Cagliari, 13 Ott 2026 - La Commissione Cultura del Consiglio regionale ha avviato in mattinata il ciclo di audizioni sulla proposta di legge per la tutela e valorizzazione della musica tradizionale sarda e la poesia improvvisata. Il testo, presentato dal gruppo Orizzonte Comune (primo firmatario Salvatore Cau), mira a salvaguardare un patrimonio inestimabile dell’identità sarda attraverso una legge di settore che ne riconosca l’importanza e ne garantisca la trasmissione alle generazioni future. Tra le forme espressive tutelate, sono compresi il canto a tenore, la poesia di improvvisazione, il canto a cuncordu, il canto a chitarra e la musica strumentale tradizionale con particolare riguardo alle launeddas. Il provvedimento introduce strumenti per stimolare la pratica attiva e favorire l’inserimento in contesti educativi e sociali oltre a promuoverne la ricerca e la documentazione. Per le finalità della legge è prevista una dotazione finanziaria annuale di un milione di euro per il prossimo triennio.
Il parlamentino, presieduto da Camilla Soru (Pd) ha sentito gli etnomusicologi Marco Lutzu (Università di Cagliari) e Roberto Milleddu (Conservatorio di Cagliari) e il presidente dell’Isre Leonardo Moro. Tutti hanno espresso apprezzamento per l’iniziativa offrendo anche qualche suggerimento per eventuali integrazioni.
Marco Lutzu, in premessa, ha parlato delle diverse espressioni poetiche e musicali presenti in Sardegna, alcune in espansione, altre, come la poesia improvvisata, a forte rischio di estinzione. «Una legge di tutela e salvaguardia è quanto mai necessaria – ha sottolineato il docente dell’Università di Cagliari – è nostra responsabilità provare a proteggere questo patrimonio e trasmetterlo alle generazioni future. L’obiettivo è permettere che queste forme espressive continuino ad essere praticate nei loro contesti tradizionali di riferimento (feste, eventi comunitari etc). Allo stesso tempo, occorre incentivare le attività di ricerca e documentazione».
Lutzu ah quindi evidenziato alcuni aspetti della legge da correggere: «Nel campo dei canti religiosi occorre comprendere tutti quei canti devozionali (gocius, pregadorias, rosari) che non vengono eseguiti da gruppi organizzati ma in modo spontaneo dai fedeli durante le feste per i santi». Lutzu ha inoltre suggerito di rivedere la norma sulla Consulta (prevedendo un organismo più snello con un numero minore di componenti) e di valutare l’inserimento dei Comitati delle feste tra i destinatari delle risorse.
Argomentazioni condivise da Roberto Milleddu che ha sottolineato la necessità di recuperare spazi di diffusione per la musica tradizionale e la poesia improvvisata: «Siamo arrivati a un momento di snodo. Nel mondo globalizzato, dominato da media potentissimi, queste forme espressive rischiano di diventare marginali – ha detto il docente del Conservatorio di Cagliari – c’è bisogno di un’iniezione di vitalità e interesse. Anche con la formazione e le attività divulgative. Un aspetto che manca oggi è la competenza del pubblico che, in molti casi, conosce poco delle forme della tradizione canora e poetica della Sardegna. Far entrare in contesti scolastici pratiche musicali e poetiche è fondamentale anche per favorire l’apprendimento della lingua sarda».
Giudizio positivo anche dal presidente dell’Isre, Leonardo Moro, che ha espresso apprezzamento per la proposta di legge. «L’Isre si occupa da sempre della salvaguardia, tutela e divulgazione delle varie espressioni musicali dell’Isola. Siamo stati molto impegnati sul fronte del canto a tenore, oggi riconosciuto dall’Unesco, per il quale è stato elaborato anche un piano di salvaguardia costruito dal basso. Lo stesso può essere fatto anche con la poesia improvvisata che merita di essere tutelata alla pari del canto a tenore».
Il presidente dell’Isre ha infine invitato la Commissione a riflettere sull’opportunità di inserire in legge anche il canto polifonico tradizionale.
Su quest’ultimo punto, i proponenti e la presidente della Commissione Camilla Soru hanno precisato che quella forma di espressione musicale è già tutelata dalla legge regionale n.64 del 1986. Le audizioni proseguiranno nei prossimi giorni. Com











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