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Il presidente ucraino Zelensky: “Vogliamo la fine della guerra, ma non dell’Ucraina. Accordo di pace è pronto al 90%”.

Kiev, 1 Gen 2026 - Nel discorso di Capodanno Volodymyr Zelensky ha scelto un numero per spiegare a che punto è la trattativa con Mosca: per Kiev, ha detto, l'accordo di pace con la Russia è "pronto al 90%", mentre resta "un 10%" che deciderà "il destino della pace, dell'Ucraina e dell'Europa". Un passaggio usato anche per fissare una linea: fine della guerra sì, a condizione che l'intesa preveda garanzie di sicurezza "solide" e non si traduca in un premio alla Russia e a Vladimir Putin. Gli Stati Uniti continuano a lavorare a un compromesso a cui contribuiscano fattivamente Russia e Ucraina ma senza che si sblocchi il nodo centrale, quello dei territori. Putin spinge perché l'accordo includa il controllo totale del Donbass. Zelensky avverte che un ritiro ucraino aprirebbe la strada a nuove avanzate e che Mosca, che occupa circa il 20% del Paese, verrebbe incoraggiata da ulteriori concessioni. Il leader ucraino ha bollato come 'inganno' l'idea che basti "ritirarsi dal Donbass" per chiudere la guerra: "Così suona la truffa quando la traduci dal russo", ha detto, sostenendo che una concessione oggi renderebbe più probabile un nuovo attacco domani. 

Zelensky ha cercato anche di tenere alto l'umore del Paese ribadendo che l'obiettivo è "la fine della guerra, non la fine dell'Ucraina", insistendo sul fatto che gli ucraini sono esausti ma non disposti ad arrendersi. "E' chiaro che, dopo tutti questi anni, non hanno ancora capito chi siano gli ucraini. Un popolo che ha resistito per 1.407 giorni di guerra su vasta scala. Fermatevi su questo numero: è più lungo dell'occupazione nazista di molte delle nostre città durante la Seconda guerra mondiale", ha ricordato, usando il dato come misura della tenuta del Paese e come messaggio verso l'esterno. Il discorso è arrivato poche ore dopo i contatti tra funzionari americani, incluso l'inviato speciale Steve Witkoff, e consiglieri per la sicurezza ucraini ed europei sui prossimi passi per rilanciare gli sforzi di pace nel nuovo anno. Intanto Putin, nel suo messaggio di fine anno, ha invitato i russi a credere nella vittoria, rivolgendosi ai soldati definiti "eroi" e presentando la guerra come una battaglia "per la patria, la verità e la giustizia". Sullo sfondo, però, resta l'impressione che il clima che si respira durante le trattative resti pesante. Il Cremlino sostiene che irrigidirà la linea negoziale dopo aver accusato l'Ucraina di un attacco con droni contro una residenza di Putin nella regione di Novgorod, episodio definito, senza fronzoli, come un "attacco terroristico". Kiev smentisce e parla di accuse non supportate da prove. Anche l'Institute for the Study of War ha riferito di non aver visto elementi in grado di corroborare la versione russa. Mosca aggiunge che Putin avrebbe riferito l'accaduto a Donald Trump in una telefonata. In questo clima, quel 10% che, secondo Zelensky, manca per arrivare alla pace appare ancora difficile da colmare.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha dichiarato, nel suo discorso di Capodanno, che l'accordo di pace per porre fine al conflitto con la Russia è "pronto al 90%" ma che il restante 10% "contiene tutto, di fatto". "E' questo 10% che determinerà il destino della pace, il destino dell'Ucraina e dell'Europa", ha affermato Zelensky in un videomessaggio pubblicato su Telegram, "il 10% fino alla pace". Il presidente russo, Vladimir Putin, ha insistito per ottenere il pieno controllo della regione orientale ucraina del Donbass come condizione per la pace ma Zelensky ha affermato di non credere che una simile concessione frenerebbe l'aggressione di Mosca. "'Ritiratevi dal Donbass e sarà tutto finito'. Ecco come suona l'inganno tradotto dal russo, in ucraino, in inglese, in tedesco, in francese e, di fatto, in qualsiasi lingua del mondo", ha affermato il leader di Kiev, "quando Putin dice 'non vi attaccheremo' è il primo avvertimento su dove esattamente andranno i suoi carri armati e voleranno i suoi droni. E oggi abbiamo il diritto di dirlo apertamente: l'Ucraina è l'unico scudo che separa il confortevole stile di vita europeo dal mondo russo".

Un'indagine della Cia ha stabilito che la dacia del presidente russo, Vladimir Putin, a Valdai non è stata l'obiettivo di un recente attacco ucraino, come sostiene Mosca. Lo riferisce il Wall Street Journal. Sulla base delle evidenze esaminate, l'agenzia di intelligence americana ritiene che Kiev non intendesse colpire Putin o la sua dimora ma che il drone impiegato nell'operazione puntasse a un obiettivo militare nella stessa regione.

Un drone ucraino avrebbe colpito un caffè e un hotel sulla costa del Mar Nero, nella regione di Kherson, causando la morte di almeno 24 persone e il ferimento di una cinquantina. Lo riferisce su Telegram il governatore russo Vladimir Saldo. 

"Molti bruciati vivi. Un bambino è morto". L'attacco sarebbe avvenuto a ridosso dei festeggiamenti per il nuovo anno. "Questo è come appare la 'pace', alla quale Zelensky aspira", aggiunge.

La Fitburg, la nave mercantile sequestrata dalla polizia finlandese nel Mar Baltico perché sospettata di aver danneggiato un cavo sottomarino, era diretta da San Pietroburgo, in Russia, a Haifa, in Israele. Lo riferisce la Bbc. La nave batteva bandiera delle isole St Vincent and Grenadines. Tutti e 14 i membri dell'equipaggio sono stati arrestati.

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