Kiev, 22 Lug 2026 - Cambio ai vertici militari e dinamiche politiche a Kiev:
Il presidente Volodymyr Zelensky ha ufficializzato la rimozione del comandante in capo delle forze armate Oleksandr Syrsky, nominando al suo posto Mykhailo Drapatyi.
La scelta giunge a seguito delle forti pressioni e proteste di piazza scatenate dall'estromissione dell'ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, al quale Zelensky ha dichiarato di aver offerto un nuovo incarico governativo nell'ambito tecnologico.
Continuano i bombardamenti russi sulle infrastrutture energetiche e sui centri abitati nelle regioni di Kharkiv, Sumy, Zaporizhzhia, Kherson e Odessa, causando la morte di diversi civili e il ferimento di numerosi altri, tra cui bambini.
Da parte loro, le forze armate di Kiev hanno dichiarato di aver distrutto un caccia MiG-29 e un sistema antiaereo Pantsir-s1 russo nella regione di Kursk.
Zelensky alla fine ha sostituito anche Syrsky. L'annuncio dopo giorni di voci e qualche indiscrezione, nella lunga coda di un rimpasto voluto dal presidente ucraino per tentare di archiviare frizioni ormai troppo manifeste all'interno del governo, ma che ha anche portato in piazza per giorni gli ucraini in protesta. "Ho deciso che il nuovo comandante in capo delle forze armate ucraine sarà Mykhailo Drapatyi. Sono grato a Oleksandr Syrsky e a tutti i nostri soldati per le solide posizioni in prima linea dell'Ucraina", ha scritto su Telegram Volodymyr Zelensky, annunciando il cambio della guardia ai vertici militari.
Capo delle forze armate congiunte, il nome di Drapatyi era già nell'aria: Zelensky lo aveva incontrato lunedì tra diversi possibili successori di Syrsky, quando era già chiaro che per risolvere la crisi, innescata dalla rimozione di Mykhaylo Fedorov da ministro della Difesa, il presidente avrebbe dovuto sollevare dall'incarico anche Syrsky, con il quale Fedorov avrebbe raggiunto un livello di conflitto tale da rendere necessario il 'taglio'. Quello che con tutta probabilità Zelensky non aveva messo in un primo momento in conto era fino a che punto Fedorov fosse popolare fra gli ucraini e il conseguente livello di malcontento generato dalla sua rimozione, al punto che le piazze piene gli hanno tenuto il dito puntato per giorni fino ad un vero e proprio ultimatum: gli organizzatori delle proteste hanno dato tempo fino a venerdì a Zelensky per reintegrare Fedorov. In caso contrario, hanno promesso una "protesta generale a tempo indeterminato" nelle città di tutto il paese.
Nelle scorse ore Syrsky si era anche scusato con Fedorov, dicendosi "sorpreso di apprendere del conflitto" tra loro due.
Drapatiyi ha un curriculum militare di tutto rispetto: partecipò alla liberazione di Mariupol già nel 2014. Nel marzo 2022 guidò la difesa di Kryvyi Rih, città natale di Zelensky. Comandò il gruppo operativo di Kherson e fu uno dei comandanti che guidarono la liberazione della regione. Dal febbraio 2024 la sua scalata ai ranghi militari con la nomina a vice capo di stato maggiore delle forze armate. L'elemento determinante però in quest'ultima promozione sembra tuttavia essere di natura politica: il 16 luglio scorso Drapatyi aveva espresso il suo sostegno proprio a Fedorov affermando che nei mesi in cui ha guidato la difesa tra il ministero e le forze armate si è instaurato un dialogo e una interazione reale.
Le forze di difesa ucraine hanno colpito un caccia russo Mig-29 e un sistema missilistico antiaereo Pantsir-s1 presso l'aeroporto di Khalino, nella regione di Kursk. Lo scrive la Ukrainska Pravda, citando lo stato maggiore delle forze armate ucraine. Il costo stimato di un Mig-29 si aggira intorno ai 25 milioni di dollari, viene ricordato.
Il Fondo Monetario Internazionale ha completato la revisione del programma di aiuti per l'Ucraina, sbloccando l'erogazione immediata di 503 milioni di Diritti Speciali di Prelievo (SDR), pari a circa 690 milioni di dollari. I fondi sono destinati a sostenere la stabilità economica e le finanze pubbliche del Paese.
Si inasprisce ulteriormente lo scontro diplomatico tra l'Italia e la Russia. Il ministero degli Esteri di Mosca ha ordinato l'espulsione "su base di reciprocità" di un addetto militare italiano e di un suo collaboratore. Ai due funzionari e ai rispettivi nuclei familiari sono stati concessi appena tre giorni di tempo per lasciare il territorio russo.
La decisione del Cremlino arriva come diretta conseguenza del provvedimento adottato da Roma il 9 luglio scorso, quando due agenti dei servizi segreti russi, operativi in Italia sotto copertura diplomatica, erano stati espulsi con l'accusa di ingerenza grave e inaccettabile. Quell'operazione era scattata a due giorni dall'arresto di due ex spie italiane accusate di collaborare direttamente con la Federazione Russa.
La reazione delle autorità italiane non si è fatta attendere. Il ministro degli esteri Antonio Tajani ha definito la misura adottata da Mosca come un atto di ritorsione palese e privo di qualsiasi fondamento. Tajani ha ribadito come l'allontanamento dei funzionari russi fosse stato motivato da attività di spionaggio accertate in flagrante e ritenute altamente dannose per la sicurezza nazionale italiana.
Le indagini condotte dalle autorità italiane spiegano la gravità della situazione. Uno degli agenti russi espulsi si sarebbe adoperato per raccogliere, dietro compenso economico, informazioni strategiche legate al sistema di difesa antiaerea franco-italiano SAMP/T e ai missili Aster destinati all'Ucraina. Nel mirino delle attività di spionaggio sarebbero finite anche la missione NATO in Bulgaria e l'azienda italiana Avio, attiva nella produzione di motori per droni e missili supersonici.
Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, sottolineando come queste operazioni rappresentino soltanto la punta dell'iceberg di un conflitto ibrido portato avanti da Mosca. L'episodio conferma il clima di forte tensione che caratterizza ormai da anni le relazioni tra i due Paesi, appesantite dal sostegno italiano a Kiev e dalle reiterate accuse di interferenza e spionaggio.












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