Cagliari, 27 Lug 2021 - La seduta pomeridiana del Consiglio regionale della Sardegna, aperta dal presidente Michele Pais, è proseguita con il dibattito sull’emergenza incendi.
Il primo a prendere la parola è stato il consigliere di Forza Italia Giuseppe Talanas che, dopo aver espresso solidarietà alle popolazioni colpite dagli incendi dei giorni scorsi, ha invitato l’aula a una riflessione: “Cosa non ha funzionato? – ha chiesto Talanas - non voglio criticare nessuno, bisogna dare atto agli organi competenti di essersi attivati prontamente, però è chiaro che qualcosa è andata storta».
Secondo Talanas, una delle criticità nelle prevenzione degli incendi è rappresentata dalla rigidità della normativa regionale, nazionale e comunitaria che pone limiti alla pulizia dei boschi e alla valorizzazione del territorio: «Come ha detto Lampis, chi era presente si è reso subito conto dell’impossibilità dei intervenire a causa della alte temperature e della inaccessibilità dei luoghi. Questo avviene perché ci sono zone completamente abbandonate mentre prima ogni metro quadro di terreno era coltivato. Questo è dovuto a una normativa comunitaria che classifica queste aree come improduttive. C’è dunque un disinteresse per gli imprenditori agricoli a mantenere lì il loro bestiame».
Secondo l’esponente di Forza Italia occorre poi puntare sulla prevenzione: «Ogni anno parliamo di emergenza incendi. Non si può arrivare al mese di agosto per capire cosa si deve fare. Servono azioni mirate, serve coinvolgere gli imprenditori locali per farli diventare le prime sentinelle dei territori. Nel 2007 un incendio di questo tipo lo abbiamo avuto nel nuorese. Anche allora le difficoltà si ebbero dove non c’erano strade d’accesso. Ragioniamo sulla possibilità di potenziare le squadre di volontariato in modo che si possa intervenire immediatamente nella lotta al fuoco».
Fausto Piga (Fratelli d’Italia) ha ringraziato l’assessore all’Ambiente e tutte le forze in campo per l’opera prestata nella lotta al fuoco: «Sino a 72 ore fa il bilancio degli incendi registrava una diminuzione delle superfici bruciate. Un andamento che diceva che la macchina stava funzionando. In un giorno tutte queste statistiche sono andate in fumo”.
Per Pierluigi Saiu (Lega) «Il Consiglio regionale, davanti a questa immane tragedia, deve trovare la forza si stimolare un dibattito propositivo e concreto. In molti degli interventi questo aspetto è emerso. Proprio perché il dolore è ancora vivo abbiamo il dovere di fare un dibattito serio, dobbiamo esser capaci di indicare una strada da percorrere per affrontare l’emergenza. È compito di quest’aula trovare soluzioni». Giuseppe Meloni (Pd) ha ammonito l’aula sul rischio di un cedimento alla retorica: «Questo non serve a nessuno. Bisogna capire invece come dare risposte celeri ai territori e mettere in campo azioni per evitare che si ripeta ciò che è successo in questi giorni. Riconosco il grande impegno dell’assessore Lampis – ha detto Meloni - sono però deluso dalle sue parole quando dice che la forza della natura sovrasta quella dell’uomo come se fosse una cosa ineluttabile. Sono preoccupato che un assessore dica questo, io ritengo che qualcosa non abbia funzionato. Non voglio mettere nessuno sul banco degli imputati ma lo faccio per evitare che gli stessi errori si ripetano in futuro.
Il consigliere dei Progressisti, Massimo Zedda, è ritornato sulla dinamica che ha scatenato l’incendio devastante nel Montiferru: «Ieri, insieme al collega Agus, siamo andati nelle zone colpite, abbiamo parlato con sindaci, personale dell’Ente foreste, del Corpo forestale e dei Vigili del Fuoco – ha detto Zedda – c’è qualcosa che stride nella macchina organizzativa. Troppe persone controllano cose diverse senza collegamento tra loro». L’esponente della minoranza ha poi invitato l’Aula a fare chiarezza su quanto accaduto: «Parrebbe che l’incendio, al netto di informazioni riservate, sia partito da un’auto che ha preso fuoco e ha accostato a bordo strada in un luogo dove c’erano sterpaglie. Se è così e se non ci fosse un aspetto doloso sarebbe preoccupante. Questa versione è stata confermata dal maresciallo dei carabinieri di Santulussurgiu. Se non siamo riusciti a domare un incendio circoscritto abbiamo un problema serio. Da quell’innesco si è generato un primo focolaio che ha bruciato una ventina di ettari. Il fuoco è poi ripartito il giorno successivo provocando il disastro che tutti abbiamo visto. Se le informazioni fossero vere, servirebbe un’educazione civica per far capire ai cittadini come comportarsi. E’ necessario un piano paesaggistico delle zone interne. Non condivido l’idea di chi dice che in quei territori non debba essere consentito nulla». Per Zedda, infine, occorre verificare quanto scritto dall’ex assessore Paolo Maninchedda nel suo blog: «Ho letto di segnalazioni ignorate e di una mancanza di coordinamento – ha affermato Zedda – non ho dubbi sulla veridicità delle segnalazioni. L’assenza dei vertici di Forestas e del Corpo forestale non ha aiutato. Le azioni di protezione civile devono essere coordinate. I sindaci non possono esser lasciati soli».
