Press "Enter" to skip to content

Lavori Consiglio Sardegna – Piano di recupero (Recovery plan), comunicazioni del presidente della Regione (2).

Cagliari, 3 Mar 2021 - Critico anche Gianfranco Satta (Progesssisti): «Le crisi possono essere la premessa per il crollo o per la rinascita della nostra Isola. La pandemia segnerà per sempre la storia della Sardegna, per questo occorre fare scelte ponderate. Il Recovery fund sarà il piano Marshall del 21° secolo. La Sardegna dovrà avere la capacità di cogliere l’occasione. Dovremo essere capaci di proporre il nostro modello di investimenti in modo intelligente per garantire un futuro prospero alla nostra Regione. Per fare questo occorre capire quali sono le nostre forze e le nostre debolezze. La Sardegna ha una grande estensione territoriale e una densità di 77 abitanti km quadrati. La media per comune è di 4700 abitanti. Su questi dati occorre riflettere: c’è l’assoluta necessità di abbattere le distanze materiali e immateriali.

Anche Diego Loi (Progressisti) ha lamentato i ritardi con cui si affronta la discussione sul Recovery Fund. «L’argomento è di tale rilevanza da poter segnare un nuovo piano di Rinascita, è una grande occasione di trasformazione della Sardegna. Chi vive i territori e chi ha un ruolo nelle istituzioni sa bene che la scelta di individuare alcuni asset può essere decisiva per assicurare la trasformazione. Negli anni quando si è parlato di sviluppo locale si è andati in un’altra direzione. C’è la nostra disponibilità a collaborare se la cabina di regia sarà plurima se si garantirà dignità a tutte le forze politiche».

Per Ignazio Manca (Lega) il Recovery rappresenta «una grande occasione, un nuovo piano Marshall. I dati della Sardegna sono impietosi, secondo il rapporto Crenos siamo una delle regioni europee più povere. Abbiamo alti tassi di disoccupazione, denatalità e abbandono scolastico. In un simile contesto serve una strategia per mettere in atto i progetti annunciati dal presidente Solinas. Bisogna avviare un confronto con le parti sociali, il mondo produttivo, le università evitando gli errori del passato. I piani di Rinascita del secolo scorso hanno riversato sull’isola fiumi di denaro senza lasciare tracce. Ora è il momento di individuare pochi temi, le forze politiche antepongano gli interessi generali alle diversità ideologiche. Il lavoro non manca, rimbocchiamoci le maniche e affrontiamo un momento storico che potrebbe rappresentare una svolta per tutti i sardi».

Desirè Manca (M5S) ha esordito ricordando i risultati raggiunti dal Governo Conte sul Recovery Fund: «La pandemia dura da un anno, nessuno si sarebbe aspettato questo. Conte è riuscito ad ottenere 209 miliardi di euro dall’Europa. Soldi che serviranno anche alla Sardegna per un suo piano di Rinascita. Questo poteva essere un piano di confronto per lavorare insieme nell’esclusivo interesse dei sardi. Lei, presidente Solinas, non ha sfruttato questo momento, si è isolato.

Antonello Peru, a nome di tutto il gruppo Udc-Cambiamo ha rimarcato l’importanza del Recovery Fund per il rilancio dell’Isola. «Abbiamo la possibilità di disegnare la Sardegna del futuro, non sprechiamo questa occasione, è un’opportunità irripetibile. Arriveranno molti soldi in Sardegna, sarà una cifra superiore ai miliardi ottenuti per i due piani di Rinascita. Siamo noi a dover decidere adesso su quali direttrici indirizzare i fondi, per questo è importante ascoltare le indicazioni dei territori, dei sindaci”.

Il consigliere di maggioranza ha poi sottolineato l’importanza degli altri settori di intervento, a partire dalla sanità: «Destinare una parte delle risorse alla realizzazione di nuovi ospedali consentirà un miglioramento dei servizi. Occorre raggiungere la sovranità ambientale, finanziaria ed energetica – ha concluso Peru – solo così potremmo garantire ai nostri figli condizioni di vita migliori».

