New York, 27 Apr 2018 - Natalia V. Veselnitskaya, l'avvocatessa russa che ebbe un incontro con Donald Trump junior alla Trump Tower nel giugno 2016 con la promessa di materiale compromettente su Hillary Clinton, è legata al Cremlino più di quanto si sapesse fino ad ora, stando al New York Times.
Inoltre, in una intervista alla Nbc la stessa Veselnitskaya riconosce di non essere soltanto una avvocatessa ma una fonte di informazione per un alto funzionario del Cremlino, il procuratore generale: "Sono un avvocato e sono una informatrice", ha detto.
Intanto il rapporto finale della Commissione di intelligence della Camera Usa, con cui si segna la chiusura al Congresso dell'inchiesta sul Russiagate, afferma che non è emersa nessuna prova che la campagna di Trump abbia "colluso, si sia coordinata o abbia cospirato con il governo russo". Il documento critica però l'intelligence sottolineando alcune "significative mancanze" e punta il dito anche contro la campagna di Trump e quella di Hillary Clinton per "poca capacità di giudizio e azioni mal considerate".
Le conclusioni del rapporto sono oggetto di critiche da parte dei componenti democratici della commissione, che hanno accusato i repubblicani di aver chiuso prematuramente l'inchiesta e di non averla condotta con il necessario rigore per proteggere il presidente Donald Trump. Il rapporto completo, soggetto a pesanti censure da parte delle agenzie di intelligence, è stato pubblicato sul sito della Camera. Include anche raccomandazioni su come potenziare la sicurezza informatica e proteggere i processi elettorali.