Per Gianfranco Satta (Progressisti) in questo momento serve ragionare con la massima lucidità: «Ogni anno si ripete la stessa storia, la Sardegna brucia, si riducono in cenere boschi, pascoli, case e aziende. Poi arriva la conta dei danni con la speranza che non ci siano sacrifici umani. Non è un problema recente ma occorre anche dire che chi governa ha l’onere di prospettare soluzioni per il presente e il futuro».
Satta, come il collega Zedda, è poi tornato sulla dinamica dell’incendio di Santulussurgiu: «Sarebbe partito da un’automobile andata a fuoco – ha sottolineato il consigliere progressista – un incendio prontamente domato e tenuto sotto controllo. Poi il fuoco ha ripreso con tutta la sua violenza. Perché non si sono fatte le bonifiche con i mezzi aerei? Occorre da domani aprire un confronto su prevenzione e strategie future da adottare nella lotta al fuoco. E’ una tematica complessa che richiede molte soluzioni.
Per Domenica Gallus (Psd’Az) nessuna responsabilità può essere imputata alla macchina regionale antincendio: «Il fuoco, con quelle temperature, era indomabile. Sentire accuse o lamentale nei confronti dell’apparato dà fastidio. Ho visto invece un impegno totale – ha detto Gallus - non tutto può sempre andare bene”.
Per il presidente della commissione Agricoltura Piero Maieli (Psd’Az) il peccato originale sta nel non aver dato ai pastori un ruolo chiave nella tutela del territorio: «Nel 2007 il Cnr di Sassari diceva che i pascoli sono in grado di ridurre gli incendi, i pastori possono essere i primi custodi del territorio. Da qui bisogna partire per capire cosa è successo: il fatto è che noi abbiamo abbandonato la campagna. I terreni sono carichi di biomasse, questo perché abbiamo bloccato il pascolo nel sottobosco, le arature delle zone degradate. Occorre riavvicinare la gente alle campagne».
Dopo Maieli ha preso la parola Fancello, che ha ringraziato lo sforzo del collega sindaco di Santu Lussurgiu Diego Loi: “Dobbiamo metterci a studiare perché ciò che è accaduto potrebbe ricapitare. Non siamo attrezzati per combattere gli incendi di oggi, dobbiamo studiare le mutazioni che in questi anni si sono registrate”.
È poi intervenuto per il Psd’Az Giovanni Satta: “È un film già visto, aspettiamo gli esiti dell’indagini per capire se ci sono responsabilità e di chi sono. Certo che ci sono pochissimi operai forestali e quelli che abbiamo hanno 59 anni. Insomma, urge più che mai procedere ad assunzioni dentro Forestas e dobbiamo pulire i sottoboschi per evitare sia benzina per gli incendi, per limitare al massimo i danni”.
Dall’opposizione è intervenuto Piero Comandini (Pd), che ha detto: “Oggi mi sento più vicino a chi in quest’Aula ha speso una parola per chi ha perso tutto. Non ci saranno facili soluzioni perché se ce ne fossero state le avremmo già percorsi. L’incendio è la fase finale di un dramma che va interrotto programmando le opere e gli interventi. Non è un problema di competenze: non mancano le persone preparate. Manca invece l’organizzazione”.
Per Eugenio Lai (LeU) “bisogna prima di tutto ringraziare chi sta combattendo contro le fiamme. Penso in particolar modo ai volontari giunti da tutta l’isola nell’Oristanese e alla necessità che stanziamo subito risorse.
La politica faccia la sua parte: alcuni operatori non possono spegnere gli incendi perché non hanno fatto le visite mediche. È pensabile in pieno agosto organizzare le visite mediche? Certamente, non è pensabile lasciare nel baratro la forestale.
Serve che dica qualcosa anche l’assessorato dell’Agricoltura, come liquidare immediatamente i fondi del Psr insieme con tutte le risorse possibili. “Servono interventi immediati, senza aspettare l’assestamento di bilancio che continua a non arrivare in Consiglio”.