Dopo Peru ha preso poi la parola l’on. Emanuele Cera (FI), che ha citato un discorso di Einaudi e ha definito “il Recovery il master plan del nostro dopoguerra. Siamo chiamati a formare una graduatoria mettendo in fila le azioni più urgenti e quelle realizzabili in concreto. Il presidente della Regione ha indicato oggi oltre 200 azioni, comprese quelle sui trasporti e compresi i collegamenti per Olbia e per la metro di Cagliari. Noi chiediamo anche un intervento per il tratto Cagliari Oristano della Carlo Felice. Vogliamo una Sardegna che sia protagonista, un popolo che vuole uscire forte da questa pandemia e giovani sardi che non vedano un futuro soltanto fuori dall’isola”.

A seguire Antonio Piu (Progressisti) ha aperto il suo intervento rimarcando “la necessità del coinvolgimento del Consiglio regionale, che a oggi non è esistito in questo dibattito ma è stato soltanto delegittimato. Non si sa come si debbano spendere questi denari e chi li debba spendere e non voglio che questi fondi facciano la fine di tutti gli altri che giacciono nelle casse delle città metropolitane e degli enti. Se non riuniamo le commissioni e non discutiamo i progetti sul Recovery presentati dal presidente Solinas, qual è il nostro ruolo? A oggi non vedo uno spiraglio di luce per quest’Aula”.

Dai banchi della maggioranza Stefano Tunis (Sardegna 20/Venti - Misto) ha sottolineato che "questa è l’occasione storica per mettere da parte le divisioni e le vecchie polemiche: è cambiato un governo nazionale e la politica è stata messa da parte per cedere il passo alla tecnocrazia. Non dobbiamo rischiare che sia messa da parte la politica regionale, spetta a noi fare il passo in avanti ed elevarci”.

Per Elena Fancello (Misto) “non possiamo fallire ma individuare velocemente un elenco di interventi strategici per la Sardegna, con un calendario realistico. Se non rispetteremo la tabella di marcia i fondi verranno bloccati: dobbiamo essere bravi a coinvolgere le parti sociali e a realizzare le opere. Ma serve anche la convergenza di tutte le forze politiche”.

Dai banchi del Pd Piero Comandini ha detto: “Siamo pronti a ripartire da quello che ha detto lei, presidente Solinas, ma non è il numero dei progetti né la quantità economica a fare la differenza. Oggi abbiamo bisogno di sederci e capire che Sardegna avremo nel 2050. E dobbiamo pensare che se il Recovery è una grande opportunità è anche una grandissima responsabilità rispetto alle giovani generazioni sarde. I soldi non ci vengono regalati e ci costringeranno ad essere sempre sotto la lente di ingrandimento, per capire come li spenderemo. Al presidente Solinas chiedo una visione unica di Sardegna e che sia una visione percorribile, realizzabile entro un tempo stabilito. Nessuno ci farà sconti. E con questa struttura negli assessorati noi rischiamo di non farcela: serve una grande riforma della Regione se vogliamo spendere velocemente e bene”.

Sempre per il Pd Rossella Pinna si è rivolta al presidente Solinas: “Lei non coinvolge l’Aula e mi dispiace ma noi abbiamo da dire. E le chiediamo che ogni progetto abbiamo una valutazione dell’impatto di genere e una analisi di costi e benefici, favorendo l’occupazione femminile. Stiamo attraversando un inverno demografico, le donne in Sardegna fanno il primo figlio a 35 anni e sono ostacolate nella ricerca di un lavoro, discriminate nei diritti e nelle pari opportunità per la mancanza di servizi a sostegno delle madri”.

 Giuseppe Talanas ha preso la parola per Forza Italia: “Questo è il dibattito più importante di tutta la legislatura e ci aspettiamo tutti che i progetti che saranno presentati siano all’altezza dei traguardi che ci stiamo proponendo. Parlo di digitalizzazione, innovazione, rivoluzione verde, ricerca e salute. È il momento delle produzioni a chilometro zero ed è la crisi che ci suggerisce il percorso che dobbiamo seguire. Abbiamo una opportunità irripetibile, dobbiamo solo sfruttarla”.

Dalla Lega Sardegna Pierluigi Saiu ha detto: “Siamo davanti a una grande occasione e tutti siamo chiamati a dire davvero qual è l’idea che abbiamo della nostra isola da qui a trent’anni. Questa non è l’occasione per dire cosa non è stato fatto ma è l’occasione per dire cosa dobbiamo fare, che classe dirigente siamo, che idee abbiamo. Dobbiamo dire oggi se quest’isola sarà popolata nelle coste e vuota al centro. O se sarà un’isola nella quale riequilibreremo le disuguaglianze tra i territori”.

