Kiev, 2 Giu 2026 - “Sedici morti, 42 feriti. A Dnipro si è conclusa l'operazione di ricerca e soccorso nel quartiere residenziale colpito durante la notte dai missili russi. Tra i feriti ci sono 4 bambini. Tre di loro sono ricoverati in ospedale, così come 21 adulti. Il personale medico sta fornendo a tutti le cure necessarie”. Lo scrive sui social Oleksandr Hanzha, capo dell'amministrazione regionale di Dnipropetrovsk. Alle 16 persone uccise a Dnipro si sommano le altre 6 morte a Kiev.
"L'attacco principale - afferma sui social il leader ucraino - è stato a Kiev, dove decine di edifici residenziali e altre infrastrutture civili sono stati nuovamente danneggiati. Purtroppo, si hanno notizie di quattro morti. Le mie condoglianze a tutti i parenti e amici.
Attualmente negli ospedali della capitale si trovano 38 persone, a tutte delle quali viene fornita l'assistenza necessaria. A Dnipro è in corso un'operazione di ricerca e salvataggio sul luogo di un edificio residenziale a quattro piani. Parte dell'edificio è stata praticamente demolita. Nell'attacco sono state uccise nove persone, tra cui un bambino. Trentacinque persone sono rimaste ferite nella città. La sorte di altre sei persone è sconosciuta. Le loro ricerche continueranno per tutto il tempo necessario".
"I russi hanno anche colpito l'energia nella regione di Kharkiv e le infrastrutture critiche a Kharkiv. Sono stati colpiti anche le regioni di Kiev, Mykolaiv, Zaporizhia, Poltava, Sumy, Chernihiv e Khmelnytskyi", aggiunge il leader ucraino.
"I bombardamenti russi massicci che colpiscono la popolazione civile e le infrastrutture dimostrano, ancora una volta, il totale disprezzo di Mosca per gli sforzi volti a raggiungere la pace". Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri francese in seguito ai nuovi raid di Mosca sull'Ucraina, che hanno causato almeno 18 morti fra Dnipro e Kiev. "Questi attacchi cinici violano ancora una volta il diritto internazionale umanitario", ha aggiunto il ministero, accusando il Cremlino di voler prolungare la guerra.
Peter Magyar ha dimostrato che un pendolo non oscilla solo in una direzione, nella direzione dell'illiberale o addirittura dell'autoritario. Può anche ruotare all'indietro e, in modo impressionante, tornare al centro". Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz in conferenza stampa a Berlino con il primo ministro ungherese Peter Magyar. "Viviamo in un'epoca in cui la libertà e l'unità dell'Europa sono ancora una volta in pericolo. La minaccia alla Nato proveniente dalla Russia e da Mosca, la guerra contro l'Ucraina rappresentano una sfida fondamentale per tutti noi. È importante che qui collaboriamo tutti insieme. Sappiamo che abbiamo ancora molta strada da fare insieme in Europa".
Illuminato con il tricolore il monumento simbolo della città. L'ambasciatore: "L'Ucraina difende i principi che riguardano tutti noi".
Alla domanda se gli Stati Uniti avrebbero esteso la deroga alle sanzioni petrolifere contro la Russia, il segretario di Stato americano Marco Rubio in audizione al Congresso ha affermato che la decisione finale spetterà al Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, "ma vi dico che dipenderà dalle circostanze del momento". "Vorremmo porvi fine il prima possibile, perché la politica di fondo di questo Paese è sempre stata quella di sanzionare il proprio petrolio", ha aggiunto, "si tratta di deroghe a tempo limitato, con lo scopo di aprire maggiori sbocchi all'offerta globale".
I servizi di intelligence militare hanno ottenuto nuovi documenti interni russi relativi alla pianificazione politica, in particolare quelli riguardanti le relazioni dell’Ucraina con la Moldavia, gli Stati del Caucaso meridionale, il Medio Oriente e il Golfo. Sappiamo che uno degli obiettivi politici chiave della Russia è limitare i nostri legami in materia di sicurezza, economici e altri legami strategici con i paesi in questione. Riteniamo che la Russia non faccia altro che confermare che sia noi in Ucraina, sia i nostri partner, stiamo procedendo sulla strada giusta verso una maggiore sicurezza e un ulteriore rafforzamento della nostra sovranità, nonché verso la completa neutralizzazione dell’influenza russa. Riteniamo che l’Europa debba sostenere molto di più ciascuno di quei popoli che la Russia ha stretto tra le sue grinfie e che cerca di non lasciare liberi. Attualmente ciò riguarda in particolare l’Armenia, alla vigilia delle elezioni in quel paese. Non si tratta semplicemente di una scelta politica di questo o quel popolo, ma del diritto fondamentale di un popolo a scegliere autonomamente il proprio futuro. L’Europa ha la capacità necessaria per sostenere le regole fondamentali che hanno sempre funzionato e continueranno a funzionare a garanzia della sicurezza. Presenteremo le nostre proposte in merito nel quadro della collaborazione con i nostri partner". Così sui social media il presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky.
Il primo ministro ungherese Peter Magyar si è detto pronto a incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy all'inizio della prossima settimana, qualora i negoziati tecnici sui diritti della minoranza ungherese dovessero concludersi questa settimana, ha dichiarato Magyar martedì a Berlino. Magyar, intervenendo in una conferenza stampa con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, si è detto "ottimista" sul fatto che la questione dei diritti delle minoranze possa essere risolta e che si possa aprire un nuovo capitolo nelle relazioni tra Ucraina e Ungheria.
L'escalation della Russia in Ucraina segnale le difficoltà che Mosca sta affrontando sul piano militare ed economico, e potrebbe segnalare un tentativo di forzare la ripresa dei colloqui di pace per accordo. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti. Una recente analisi pubblicata da 'Russia in Global Affairs', una delle principali riviste russe di politica estera, rivela che gli obiettivi bellici di Vladimir Putin sono ormai irraggiungibili e che il sostegno occidentale a Kiev ha reso ormai impossibile per la Russia superare l'Ucraina in termini di spese militari. "L'escalation è l'unico modo per rispondere a una situazione che non si può controllare", ha detto Tatiana Stanovaya, della Carnergie Russia Eurasia Foundation.












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