Orgosolo (Nu), 8 Ago 2026 – La mattina del 5 agosto scorso, i Carabinieri della Squadriglia di Pratobello, hanno arrestato un 57enne del luogo in flagranza di reato, presunto responsabile della coltivazione illecita di una vasta piantagione di Canapa.
L'operazione s’inquadra nell'ambito di una complessa e prolungata attività di indagine finalizzata al contrasto della produzione e del traffico di sostanze stupefacenti nel territorio barbaricino. Nello specifico, i militari avevano precedentemente individuato una estesa coltivazione di Cannabis nelle campagne del territorio del comune di Orgosolo, risultata totalmente priva della cartellonistica identificativa prescritta dalla normativa vigente per le colture legali.
Pertanto, per individuare il responsabile, i militari hanno predisposto un mirato e ininterrotto servizio di osservazione, all'interno dell'area interessata, fino alle prime luci dell'alba del 5 agosto quando il sospettato ha fatto ingresso nella piantagione. All'intimazione dell'alt da parte della Squadriglia dell’Arma, l'uomo ha tentato una rocambolesca fuga tra la fitta vegetazione: ne è scaturito un breve inseguimento terminato con l’arresto dell’uomo.
I successivi accertamenti sul sito, hanno permesso di quantificare l'entità della coltivazione illecita: circa 1.500 piante di Canapa in diversi stadi di maturazione, molte delle quali già con evidenti infiorescenze, suddivise in tre distinte aree.
Le analisi di laboratorio, tempestivamente eseguite dal R.I.S. di Cagliari sui campioni prelevati, hanno confermato la natura drogante della sostanza, rilevando un principio attivo (THC) ben superiore ai limiti consentiti dalla legge.
Su disposizione dell'Autorità Giudiziaria di Nuoro l’uomo è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, mentre l'intera piantagione, posta sotto sequestro, verrà distrutta sul posto al termine prevista campionatura, garantendo un presidio fisso nell'area fino alla conclusione delle operazioni.
È bene evidenziare come il procedimento penale nei confronti dell’indagato è tuttora pendente nella fase delle indagini preliminari e la sua effettiva responsabilità sarà vagliata nel corso del successivo processo, ove non si escludono ulteriori sviluppi investigativi e probatori anche in suo favore.









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