Dai banchi dei Cinque stelle Alessandro Solinas si è detto “deluso per l’intervento del presidente della Regione. Non entrerò nemmeno nel merito, per protesta. Parlerò quando i progetti saranno concretamente discussi da noi. Sino a oggi il presidente Solinas non si è presentato in quest’Aula e oggi ha tentato di autoassolversi. I giovani sardi non vedono una prospettiva, erano partiti e sono tornati a causa del Covid. Dobbiamo trattenerli e costruire con loro una Sardegna migliore di quella che abbiamo trovato”.

Per Giovanni Satta (Udc) “dobbiamo avere la capacità di coinvolgere tutti e non ripeterò le cose dette sinora. Il tema che mi sta più a cuore sono le zone interne: vanno rilanciate anche usando l’agenzia Forestas, con l’occupazione nei cantieri delle zone interne, perché senza il lavoro nelle zone interne della Sardegna non ci vuole stare nessuno”.

Il consigliere del Pd Giuseppe Meloni, ricordando gli effetti negativi della pandemia sul tessuto economico regionale, ha polemizzato con le forze “sovraniste” che hanno sottovalutato le potenzialità dell’Unione europea e la sua capacità di risposta alle conseguenze economiche della stessa pandemia; quelle stesse capacità che potranno consentire di costruire un’Italia nuova ed una Sardegna nuova superando la storica differenza fra nord e sud del Paese. Una opportunità di tale portata, secondo Meloni, non può essere gestita in solitudine come la minoranza ha chiesto già da mesi, individuando temi centrali come sanità, rilancio delle aree interne, mobilità e competitività delle imprese.

Laura Caddeo, esponente dei Progressisti, in apertura ha affermato di prendere per buona la proposta del presidente di contribuire ad una nuova progettazione di alto profilo, in coerenza con le indicazione della Ue e del piano nazionale. In questo ambito, ha sostenuto, un tema che fa da collante ed attraversa ogni programma è certamente la ricerca, come elemento in grado di accompagnare il programma dal punto di vista scientifico migliorandone la qualità, senza perdere di vista l’obiettivo della coesione sociale. Su questo, ha auspicato, la Regione deve osare, dando vita ad un sistema regionale della ricerca, che già oggi ha un suo grande valore ma possiede potenzialità e risorse umane e tecnologiche non ancora sfruttate; se si riuscirà ad iniziare questo nuovo percorso la crescita della Regione sarà sempre più solida, rafforzata anche dai tanti “cervelli” costretti nel tempo ad abbandonare la Sardegna.

Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula ha chiesto una breve sospensione della seduta per poter tenere una riunione della conferenza dei capigruppo: il presidente ha accolto la richiesta.

Alla ripresa dei lavori, la discussione è ripresa con l’intervento del consigliere di Leu Eugenio Lai che ha sottolineato come la pandemia abbia colpito le persone più deboli e fragili, fatto che a suo avviso avrebbe giustificato un discorso molto differente del presidente della Regione. Evidentemente, ha constatato Lai, è sparita la politica, quella vera, quella capace di coordinare e fare sintesi fra le posizioni presenti nella società sarda.

Il capogruppo del M5S Michele Ciusa ha evidenziato il ritardo con il quale si è svolto il dibattito su un tema di enorme importanza per la Sardegna. La pandemia ha cambiato le nostre vite, ha detto Ciusa, e per questo bisogna ripensare completamente il nostro modello di sviluppo mettendo al centro il valore dell’ambiente e dobbiamo farlo presto, anche in Sardegna che è zona bianca ma non deve dimenticare di rilanciare con forza la campagna vaccinale della popolazione.

Il capogruppo della Lega Dario Giagoni ha definito il Recovery lo strumento più utile per il rilancio dell’Italia e della Sardegna, uno strumento che però non ammette errori. Ha fatto bene il presidente Solinas, secondo il consigliere, ad annunciare la sua scelta di puntare su pochi grandi progetti, affidandone la preparazione ad una cabina di regia aperta.

