Riace (Calabria), 14 Ott 2018 - Dopo l'arresto del sindaco Domenico Lucano, il Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'Interno, con una nota del 9 ottobre scorso, ha deciso il trasferimento dei migranti ancora ospiti nello Sprar gestito dal Comune di Riace.
Nei mesi scorsi lo stesso Ministero aveva già evidenziato diverse anomalie nella gestione, mentre il sindaco Lucano, poi sospeso dall'incarico, era finito agli arresti domiciliari con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e fraudolento affidamento del servizio di raccolta differenziata.
Nel nuovo provvedimento, che contesta al Comune reggino 34 penalità, si chiede, quindi, di trasferire gli ospiti e di rendicontare ogni spesa sostenuta.
Con una circolare il Viminale ha disposto e ha chiesto all'amministrazione comunale la rendicontazione di tutte le spese sostenute, sollecitando "ad inviare la relativa documentazione secondo le modalità previste dal manuale di rendicontazione Sprar".
"Vogliono soltanto distruggerci. Nei nostri confronti è in atto ormai un vero e proprio tiro incrociato. I nostri legali, comunque, stanno già predisponendo un ricorso al Tar contro la decisione del Viminale". Lo dice il sindaco di Riace, Domenico Lucano, in relazione alla circolare del ministero. "Io mi chiedo - dice ancora Lucano - come sia possibile pensare di distruggere in questo modo il 'modello Riace', descritto da innumerevoli personalità, politici, intellettuali, artisti, come un'esperienza straordinaria. Non si può cancellare una storia semplicemente straordinaria e che ha suscitato l'interesse e l'apprezzamento di tutto il mondo. Lo Stato - continua - continua incredibilmente a darci addosso. La mia amarezza è immensa". E conclude: "La persecuzione nei nostri confronti è cominciata già da qualche anno. Ci sono state due relazioni della Prefettura di Reggio Calabria che si sono contraddette l'una con l'altra, una positiva ed un'altra negativa. Prima ci hanno elogiati e poi criticato. Tutto questo è assurdo".
"Chi sbaglia, paga. Non si possono tollerare irregolarità nell'uso di fondi pubblici, nemmeno se c'è la scusa di spenderli per gli immigrati". Lo dichiara il ministro dell'Interno Matteo Salvini.









