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Secondo Iranian Human Rights eseguite 553 condanne a morte fino al 10 dicembre ma continuano le esecuzioni.

Cagliari, 12 Dic 2022 -  La prima carta dei diritti umani, come viene sottolineato da Iran Human Rights Monitor, Annual Report 2022, fu scritta da Ciro il Grande, imperatore della Persia, nel 538 a.c.

Ed ora proprio nella terra dove c’era la libertà di adorare gli dei e della libertà dell'umanità i diritti umani sono calpestati e violati quotidianamente.

Secondo il monitoraggio di Iranian Human Rights dall’inizio dell’anno e fino al 10 dicembre 2022 ci sono state eseguite almeno 553 esecuzioni (secondo il conteggio di Nessuno tocchi Caino sono 579). Le identità di molti giustiziati è sconosciuta e non sempre la magistratura da notizia delle esecuzioni. A queste si aggiunge l'ultima di un giovane wrestler Majidreza Rahnavard, a Mashhad, il cui unico crimine era stato partecipare alle proteste.

Ecco l’elenco riportato nel monitoraggio diviso per mesi (tra parentesi i dati che invece risultano a Nessuno tocchi Caino che ha raccolto anche i dati): Gennaio– 49 esecuzioni (49); febbraio– 30 esecuzioni (27); marzo– 44 esecuzioni (54); aprile – 1 esecuzioni (1); maggio – 57 esecuzioni (63); giugno– 89 esecuzioni (90); luglio– 72 esecuzioni (75); agosto– 54 esecuzioni (61); settembre– 52 esecuzioni (49); ottobre– 37 esecuzioni (37); novembre– 54 esecuzioni (59) e dicembre (dall'1 al 10) 14 esecuzioni (14).

In un articolo di The Guardian dell’8 dicembre si riportava anche la notizia che le forze di sicurezza iraniana, pasdaran o basij, “prendono di mira le donne durante le proteste contro il regime con colpi di arma da fuoco sui loro volti, seni e genitali, secondo interviste con medici in tutto il paese. Medici e infermieri, che trattano i manifestanti in segreto per evitare l'arresto, hanno affermato di aver osservato che le donne spesso arrivavano con ferite diverse rispetto agli uomini, che più comunemente avevano pallini di fucile nelle gambe, nelle natiche e nella schiena”.

Il report denuncia anche che “i fucili usati dalle forze di stato iraniane sono solitamente i semiautomatici (cosiddetti “a pompa”) Benelli M2 oppure M4, tutti calibro 12 millimetri. Il munizionamento varia dalla palla singola, alla rosa di pallini di piccolo diametro, passando per pallini di diametro medio-grosso”.
Poiché questo tipo di fucile è considerata arma letale, il suo utilizzo per ordine pubblico è vietato dalle leggi e convenzioni internazionali.
Nel report si legge: “In una lettera resa pubblica il 25 novembre 2022, 140 medici oculisti hanno denunciato casi di persone ferite agli occhi da pallini di piccolo calibro che hanno perso uno o entrambe gli occhi. Tra le vittime c'è una giovane donna, Ghazal Ranjkesh, da Bandar Abbas, una città portuale nel sud dell'Iran. Ghazal ha perso l'occhio destro per un colpo di fucile.”

Le proteste continuano così come continuano le esecuzioni purtroppo tra le prossime probabilmente il 26enne Hossein Mohammadi, un’artista e attore di teatro o il medico Hamid Ghareh Hasanlou e sua moglie.

Tra i prigionieri anche un giovane di 15 anni: è Amir Hossein Rahimi che è stato picchiato e arrestato il 14 ottobre a Fardis/Karaj.

Gli iraniani che vivono fuori dal paese e con ansia seguono quello che succede dicono: “l’Occidente ci deve aiutare. La sola condanna non basta”. Ma sono anche fiduciosi nel cambiamento e dicono: “sarà un giorno magico. Il rinascimento del popolo iraniano dopo una lunga battaglia tra il bene e il male”.

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