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Dermatite bovina, dichiarazione dell’On. Silvio Lai (Pd): “allevatori lasciati soli. Il governo smetta di fare da passacarte e si attivi seriamente con Bruxelles”.

Cagliari, 26 Sett 2026 – “La protesta degli allevatori sardi non può essere liquidata con un’altra promessa. Dopo quindici mesi di sacrifici, una vaccinazione che ha raggiunto quasi la totalità degli allevamenti e costi sempre più pesanti, il Governo continua a rinviare la soluzione da un ufficio all’altro”.

Lo dichiara in una nota il deputato del Partito Democratico Silvio Lai, annunciando un’interrogazione ai ministri della Salute e dell’Agricoltura sulla permanenza delle restrizioni legate alla dermatite nodulare bovina.

“Il sottosegretario La Pietra ha promesso di rappresentare il problema al Ministero della Salute. Ma non siamo più nella fase in cui un ministero deve scrivere all’altro. È il Governo italiano che deve presentare a Bruxelles una valutazione epidemiologica aggiornata e chiedere formalmente una revisione delle limitazioni”.

“Occorre distinguere situazioni profondamente diverse. A Samugheo il focolaio è stato estinto e le attività di sorveglianza sono state completate. A Escalaplano, aggiunge l’On. Lai, il focolaio resta formalmente aperto a causa della sospensione giudiziaria dell’abbattimento. Non è ragionevole che la vicenda di un singolo allevamento continui a produrre conseguenze su migliaia di imprese che hanno vaccinato i propri animali e rispettato tutte le prescrizioni”.

Secondo Lai, “la normativa europea è rigorosa, ma non impedisce ogni movimento: consente deroghe fondate su una valutazione del rischio e sul rispetto di precise garanzie sanitarie. Il Governo deve utilizzare fino in fondo questi strumenti, chiedere una delimitazione più precisa delle aree e consentire la ripresa delle movimentazioni dove non esiste un rischio epidemiologico concreto”.

“Anche Bruxelles deve prendere atto che la situazione è cambiata e che non si possono applicare automaticamente le stesse limitazioni a territori e allevamenti che presentano condizioni completamente differenti. Ma l’interlocutore della Commissione è il Governo italiano: accusare, aggiunge, genericamente l’Europa mentre a Roma ci si limita a trasmettere carte significa sottrarsi alle proprie responsabilità”.

“Gli allevatori sardi hanno fatto la loro parte. Ora il Governo sblocchi le movimentazioni possibili, apra immediatamente il confronto con la Commissione europea e stanzi le risorse necessarie per compensare i maggiori costi, conclude Silvio Lai - i mancati contratti e la perdita di valore dei capi. Non possono essere ancora una volta le imprese della Sardegna a pagare il prezzo dell’inerzia ministeriale”. Red

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