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Anche al Senato Letta ottiene la fiducia con 173 si e 127 no.

Il Senato ha confermato la fiducia al governo Letta, con 173 sì 127 no, nessun astenuto. Poche ore prima, il sì della Camera, con 379 sì, 212 no e due astenuti. A Montecitorio a favore della fiducia si sono espressi i deputati della nuova maggioranza presenti. Contrari invece Fi, M5S, Lega, Sel e Fdi. Il voto della Camera ha dunque formalizzato il passaggio di Forza Italia fra le file dell'opposizione

Clima decisamente più disteso al Senato quando il presidente del Consiglio legge il discorso già tenuto alla Camera. Forse, svanito l'effetto-sorpresa, i senatori di maggioranza e opposizione hanno ascoltato in silenzio l'intervento del premier che ha comunque incassato 12 applausi. Il battimani più lungo, quando ha invitato il movimento di Grillo a non strumentalizzare le forze dell'ordine. I pentastellati non hanno reagito. Un secondo plauso, da centrosinistra e Sel, quando ha ringraziato il capo dello Stato, mentre i senatori di Fi e del M5S sono rimasti immobili. Battimani anche quando il premier ha citato "la risposta forte" alla Terra dei Fuochi e sul rischio di un ritorno al Medioevo se si abbandona l'euro: passaggio che i cinquestelle e i forzisti non hanno gradito. Consensi anche quando Letta ha chiarito di non accettare voti di populisti e antieuropeisti per il suo governo, sottolineando "la debolezza dei demagoghi che rifiutano una politica di dialogo".

Ma l'applauso più convinto è venuto quando il premier ha reagito alle ironie della Lega sull'operazione Mare Nostrum, che ha salvato la vita di migliaia di immigrati dai naufragi. Quando qualche leghista gli ha gridato ironicamente 'bravo, bravo', il premier ha condannato "le ironie sui marinai che hanno salvato delle vite" definendole "inaccettabili". La reazione del premier è stata accompagnata da un lungo e convinto applauso della maggioranza.

“Chi cerca consenso con populismo anti Ue non voti la fiducia a questo governo”. Così Enrico Letta ai deputati nel discorso fatto in aula prima del voto di fiducia. "Sono qui a chiedere la fiducia per un nuovo inizio", ha detto il premier in apertura, "ho la determinazione a lottare con tutto me stesso per evitare di rigettare nel caos tutto il Paese proprio quando sta rialzandosi: l'Italia è pronta a ripartire ed è nostro obbligo generazionale".

Nel suo intervento a Montecitorio il presidente del Consiglio se la prende con quelle forze politiche che “fanno pezzi la  democrazia rappresentativa e incitano all'insubordinazione". Evidente riferimento al M5S e al suo leader.

Ringrazia invece le forze dell’ordine incassando il plauso della maggioranza, con il vice premier Angelino Alfano, seduto al suo fianco, che annuisce. Applausi arrivano anche quando Letta ringrazia il Presidente Napolitano per il suo impegno. Il discorso, durato poco meno di un’ora, ha spaziato dalla politica economica alle riforme, dall’Europa alla legge elettorale ed è stato segnato da più di un applauso. Il premier, infine, ha chiesto un voto che dia un segno di discontinuità rispetto al passato sottolineando come la maggioranza sia ora più esigua ma più forte.

Rispondendo al deputato grillino Riccardo Nuti, Letta è poi tornato a difendere giornalisti e diritto di critica. "E' inaccettabile, inaccettabile, inaccettabile", ha ribadito quindi Letta scatenando le proteste dei grillini e gli applausi della maggioranza, e costringendo la presidente Boldrini a richiamare l'Aula. "Speravo - ha concluso il premier - che Grillo con il suo attacco ai giornalisti si sarebbe reso conto di aver fatto una ...gaffe. E immaginavo che il discorso si chiudesse qui. Lei e il M5s, onorevole Nuti, oggi dite che o i giornalisti dicono quel che volete voi o vengono messi alla gogna. E' inaccettabile".

