altrimenti potrei offendere gli animali. Esistono nell'aria che respiriamo dei virus che sono altrettanto pericolosi del Covid, i virus della violenza, del culto della forza, della stupidità, della vigliaccheria, perché erano in quattro-cinque contro uno. E' una realtà di fronte alla quale non possiamo far finta di niente".
"Insieme ai ragazzi di Paliano abbiamo organizzato per domani una fiaccolata in ricordo del nostro amato Willy. L'appuntamento è alle ore 21 presso piazza XXII Martiri (Municipio). È obbligatorio l'uso della mascherina". Così su Facebook il sindaco di Paliano, Domenico Alfieri.












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