Roma, 3 Mag 2018 - "Saremmo orientati a chiudere la discussione, che si concluderà con un voto, entro le ore venti, per consentire a tutti di votare", ha annunciato Matteo Orfini aprendo la Direzione Pd, al largo del Nazareno.
Alla riunione, aperta da una relazione del segretario reggente Maurizio Martina, sono presenti il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e l'ex segretario Matteo Renzi, che torna per la prima volta in direzione dopo le dimissioni
Mentre iniziava la direzione al Nazareno, i pontieri erano ancora al lavoro per chiudere su un documento condiviso che eviti strappi tra il fronte renziano e quello 'governista' nell'organismo dem. "In un modo o nell'altro vogliamo evitare rotture", ha spiegato ai media chi sta lavorando alla mediazione.
"C'è bisogno di rifondare il partito con idee e risposte nuove", ha spiegato Maurizio Martina, difendendo "con orgoglio i risultati ottenuti dai nostri governi". "Riprogettare per ripartire", la parola d'ordine del reggente, "un nuovo inizio", un ripensamento "netto anche su come si fa partito. Su come si sta insieme, su come ci si riconosce. Su come ci si confronta e si prendono decisioni".
Martina è netto: "Da noi non possono esistere liste di proscrizione. Non tutto si può risolvere sempre con la logica dei rapporti di forza. Non credo che ce la caveremo con qualche mossa tattica".
Sul M5s Martina dice: "Parlavamo tanto di loro ma il tema vero eravamo noi, il nostro ruolo e la nostra funzione anche quando si è minoranza. Per me era non condannarci all'irrilevanza e accettare una sfida. Era un'ipotesi più rischiosa ma l'ho immaginata per come potevo fino a qui con questa ambizione". "Ora il dato di fatto è il rischio di un voto anticipato", ha aggiunto il reggente Pd.
Per quanto riguarda le altre forze politiche, spiega: "Non andremo mai al governo con Salvini, Berlusconi e Meloni come soci di riferimento. E non potremo mai nemmeno sostenere un governo a trazione leghista".
Maurizio Martina chiede alla direzione Pd di "rinnovare la fiducia" all'attuale segreteria "fino all'assemblea nazionale" e invita tutti a mettere da parte "provocazioni, delegittimazioni reciproche e doppi binari".
Il fronte renziano in direzione Pd apprezza la relazione del segretario reggente. In particolare sono i passaggi riguardanti la fiducia a Martina da rinnovare fino all'assemblea nazionale e la chiusura a un eventuale appoggio a un governo Di Maio. Su questi due punti, spiegano fonti renziane presenti in direzione, può esserci un via libera a Martina con il voto o attraverso un documento.
"Complimenti a Maurizio per lavoro che sta facendo che è molto delicato. Il Pd deve tornare a essere forte, ne ha bisogno il Paese". Così Carlo Calenda, intervenendo in direzione nazionale del Pd. "Mi scuso con Martina per aver detto subito 'se ci alleiamo con M5s strappo la tesserà, ma voglio spiegare il perché": ha detto così il Ministro dello sviluppo economico - neo iscritto dem - nel suo intervento alla direzione del Pd, secondo fonti che assistono al dibattito. "È improponibile sostenere un governo Di Maio perché non sono certo padri costituenti...", ha detto Calenda.
"Credo che questa sia una giornata decisiva per la vita stessa della nostra comunità politica. Con questa franchezza avremmo dovuto fare la discussione nel dicembre 2016 e il 5 marzo 2018 e in entrambi i casi abbiamo deciso di non decidere, di non discutere, di non guardarci allo specchio e ci siamo ritrovati in questa direzione - ha detto l'esponente della minoranza Pd, Francesco Boccia - mi auguro che si voti in maniera netta e chiara la fiducia a Martina, con la speranza che da quel momento all'assemblea Martina con l'ufficio di presidenza del partito, non vengano delegittimati fuori dalle mura del partito". "Esprimo il mio appoggio a Maurizio - ha detto invece Gianni Cuperlo - si è caricato di un peso e abbiamo il dovere di condividerlo con lui. La sua relazione contiene un tratto di onestà politica e intellettuale e a mio avviso al termine della riunione la direzione dovrà esprimersi con un voto".
"Tutti noi dobbiamo un ringraziamento a Martina per il lavoro che sta facendo e per essersi mosso nell'ambito del mandato avuto dalla direzione. Lo dobbiamo ringraziare anche per averci fornito con dati chiari e inoppugnabili le dimensioni della sconfitta del Partito democratico alle scorse elezioni. Ora dobbiamo convocare un congresso nel più breve tempo possibile - ha detto Sandra Zampa intervenendo in Direzione - per avere un segretario eletto e rianimare il partito".
Critiche a Matteo Renzi sono piovute nel corso della Direzione dal sindaco di Bologna Virginio Merola e da Goffredo Bettini, che ha citato il discorso di Walter Veltroni al Lingotto. Secondo Merola il "compagno Renzi" è stato "poco rispettoso" nei confronti del partito e ha aggiunto: "nessun governo con il M5s, ma si può fare con Berlusconi e Salvini?". Per Bettini invece è stato un errore dell'ex segretario contrapporre "speranza e rabbia" nella campagna elettorale. Si deve andare a fondo della rabbia e poi trasformarla in progetto politico".
Su un rischio scissione nel partito, entrando al Nazareno Piero Fassino aveva risposto ai cronisti: "Non c'è proprio nessun rischio". Mentre Lorenzo Guerini, coordinatore della segreteria nazionale del Pd aveva assicurato che oggi non ci sarebbe stato un voto pro o contro il segretario reggente. "Non credo ci sia questo punto all'odg, Martina non è in discussione, gode della fiducia di tutto il partito", aveva sottolineato stamane a Radio Radicale.
È stato portato negli uffici del commissariato uno dei militanti del Pd che ha inscenato una protesta fuori la sede del Nazareno prima dell'inizio della Direzione del partito, con indosso adesivi "Mai con M5s". La sua posizione è ora al vaglio e potrebbe rischiare una denuncia. Secondo quanto si è appreso, il militante si sarebbe rifiutato di terminare la protesta e di togliere l'adesivo. "Mi trattate così perché ho l'adesivo 'Mai con M5s, ho capito l'andazzo" ha detto l'uomo quando è stato bloccato dalla Polizia.










