Alghero (SS), 9 Sett 2026 – Gaza, la crisi del diritto internazionale, il ruolo dell’Europa e la capacità della società civile di mobilitarsi per la pace sono stati al centro dell’incontro dedicato alla presentazione di “Flotilla. In viaggio per Gaza. Diario di bordo per una nuova rotta”, il libro di Arturo Scotto, parlamentare del Partito Democratico, nell’ambito della Festa dell’Unità – Festa Democratica della Sardegna, in corso al Porto Turistico di Alghero.
All’incontro hanno partecipato, insieme ad Arturo Scotto, Ignazio Angioni, presidente di Legacoop Sardegna, Loredana Barra, presidente regionale UISP, e Maria Vittoria Pala, segretaria regionale dei Giovani Democratici. A coordinare il confronto è stata Claudia Sancius, giornalista di Telesardegna.
La presentazione del libro è stata l’occasione per andare oltre il racconto dell’esperienza della Flotilla e interrogarsi su quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza, sulle responsabilità della comunità internazionale e sulla progressiva crisi dell’ordine multilaterale costruito nel secondo dopoguerra.
È proprio su questo punto che Arturo Scotto, nel suo intervento alla Festa dell’Unità di Alghero, ha lanciato uno degli allarmi più netti. Richiamando il pensiero di Enrico Berlinguer, il bisogno di un nuovo governo mondiale, il ruolo della Corte penale internazionale e il contributo alla cultura giuridica internazionale di Antonio Cassese, Scotto ha descritto un sistema di regole e garanzie oggi sottoposto a una pressione senza precedenti."Sta saltando tutto in aria", ha affermato Scotto. "Siamo dentro di nuovo la logica della forza, dei soldi e della prepotenza e Gaza è stato un laboratorio di tutto questo, dove abbiamo visto interi Paesi che professano la centralità dei diritti umani, la centralità della democrazia, voltarsi dall’altra parte ed essere complici di un genocidio".
Parole con cui il parlamentare democratico ha legato direttamente la tragedia di Gaza alla più ampia questione della tenuta del diritto internazionale e della credibilità delle democrazie occidentali.
Da qui anche la scelta personale di prendere parte alla missione raccontata nel libro. "Per questo io penso sia stato giusto partecipare a quella missione", ha spiegato Scotto, riconducendo l’esperienza della Flotilla non soltanto a un gesto di solidarietà ma alla necessità di assumere una posizione davanti a quanto sta accadendo alla popolazione palestinese.
Nel confronto ha trovato spazio anche il ruolo della società civile, dell’associazionismo e di quelle realtà che scelgono di tradurre l’impegno per la pace in partecipazione concreta.
Su questo terreno si colloca l’esperienza di Loredana Barra, presidente regionale UISP, che nel raccontare pubblicamente la propria esperienza legata alla mobilitazione per la Flotilla ha parlato di un "vento di speranza" e della consapevolezza che "ognuno di noi può fare qualcosa di buono per gli altri", sintetizzando il senso di quell’impegno nell’invito che arriva dal mondo dello sport: "Pratichiamo la pace".
La presenza di Ignazio Angioni, presidente di Legacoop Sardegna, ha portato nel confronto anche la sensibilità del mondo della cooperazione e della società organizzata, mentre Maria Vittoria Pala, segretaria regionale dei Giovani Democratici, ha contribuito alla discussione dalla prospettiva delle nuove generazioni. Esperienze differenti che hanno consentito di allargare il dibattito oltre la dimensione strettamente politica e parlamentare, coinvolgendo cooperazione, associazionismo, sport sociale e partecipazione giovanile.
Il filo conduttore dell’incontro è stato così quello della responsabilità individuale e collettiva di fronte alla guerra. In messaggio è quello di non rassegnarsi all’idea che Gaza possa scomparire dall’attenzione dell’opinione pubblica, continuare a chiedere il rispetto del diritto internazionale e riaffermare il primato delle regole e della politica sulla forza.
Un tema che chiama direttamente in causa anche l’Europa. Il rischio indicato nel corso del confronto è quello di un continente incapace di esercitare un ruolo politico autonomo proprio mentre vengono messi in discussione i principi sui quali è stata costruita l’architettura internazionale del dopoguerra.
Il dibattito si inserisce pienamente nel filo conduttore scelto per la Festa dell’Unità di Alghero, “Europa frontiera di speranza – 5 giorni di idee, cultura e partecipazione”. Una Festa che attraverso il confronto tra politica, associazioni, giovani e società civile vuole riportare al centro la partecipazione democratica e discutere delle grandi questioni che attraversano l’Europa e il Mediterraneo.
La Festa dell’Unità – Festa Democratica della Sardegna prosegue al Porto Turistico di Alghero con gli altri appuntamenti previsti dal programma. Red








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