Roma, 9 Sett 2021 - È ripreso, nell'Aula della Camera, l'esame del decreto sulle misure urgenti per fronteggiare l'emergenza Covid-19, cosiddetto decreto "Green Pass".
Il decreto legge Covid che contiene le norme sul Green pass, proroga a fine anno lo stato di emergenza nazionale e rivede i parametri sanitari per il passaggio di colore nelle regioni del Paese. Il testo, che dovrà essere discusso anche dal Senato, scade il prossimo 21 settembre.
Restano da votare nella seduta di oggi i rimanenti emendamenti, poi si passerà all'esame degli ordini del giorno: molti di essi hanno recepito il contenuto di emendamenti ritirati dalla maggioranza. Quindi, si svolgerà il voto finale sul provvedimento, che passerà all'esame del Senato.
A quanto si apprende, si lavora per chiudere l'esame del testo non più tardi del primo pomeriggio.
La Lega voterà a favore del decreto Green Pass. È l'indicazione arrivata ora, a quanto si apprende, ai deputati leghisti in Aula per l'esame del provvedimento, ripreso alle 10 a Montecitorio.
Pioggia di interventi a sostegno di emendamenti da parte dei deputati di Fratelli d'Italia contrari alle modalità di applicazione della misura.
Fdi ha denunciato "l'accanimento del governo contro la categoria dei ristoratori, nulla è cambiato dal governo Conte a quello Draghi". "La scienza e il virus non c'entrano niente contro le scelte assunte dal governo" ha ribadito Giovanni Donzelli.
Alle 12 convocato il Consiglio dei ministri per estendere il certificato verde a chi lavora nelle scuole e nelle Rsa.
Il certificato verde sarà esteso da subito alle ditte di pulizia che operano nelle scuole e al personale delle mense scolastiche e anche ai lavoratori 'esterni' a contatto con strutture del settore sanitario come le Rsa. Prende forma, dunque, il primo passo che introduce di fatto l'obbligo graduale anche per le altre categorie: baristi e istruttori sportivi, poi i dipendenti statali e infine quelli delle aziende private.
Quello tracciato nelle ipotesi del Governo, in vista del Cdm delle prossime ore, è un cronoprogramma che arriva fino ad ottobre e che, rispetto alle indiscrezioni dei giorni scorsi, rallenta il percorso sull'allargamento del Green pass ai vari settori.
Un prossimo provvedimento - in cui valutare l'estensione più generalizzata - non sarà preso in considerazione prima di metà settembre.
Solo in quest'ultimo caso il lasciapassare dovrebbe diventare tassativo anche per tutte quelle categorie che lavorano nei luoghi dove il pass è già richiesto a chi li frequenta: ristoratori, camerieri, barman, gestori di locali e dipendenti delle strutture (cinema e teatri, ad esempio), ma anche per istruttori sportivi che lavorano in luoghi come piscine e palestre.
Ad esibire il Qr code a richiesta saranno anche gli autisti dei mezzi del trasporto pubblico locale, che si aggiungeranno a quelli dei treni dell'alta velocità passando per coloro che lavorano su navi, traghetti, aerei e per i quali è già previsto. L'idea inoltre è di includere anche i lavoratori al contatto con il pubblico, come quelli agli sportelli.
Un ulteriore passo - previsto a ottobre - riguarda invece il settore della pubblica amministrazione: in questo caso dovrebbe essere prevista una piattaforma specifica per facilitare i controlli, sulla scia di quanto è già previsto per il personale scolastico.
Gli ultimi saranno i lavoratori del settore privato, come gli operai delle grandi fabbriche, ma anche in generale i dipendenti di piccole e medie imprese. In questo caso restano però una serie di questioni da risolvere come la copertura delle spese per i tamponi (che dovrà eseguire chi non è vaccinato): nonostante il pressing di Confindustria affinché sia lo Stato a farsene carico, dall'Esecutivo trapela che - esclusi i fragili - il costo dei tamponi non sarà coperto dallo Stato non solo perché a pagarli non dovrà essere la collettività ma perché ciò costituirebbe un forte disincentivo alla vaccinazione.
I lavoratori autonomi, come gli avvocati o i commercialisti, al momento non sono tra le categorie per le quali si valuta l'obbligo del lasciapassare, a differenza dei magistrati che rientrerebbero nella categoria della pubblica amministrazione.
Ma per l'accesso a strutture pubbliche - ad esempio gli avvocati nei tribunali - sarà necessario anche per loro esibire il pass. Tutte le persone fragili dotate di una certificazione medica valida che li esenta dalla somministrazione del siero per motivi di salute dovranno comunque sottoporsi ad un tampone ed è molto possibile che - così come già succede per il personale scolastico - per questa categoria i test saranno disponibili gratuitamente.












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