Per Sara Canu (Riformatori) “è necessario lavorare sin da ora perché agosto è il mese più critico per gli incendi. Lo Stato deve darci un numero di Canadair maggiore e distribuito in tutto il territorio sardo, come abbiamo richiesto noi Riformatori nei mesi scorsi. E poi è necessario dotare i Comuni di telecamere che segnalino le colonne di fumo e inasprire le pene per gli incendiari”.
Dalla maggioranza ancora è intervenuto Mura (FdI), che ha riconosciuto “all’onorevole Loi la capacità di indirizzare questo dibattito in modo costruttivo invece che cedere alla tentazione del momento. Non ho timore a rendere merito all’assessore Lampis anche di essere ieri andato a raccogliere l’esternazione emotiva delle persone che hanno perso tutto e sono scosse. Al netto di questo rimane la tragedia ambientale del Montiferru per attuare una speculazione di consenso, che nessuno in quest’Aula ha azzardato.
Sofferenza anche nelle parole di Solinas (Cinque Stelle): “Ho girato per i paesi e ho visto la natura che è diventata un deserto nero, i sindaci prostrati e gli operatori del soccorso che non si sono risparmiati un attimo. E’ indispensabile che la Regione eroghi incentivi a chi ha subito danni ma è ancora più necessario un grande progetto di valorizzazione delle campagne, pensato insieme a chi abita le campagne. Questo non deve diventare un colpo di grazia per tanti piccoli centri delle zone interne”.
E’ intervenuto poi per l’Udc Gianfilippo Sechi: “Non bastano le parole e nemmeno la condanna. Non sarà facile il momento della rinascita ma senza basi solide non faremo grandi progressi per una terra ferita in maniera così dolorosa”.
L’incendio del 1983 a Tempio e quello del 1994 a Cuglieri sono stati ricordati dal capogruppo della Lega, Dario Giagoni. “Questa nostra terra non può più subire danni come questi e sono necessari interventi finanziari tempestivi. Non serve un atto di indirizzo ma un atto legislativo e serve anche ragionare sul medio e lungo termine per garantire un futuro. Se vogliamo sperare di vincere la battaglia contro gli incendi serve una flotta aerea antincendio della Sardegna mentre invece è una pazzia vincolare per cinquant’anni i terreni colpiti dagli incendi, come ho sentito vagheggiare. Se è utile diamo noi una parte dei nostri stipendi alle aziende vittime di questo fuoco”.
Il capogruppo del Pd, Gianfranco Ganau, ha sottolineato “la necessità dello stato di calamità decretato dal presidente Solinas ma sono necessarie anche risorse finanziarie che vanno inserite già dalla prossima manovra di bilancio, con la massima celerità, come abbiamo fatto in altre occasioni simili. Subito devono lavorare le commissioni interessate, in raccordo con gli assessorati competenti”.
Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula, in apertura, ha ricordato il recente incontro a Santu Lussurgiu con il collega Diego Loi e con un anziano allevatore che ha iniziato a piangere davanti a persone che non conosceva, un fatto che meglio di altri spiega il senso profondo di quanto accaduto. Cogliamo questo momento tragico, ha aggiunto Mula, per fare ragionamenti “alti” come ha fatto il Consiglio oggi, non cercando a tutti i costi responsabilità e consenso facile, ma impegnandoci a dare risposte.
Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha dichiarato che non bastano le parole per descrivere l’immane sciagura che ha colpito la Sardegna e non bastano nemmeno per esprimere gratitudine a quanti hanno impedito che il bilancio fosse ancora peggiore; non amo gli eroi e preferisco pensare a migliaia di persone che hanno fatto al massimo delle loro possibilità il loro dovere, non amo nemmeno la retorica dell’emergenza inevitabile o imprevedibile, perché negli ultimi anni pandemia ci ha insegnato a fare i conti anche con quanto sembra imprevedibile. Da noi oggi, ha sottolineato Agus, nessuno si aspetta parole, ma tutti si aspettano che il Consiglio faccia bene la sua parte; disporre risorse, dare direttive chiare sull’attuazione, intervenire perché il bilancio già così grave di quanto accaduto non peggiori; e poi, nessuno si deve offendere se si è evidenziato cosa non ha funzionato, serve per evitare che eventi simili capitino ancora, intervenire sulla catena di comando per renderla più efficiente a partire dalla nomina del nuovo comandate aiuta a migliorare e supporta anche i lavori della commissione Ambiente.
Al termine di quest’ ultimo intervento il presidente ha tolto la seduta, riconvocando il Consiglio per domattina alle 10.30, quando interverrà a nome della Giunta il presidente della Regione, Christian Solinas. Com











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