Da marzo il sipario del Teatro Lirico di Cagliari, da sempre attento fautore di una promozione attiva a tutela e a salvaguardia della cultura musicale, si è alzato sulla ricchissima stagione lirica 2018, con un cartellone che racchiude i più importanti compositori ottocenteschi e del Novecento del calibro di Rossini, Puccini, Verdi, Vivaldi, Mascagni e Ferruccio Busoni. Le opere in programma sono otto: Turandot, Suor di Siviglia, Rigoletto, Madama Butterfly, Sancta Susanna, Cavalleria rusticana, Carmen e Suor Angelica. Inoltre in occasione del Progetto di Internazionalizzazione del Teatro saranno inserite nel programma altre due opere esclusive, il Teuzzone di Vivaldi e L’ape musicale di Lorenzo Da Ponte. In passato il palcoscenico cagliaritano ha ospitato opere in prima esecuzione italiana e di nuova produzione come: Sebastian, A Village Romeo and Juliet di Frederich Delius, Die Feen di Richard Wagner, Oedipe di George Enescu, Alfonso und Estrella di Franz Shubert e molti altri ancora nel cuore del pubbico cagliaritano. Nel 2001 per la sezione Iniziative, il Teatro Lirico è stato omaggiato con il prestigioso premio "Franco Abbiati" per il forte elemento innovativo presente nella sua programmazione annuale e per l'alto livello delle opere eseguite.
Combo perfetto di magia e musica celestiale
L'opera rimane una delle forme d'arte più affascinanti che la cultura occidentale abbia mai prodotto. Una combinazione unica tra teatro, narrativa, musica e voce umana la rende un'esperienza straordinaria. Emersa dal teatro musicale barocco nel diciassettesimo secolo è cresciuta di popolarità nel diciottesimo secolo, quando le voci bianche così angeliche, divennero le vere pop star del loro tempo. Le trame dell'opera spaziano dalla mitologia classica a vicende storiche del passato e sono avvolte da un alone di magia e invenzione grazie anche alla complessa struttura scenica ricca di effetti speciali, come i vulcani in eruzione in La Muette de Portici di Auber e la scenografia quasi cinematografica durante la trasformazione musicale del primo Parsifal di Bayreuth. Oggi le obsolete macchine sceniche sono state sostituite da una strumentazione più tecnologica e digitalizzata, capace di dar vita a scene mozzafiato, come il mastodontico set scenografico "Walhalla Machine"di Robert Lepage con il supporto tecnico di Robert Fillion, per l'opera l'"Anello dei Nibelunghi" di Richard Wagner al Metropolitan Opera di New York nel 2011. Si trattava di una sorta di colonna vertebrale di 24 placche metalliche che occupava tutta la larghezza del palco e che si muoveva sia in verticale che a 360° intorno al proprio asse, con una combinazione di movimenti infinita.

L'opera come colonna sonora ideale
Nel pensiero comune l'opera e la musica classica in generale è un'esclusiva di una nicchia ristretta di amatori, in realtà l'utilizzo che se fa all'interno di videogiochi, film e spot pubblicitari è la riprova che questo tipo di forma d'arte viene ascoltata da un pubblico molto vasto. L'opera e la musica classica in generale nei videogiochi rappresenta il personaggio invisibile, l'elemento emotivo che si nasconde dietro agli stessi giocatori. Dall'agguerrito Defcon della Introversion Software, alla spettrale "Il Fantasma dell'Opera" di Microgaming su Betway Casinò, slot che si rifà a uno dei musical più famosi di tutti i tempi e ricca di arie dallo spirito moderno, e ancora Gabriel Knight 2 di Sierra Entertainment, la musica diventa un elemento essenziale nell'estetica del gioco al pari della qualità grafica. Ma non finisce qui, pensate alla meravigliosa colonna sonora del film Match Point di Woody Allen, che per è composta da arie d’opera lirica, come “Mi par d’udire ancora” de I pescatori di perle di Georges Bizet e “Un dì felice, eterea” tratta da La traviata di Giuseppe Verdi. Per gli amanti dei film di Francis Ford Coppola, non si può non citare Apocalypse Now e in particolare la scena dell’attacco degli elicotteri, che ha come colonna sonora la celebre “Cavalcata delle Valchirie” tratta dal terzo atto de "La Valchiria" di Richard Wagner. Tra i registi americani che non hanno mai negato la loro passione per l'opera lirica c'è il geniale Martin Scorsese con i suoi capolavori caratterizzati da colonne sonore indimenticabili come "Lucia di Lammermoor" di Gaetano Donizetti nella pellicola "The Departed" del 2006 e in "Cape Fear" del 1991. Infine l'opera è protagonista indiscussa di "Il colore dei soldi" del 1986 con Paul Newman, Il "Va pensiero" del "Nabucco" di Giuseppe Verdi è il coro di sottofondo mentre il protagonista è sottoposto a una visita oftalmica per indossare occhiali nuovi.
Anche nella pubblicità i più illustri compositori vengono interpellati per le loro opere. Giuseppe Verdi viene utilizzato nello spot del Grana Padano nel 1988, dalla British Airways e dalla Polti con "Va pensiero", mentre "Rigoletto" è stato usato da Sharp per uno spot di televisori LCD. Tra le più gettonate dai pubblicitari anche le sinfonie di Rossini e di Richard Wagner, con un interesse particolare per la "Cavalcata delle Valchirie" sfrutatta negli spot della GS Supermercati e della Nordica Trident. Nella lista non può certo mancare Wolfgang Amadeus Mozart con il suo "Don Giovanni", in particolare con "Là ci darem la mano", per gli spot della Fini negli anni Ottanta e "Il flauto magico" nello spot delle calzature Scholl.
In conclusione, come recita un popolare proverbio inglese “L’opera non è finita finché non canta la signora grassa”, anche i cultori e appassionati di questa forma d'arte senza tempo sperano che lo spettacolo non abbia mai termine e che la musica continui a volare...









