Alghero (SS), 11 Sett 2026 - Europa, avanzata delle destre, giovani, lavoro e costruzione dell’alternativa al governo Meloni. Intervista a tutto campo del direttore della Nuova Sardegna Giacomo Bedeschi a Stefano Bonaccini, alla Festa regionale del Partito Democratico della Sardegna ad Alghero.
Il punto di partenza è l’Europa. «Sono molto preoccupato per quello che sta succedendo in Europa e nel mondo. Un presidente degli Stati Uniti d’America che vuole abbattere l’Europa democratica: non è una barzelletta. A vedere i risultati della Sassonia vengono i brividi. Se avanza l’onda nera, l’Europa è a rischio, a cominciare dalla possibile vittoria di Le Pen».
Per Bonaccini la risposta deve essere più Europa: «Credo nell’Europa. Non c’è altro spazio nel mondo dove siano garantiti libertà, democrazia e diritti, anche di fronte a un’Europa con i suoi limiti».
Da qui la proposta di superare il diritto di veto dei singoli Stati: «Basta che uno sia contrario a una scelta di politica estera e si arriva alla paralisi. E così ai cittadini l’Europa appare inutile». L’obiettivo deve essere quello degli «Stati Uniti d’Europa», con gli Stati membri disposti «a cedere un po’ di sovranità all’Europa per decidere e governare. L’Europa deve fare sistema, altrimenti saranno guai».
Sul futuro dei giovani, Bonaccini ribalta il tema della “rimigrazione”: «L’unica rimigrazione che serve è riportare in Italia tanti di quei giovani che sono andati all’estero. L’Italia deve diventare per loro un’opportunità. La cultura abbinata al lavoro è il riscatto sociale».
Poi il Partito Democratico: «Dobbiamo essere un partito più popolare, capace di stare tra i cittadini e di ascoltare. Se fai politica devi rischiare il freddo e i fischi. Noi siamo forti se siamo insieme».
Per battere la destra, però, l’unità del PD non basta. «Dobbiamo unire il centrosinistra. A Palazzo Chigi c’è Meloni anche per responsabilità e divisioni nel centrosinistra. Ma l’unità non è sufficiente per vincere: serve costruire l’alternativa. Non basta parlare male di Meloni».
Bonaccini invita infine a non concentrare il dibattito sulle primarie: «Se per qualche settimana fosse possibile non parlarne. Parlare delle primarie significa parlare delle persone e non dei contenuti».
Quattro le priorità indicate: lavoro, sanità pubblica, ambiente e sicurezza. «Se poi dobbiamo fare le primarie, le faremo, ma non diventi un fatto ossessivo».
La sfida, conclude Bonaccini, è costruire un centrosinistra unito e credibile, capace di offrire un’alternativa alla destra e, insieme, di sostenere e riformare un’Europa più forte e capace di decidere. Red








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