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Notte di scontri dopo il voto in Bielorussia: il sanguinario dittatore, che si è appena rieletto con schede precompilate, reprime le manifestazioni contro gli imbrogli elettorali usciti dalle urne ieri. Un morto e dozzine di feriti, 3000 persone finite in carcere sperando che dopo ricompaiono.

Minsk, 10 Ago 2020 – Le ultime elezioni presidenziali, farsa, in Bielorussia sono finite ieri con la vittoria schiacciante, probabilmente con le schede già precompilate dagli accoliti del dittatore. Questa volta si è eletto solo con oltre l’80 per cento e non con il 99 degli altri anni. Ma, dopo queste ultime elezioni presidenziali, ma più propriamente dittatoriali, pare si stia avvicinando la fine dell’uomo che già sta preparando la successione dinastica al figlio, che da molti lustri blocca il benessere e l’ammodernamento del paese con il pugno di ferro e lui come Putin, chi gli si oppone, finisce morto e in galera. Ma come tutti i dittatori del mondo raccontati dalla storia, per loro non finisce mai bene e ci pare che l’ultima ora per Lukashenko stia arrivando, magari non subito ma presto. Infatti, il fiero popolo della Bianca Russia si sta destando dal torpore e paura che fino ad ora lo aveva bloccato.

Infatti, subito dopo il risultato elettorale i cittadini sono andati in piazza per contestare quest’altra frase elettorale e negli scontri, fino ad ora si conta un morto e dozzine di feriti.

Questo è il primo bilancio degli scontri, la scorsa notte, in Bielorussia dopo le elezioni che hanno riconfermato, per la sesta volta, il presidente in carica Aleksandr Lukashenko.  Secondo il Ministero del Interno i feriti sarebbero 50 civili e 39 agenti di polizia. Tremila, invece, le persone fermate, tra Minsk e in 30 altre città del paese della Bielorussia.

Secondo la Ong per i diritti umani Viasna, per sedare la folla la polizia ha usato gas lacrimogeni, granate stordenti, e proiettili di gomma. "È noto – ha detto un’attivista a Interfax -che due reparti di un ospedale militare sono pieni di feriti. Altri -aggiunge- sono nell’ospedale d'emergenza e nell'ospedale n. 6 di Minsk".

Durante gli scontri le forze dell'ordine avevano fatto sapere che avevano "il controllo della situazione". L’agenzia di stampa statale Belta riferiva che   "La polizia ha il controllo della situazione in relazione ad azioni non autorizzate".

Un appello alla polizia a fermare la violenza "contro il proprio popolo" e ai manifestanti a "evitare provocazioni" era stato lanciato ieri sera dalla candidata d'opposizione alle presidenziali bielorusse, Svetlana Tikhanovskaya, uscita sconfitta alle urne da Aleksandr Lukashenko, nel voto di ieri. "Voglio credere alla polizia e ai soldati di ricordare che anche loro sono parte della popolazione", si legge nell'appello di Tikhanovskaya diffuso su canali Telegram vicini all'opposizione, "e chiedo agli elettori di evitare ogni provocazione, di non fornire ragioni per l'uso della violenza contro i manifestanti".

Con l’80,23% il presidente Lukashenko è uscito vincitore per la sesta volta alle elezioni. La candidata dell'opposizione, Svetlana Tikhanovskaya ha ottenuto il 9,9% dei voti. Congratulazioni per la vittoria sono arrivate dal presidente Vladimir Putin e dal presidente cinese, Xi Jinping. L'emittente televisiva statale cinese China Central Television, ha anche citato una telefonata tra Xi e il rieletto presidente bielorusso”.

Subito dopo la rielezione Lukashenko accusa i paesi al di fuori dei suoi confini di aver "diretto" le proteste dei manifestanti. "I servizi speciali - ha detto- hanno registrato chiamate dalla Polonia, dalla Gran Bretagna e dalla Repubblica Ceca", rivolto ai manifestanti dice: "non permetterò che il Paese venga fatto a pezzi".

Il team della candidata alla presidenza della Bielorussia Svetlana Tikhanovskaya non riconosce i risultati preliminari delle elezioni presidenziali annunciate dalla Commissione centrale elettorale. Lo ha detto all'agenzia Interfax l'addetta stampa Anna Krasulina. "I risultati delle elezioni annunciati non corrispondono alla realtà e sono completamente in contrasto con il buon senso". Ue: condanna la violenza "La violenza contro i manifestanti non è la risposta. La libertà di parola, la libertà di riunione, i diritti umani fondamentali devono essere difesi". Lo ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio europeo Charles Michel.

A sottolineare la condanna dell'Europa per le violenze il presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen: "Non c'è posto in Europa - ha dichiarato-  per chi bersaglia e reprime con violenza chi protesta pacificamente. I diritti fondamentali in Bielorussia devono essere rispettati. Chiedo alle autorità di assicurare che i voti dell'elezione di ieri siano contati e pubblicati accuratamente".

La Polonia chiede un vertice europeo straordinario sulla situazione in Bielorussia, dopo gli scontri dopo il risultato delle elezioni. "Le autorità hanno usato la forza contro i loro cittadini che chiedevano un cambiamento nel paese - ha detto il premier Mateusz Morawiecki- dobbiamo sostenere il popolo bielorusso nella sua ricerca della libertà".

Per il governo tedesco "non è accettabile" che gli "standard minimi democratici" alle elezioni in Bielorussia non siano stati mantenuti. Lo ha dichiarato il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, che durante una conferenza stampa a Berlino ha stigmatizzato l'uso della violenza contro pacifici dimostranti in Bielorussia. Seibert ha poi rivolto un appello al rispetto della libertà di manifestazione e di informazione da parte dei leader politici del paese.

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