Rispondendo agli interventi dei deputati Letta è poi tornato sul caso Berlusconi: “Nel mio discorso di aprile era chiarissimo che la separazione tra le vicende giudiziarie e politiche era un punto che non avrei mai oltrepassato. Venire qui a dire che tutto è saltato perché non c'è stata pacificazione è a mio avviso sbagliato”. Ha poi parlato della nuova maggioranza già nata, di fatto, ad ottobre, e che ora viene “certificata” con l’uscita di Forza Italia. Sulle alleanze ha spiegato: "Oggi ci sono le condizioni" per realizzare un patto di governo per il 2014, in questo "aiutano le sollecitazioni componibili espresse dal nuovo leader del Pd, del Nuovo centrodestra e delle altre componenti della maggioranza". Un patto che si chiamerà “Impegno 2014”. “La trasformazione politica avvenuta in questi 7 mesi è la più grande della seconda repubblica”, ha concluso Letta.

“Peggior legge elettorale d’Europa”, così ha definito il Porcellum Letta ribadendo come sia irrimandabile una nuova legge. Una legge che eviti l’eccessivo frazionamento e favorisca l’alternanza. Cioè una legge di carattere maggioritario. Su questo punto il premier ha incitato il governo e il parlamento a lavorare. “L'obiettivo è un meccanismo maggioritario", ha detto, chiedendo di ricreare "un e legame elettori ed eletti". Il premier ha annunciato poi per il mese di gennaio  "un pacchetto di norme sulla legalità".

“Troppi mesi sono passati, dobbiamo chiudere entro l’anno”. Troppo tempo è passato dalle proposte fatte dal governo sull'abolizione del finanziamento pubblico dei partiti, e questi ritardi non sono compresi, giustamente , dagli elettori."Nel 2014 completeremo riforma degli ammortizzatori sociali, in un clima di dialogo sociale, andando verso un sistema che privilegi il lavoratore rispetto al posto di lavoro". "Per la riduzione del costo del lavoro abbiamo cominciato con la legge di stabilità e qui alla Camera abbiamo deciso l'automatismo per cui i proventi della revisione della spesa e del ritorno dei capitali dall'estero vanno nella riduzione del costo del lavoro e lo inseriremo dopo il confronto con le parti sociali", ha aggiunto Letta.

Cinque i punti indicati dal premier: riduzione del debito, del deficit e delle tasse; crescita dell’1% nel 2014 e del 2% nel 2015; più investimenti pubblici; aggiornamento delle politiche di competitività e creazione di un clima favorevole agli investimenti. Con questa ricetta l’Italia, secondo il premier, può tornare ad avere un ruolo decisivo anche in Europa
Fra le priorità nell'agenda del governo ci saranno anche l'istruzione e la ricerca. "Dal primo gennaio l'istruzione e la ricerca saranno messi in cima alle priorità", con "impegni concreti per il rilancio delle università e della ricerca entro marzo". Il premier ha anche annunciato una "costituente della scuola entro giugno" per far sì che "i ragazzi si diplomino prima e con competenze maggiori". "Il ciclo della scuola, poi - sottolinea Letta - inizia con la scuola dell'infanzia perché è un diritto dei bambini e uno strumento per favorire la conciliazione famiglia-lavoro e le pari opportunità". Sempre in tema di istruzione Letta ha affrontato il tema dei giovani ricercatori spiegando che bisogna fare di tutto "perché la burocrazia non li ingabbi".

Nel suo lungo discorso Letta ha affrontato anche una serie di temi economici. "Il nostro debito pubblico è colossale e lo stiamo aggredendo. E' importante perché ce lo chiede l'Ue? Lo aggrediamo perché ci costa troppo, nel rapporto tra debito e Pil paghiamo 90 miliardi di euro in interessi, soldi buttati", ha aggiunto il premier Letta.

"Senza l'Ue ripiombiamo nel medioevo - ha detto Letta - . Il nostro semestre europeo deve ridare energia a un'Europa con le batterie scariche". Anche in questo campo il premier ha indicato degli obiettivi concreti da raggiungere, prima fra tutti l’unione bancaria.

Fra i temi economici più caldi per Letta c'è quello delle privatizzazioni: "Il primo blocco di dismissioni consentirà una cassa di 10-12 miliardi, tutti a riduzione del debito. Quello delle dismissioni pubbliche è un tema sensibile, ma uno Stato credibile e funzionante non si deve occupare di tutto e le risorse fresche dai privati sono utili per lo sviluppo delle imprese