Press "Enter" to skip to content

Ambiente: adattamento ai cambiamenti climatici, strategia regionale per anticipare gli impatti e i rischi per la popolazione.

Cagliari, 13 Ott 2026 - All’interno della settimana Nazionale della Protezione Civile è stata presentata l’Integrazione degli scenari dei rischi climatici all’interno del Piano Regionale della Protezione Civile. Il percorso nasce dalla collaborazione tra la Direzione generale della Difesa dell’Ambiente e la Direzione generale della Protezione civile e costituisce uno dei principali ambiti di attuazione della Strategia Regionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (SRACC).

L’obiettivo è fare in modo che il Piano regionale incorpori progressivamente non soltanto i rischi già conosciuti sulla base degli eventi storici, ma anche scenari climatici futuri, informazioni territoriali, analisi delle vulnerabilità e misure preventive di adattamento, secondo il metodo sviluppato dalla SRACC. In questo modo la pianificazione di Protezione civile rafforza la propria componente preventiva e adattiva, affiancando alla capacità di risposta alle emergenze una crescente capacità di anticiparne gli effetti.

“Oggi stiamo presentando il tavolo tecnico della SRACC che mette a sistema la strategia regionale di adattamento al cambiamento climatico con il sistema protezione civile. Quindi come abbiamo sempre detto la strategia non è un piano, non è un file e basta, ma è una strategia all'interno del quale tutti i piani dovrebbero essere adeguati. Quindi in questo caso specifico noi stiamo adeguando, cercando di adeguare la pianificazione della protezione civile proprio all'adattamento al cambiamento climatico“, ha sottolineato l’assessora della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi. “Cosa significa? In particolare per quanto riguarda le ondate di calore, quindi prendiamo, esaminiamo un aspetto specifico come impatto del cambiamento climatico e ne decliniamo quelle che sono le azioni che dovranno essere messe in campo all'interno della pianificazione di protezione civile a tutti i livelli, quindi sia a livello regionale, a livello provinciale, ma soprattutto a livello comunale, dove i sindaci dovranno nei propri piani mettere in campo le azioni specifiche per proteggere il cittadino da queste problematiche, quindi dagli effetti che le ondate di calore possono determinare. Quindi proteggere, questo è il compito specifico della Protezione Civile, le vite umane, quindi tutti i cittadini, soprattutto quelli più fragili che sono i più colpiti quindi da questi eventi.” Ha concluso l’assessora Laconi.

Tra gli ambiti di approfondimento assume particolare rilievo il rischio legato alle ondate di calore. Il lavoro in corso valuta infatti l’integrazione nel Piano regionale di uno specifico sistema di prevenzione e l’estensione all’intero territorio della Sardegna del bollettino dedicato alle ondate di calore, oggi previsto in Sardegna per il solo Comune di Cagliari. Si tratta, secondo i documenti tecnici del Tavolo SRACC, della prima esperienza di questo tipo a livello nazionale, che richiederà l'integrazione dei dati climatici previsionali e operativi necessari alla definizione dei livelli di allerta e il coordinamento con le competenze sanitarie.

“L’integrazione non consiste nell’aggiungere semplicemente una nuova sezione al Piano – sottolinea il Direttore generale della Difesa dell’Ambiente, Matteo Muntoni – significa applicare il principio del mainstreaming che sta alla base della Sracc: fare in modo che scenari climatici, vulnerabilità e misure di adattamento entrino stabilmente negli strumenti attraverso i quali la Regione programma e pianifica le proprie politiche. Il modello di integrazione trasversale costituisce uno degli elementi fondanti dell’attuazione della Strategia regionale.”

Il lavoro coinvolgerà progressivamente anche gli altri livelli territoriali. Il Piano regionale dovrà infatti fornire indirizzi e linee guida per la pianificazione provinciale, di Ambito Territoriale Ottimale e comunale, con schede operative che consentano agli enti locali di selezionare le misure più adeguate alle caratteristiche e alle vulnerabilità dei propri territori.

“La pianificazione di Protezione civile deve tenere conto di scenari di rischio sempre più complessi, anche in relazione agli effetti dei cambiamenti climatici. – conferma il Direttore generale della Protezione civile, Mauro Merella – diventa, quindi, fondamentale adottare un approccio multirischio e multilivello, che consenta di integrare le diverse tipologie di rischio e di coordinare la pianificazione regionale con le specificità dei territori. Integrare gli scenari climatici futuri, le vulnerabilità e le misure di adattamento significa rafforzare la prevenzione e la preparazione, migliorando la capacità delle istituzioni e delle comunità di affrontare gli eventi estremi e ridurne gli impatti.”

L'integrazione tra Sracc e pianificazione di Protezione civile si inserisce inoltre nel nuovo quadro regionale che rafforza il ruolo della prevenzione, della preparazione e della gestione integrata del rischio. La recente riforma del sistema regionale di Protezione civile ha infatti ridefinito il ciclo della gestione del rischio, considerando prevenzione, preparazione, risposta e ripresa come componenti integrate dello stesso sistema. Com

Comments are closed.