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“I conti non tornano”: Cia Sardegna a Montecitorio, per la difesa degli agricoltori e dei cittadini. Una delegazione regionale ha partecipato al presidio nazionale promosso da Cia-Agricoltori Italiani.

Cagliari, 21 Ott 2026 - La Sardegna ha portato a Roma la voce dei suoi agricoltori e allevatori. Una delegazione di Cia Sardegna, guidata dal presidente regionale, Michele Orecchioni, e dal direttore, Alessandro Vacca, ha partecipato ieri alla manifestazione nazionale davanti a Palazzo Montecitorio, nell’ambito della mobilitazione nazionale “I conti non tornano”, promossa per denunciare gli squilibri della filiera agroalimentare, l’aumento dei costi produttivi e le difficoltà che gravano sulle aree rurali, con evidenti ripercussioni negative anche sui consumatori.

Durante la giornata, i rappresentanti dell’organizzazione hanno incontrato alcuni parlamentari sardi, ai quali hanno illustrato le problematiche più urgenti del settore agricolo, con particolare riferimento alla realtà dell’Isola. Il confronto ha permesso di richiamare l’attenzione sulle specificità di un sistema produttivo penalizzato dall’insularità, dai maggiori costi di trasporto e approvvigionamento, dalla fragilità delle aree interne e dalla progressiva perdita di redditività delle aziende.

Tra i temi evidenziati figurano la sproporzione fra i prezzi dei prodotti pagati dai consumatori allo scaffale e i prezzi riconosciuti ai produttori, spesso insufficienti a coprire le spese, l’incremento dei costi per carburanti, fertilizzanti, energia e servizi. La delegazione ha inoltre posto l’accento sulle difficoltà dei cerealicoltori sardi, sulla necessità di tutelare il reddito degli allevatori e sul divario crescente tra quanto viene pagato nei campi e nelle stalle e il prezzo finale sostenuto dai consumatori.

Un’attenzione specifica è stata riservata alle aree interne della Sardegna, dove la crisi dell’agricoltura rischia di accelerare l’abbandono delle campagne e lo spopolamento. La riduzione delle attività agricole, è stato sottolineato, non produce soltanto conseguenze economiche: indebolisce il presidio del territorio, aggrava il rischio di dissesto e impoverisce il tessuto sociale dei piccoli comuni.

Ai parlamentari incontrati, Cia Sardegna ha rappresentato l’urgenza di interventi capaci di riequilibrare la distribuzione del valore lungo la filiera, contrastare le pratiche sleali e ridurre i costi di produzione. Tra le priorità indicate rientrano anche la difesa delle risorse della Politica agricola comune, la reciprocità delle regole negli scambi internazionali, il sostegno alla filiera corta e ai prodotti italiani e una strategia più incisiva per acqua, suolo, fauna selvatica e servizi nelle zone rurali.

La partecipazione al presidio di Montecitorio segna così una nuova tappa della mobilitazione avviata da Cia Sardegna nei territori. L’obiettivo è trasformare le istanze raccolte tra imprese, cittadini e amministratori locali in misure strutturali, affinché l’agricoltura sarda possa continuare a produrre reddito, qualità alimentare e tutela del paesaggio. Com

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