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Un 44enne di Iglesias trovato in possesso dai carabinieri della compagnia della cittadina del Sulcis con numerosi reperti antichi poi sequestrati dai militari e l’uomo denunciato per ricettazione e furto.

Iglesias (Su), 4 Feb 2023 - Dal 13 novembre scorso, i carabinieri della compagnia di Iglesias dopo una lunga indagine sono arrivati sino in fondo. Infatti, quel giorno le videocamere che garantiscono la sorveglianza di uno dei siti turistici più importanti dell'iglesiente avevano ripreso un uomo che si era reso protagonista di un danneggiamento della grotta di Santa Barbara. Da sito di interesse storico, aveva portato via dei campioni di Barite Tabularia a scaglie brune estratti da quel sito, una delle grotte più antiche del mondo, probabilmente la più antica d'Europa.

In seguito, i militari, da quelle immagini pian piano sono risaliti ad una persona, un 44enne operaio di Dolianova, già censito per precedenti vicende giudiziarie poi denunciato per ricettazione e furto. E una volta ultimate le indagini, gli investigatori dell’Armai hanno ottenuto dalla Procura della Repubblica un decreto di perquisizione a cui hanno dato seguito stamattina con la collaborazione dei colleghi del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cagliari, il TPC.

Nel corso dell'attività, infatti, all'interno dell'abitazione dell'uomo ed in suo possesso, sono stati rinvenuti numerosi frammenti di Barite Tabulari a scaglie brune, quelli asportati nel novembre scorso, 27 frammenti di minerali di vario genere, grandezza, forma e peso, 283 minerali di natura diversa, provenienti da ambienti carsici non ancora individuati, un quaderno contenente appunti manoscritti relativi all'attività di vendita di minerali. E, inoltre, sono stati rinvenuti: un raccoglitore contenente 26 monete risalenti ad epoca romana e medioevale, due anfore antiche frammentate, due colli di anfore antiche contenenti concrezioni marine, due manufatti litici di forma circolare con foro centrale (testa di mazza), 16 frammenti di antichi manufatti ceramici, 65 fossili, due macini antiche.

Quindi i militari hanno sequestrato tutto il materiale rinvenuto ed ora verrà custodito nel caveau del reparto speciale dell'Arma, in attesa delle determinazioni dell'autorità giudiziaria.

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