Minsk, 11 Ago 2020 – Non si fermano a due giorni dalle elezioni farsa che hanno fatto rimanere al potere (ma si spera per poco essendo una delle tante feroci dittature esistenti nell’Europa democratica ancora in vita ma si pensa con i giorno o mesi contati), l’attuale presidente-dittatore bielorusso. Infatti, afferma in un documento il presidente del Consiglio europeo Charles Michel commentando i fatti in Bielorussia.
"Svetlana Tikhanovskaya è al sicuro, è in Lituania". Lo ha scritto su twitter il ministro degli Esteri lituano Linas Linkevicius, parlando della candidata dell'opposizione bielorussa alle presidenziali di domenica, che si temeva fosse stata trattenuta dalle autorità dopo aver presentato ricorso alla commissione elettorale contro l'esito del voto, vinto da Aleksander Lukashenko tra accuse di frode e brogli.
Intanto anche questa notte ci sono stati scontri sia a Minsk che in altre città del Paese, dove i manifestanti protestano contro la rielezione di Lukashenko, al potere dal 1994. Un manifestante è morto per la deflagrazione di un ordigno che stava maneggiando. La polizia ha sparato proiettili di gomma sulla folla per disperdere le proteste e ha lanciato lacrimogeni. La folla ha scandito "Vergogna!" e "Lunga vita alla Bielorussia". La polizia ha confermato all'agenzia russa Tass di aver arrestato manifestanti e ha assicurato di avere "la situazione sotto controllo". Secondo i media russi e bielorussi, sono in corso arresti anche in altre città dell'ex repubblica sovietica.
Manifestazioni spontanee si erano svolte anche domenica sera, poco dopo l'annuncio dei primi risultati ufficiali del voto, che davano il presidente uscente largamente in testa con l'80% dei consensi. Più di 3.000 persone sono state arrestate durante le proteste di domenica sera, ha detto la polizia.












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