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha ammonito l’Aula a non creare troppe aspettative rispetto alla qualità dei progetti presentati e del tempo disponibile per rimodularli, perché da questo punto di vista le esperienze sono molto negative. Positivo, ha riconosciuto, che i progetti vecchi (molti dei quali improponibili nonostante un certo trionfalismo mediatico) siano accantonati ma su quelli nuovi siamo fermi al punto di partenza e senza interlocuzioni con Governo e ministri competenti in vista della scadenza del 30 aprile, Mesi preziosi buttati anche per la maggioranza, ha aggiunto, nonostante le tante iniziative dell’opposizione ad ogni livello. Recuperare all’ultimo miglio?

Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula, nel prendere atto di un dibattito corretto e non privo di uno spirito costruttivo di collaborazione, ha invitato il Consiglio a votare l’ordine del giorno che contiene la proposta del gruppo di lavoro nel quale sarà presente anche l’opposizione. Mula ha però respinto “giudizi pieni di pregiudizi” soprattutto in materia ambientale come quello per il contrasto della pesca a strascico che invece è un progetto finanziato dalla Ue con molti buoni precedenti in Italia.

Il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau ha affermato che certamente non sfugge a nessuno che ci troviamo di fronte ad un passaggio epocale che può avvicinare la Sardegna alle altre Regioni d’Italia e d’Europa, ma dobbiamo essere all’altezza del compito, e noi crediamo di aver fatto il nostro dovere presentando le nostre proposte fin dal mese di giugno perché sapevamo che non erano cose facili ed oggi lo sono ancora meno perché i tempi sono molto stretti. A parte il fatto, ha spiegato, che gli 8 miliardi per la Sardegna sono solo teorici perché arriveranno solo in presenza di progetti di grandissima qualità: i progetti vecchi non sono un buon punto di partenza ed è stato un errore negare accesso ad atti a gruppi consiliari che hanno dovuto far ricorso ad uno strumento estremo, fatto che non ha giustificazioni ed ha messo a rischio il clima unitario. Possiamo essere ancora in tempo, ha ipotizzato Ganau, solo se sceglieremo progetti di grande rilevanza strategica, alta velocità ferroviaria, collegamenti con porti ed aeroporti, mobilità interna, rete energetica alimentata da rinnovabili, digitalizzazione estesa con banda larga e 5G partendo dalle strutture pubbliche come pubblica amministrazione, scuola e sanità, riforestazione, equità sociale e di genere.

In replica il presidente della Regione Christian Solinas, prendendo spunto dall’intervento di Ganau, ha sostenuto che occorre rendersi conto di quello che è successo nel Paese, dove la quasi totalità della politica ha colto l’occasione di una pacificazione in vista di una prospettiva per i prossimo 50 anni, auspicando che le forze politiche regionali possano fare altrettanto. Se questo è il tema, ha proseguito, ci si può incontrare e l’ordine del giorno va in questo senso, ma va chiarito che i progetti precedenti sono un patrimonio della Regione stratificato nel tempo ed espressione di tutte le classi dirigenti di segno diverso che si sono alternate in questi anni. Io, ha aggiunto Solinas, sono per l’alta velocità su ferro che può cambiare modo di abitare la Sardegna, ma la nuova viabilità ordinaria serve comunque, penso alla 131, all’Arzachena - S.Teresa, ed alla dorsale sarda per collegamenti orizzontali che non ci sono mai stati. Va ricordando anche, a giudizio di Solinas, che il nuovo Governo sta rivedendo tutto compresa l’impostazione strategica, ed il nostro gruppo dovrà confrontarsi con la nuova idea del Governo; il Consiglio è un organo legislativo e farà la sua parte, ma poi il confronto di alto valore politico dovrà tradursi in un indirizzo da attuare con tutti i tecnici che abbiamo, da quelli interni al Crs4 alla Cassa Depositi e Prestiti e tanti altri: il tempo non è tanto e dobbiamo usarlo bene, mettiamo in piedi il gruppo di lavoro con le rappresentanze dei gruppi, riuniamoci in fretta ed apriamo la fase tecnica, cogliamo insomma lo spirito dei tempi.

Quindi il presidente ha annunciato la possibile presentazione di un ordine del giorno ma dopo qualche minuto, verificato che nessun documento era stato presentato, ha preso atto “con rammarico che non c’è stato accordo su un documento condiviso” ed ha parlato di “occasione sprecata per il Consiglio regionale”. Il capogruppo dei Progressisti, Francesco Agus, ha bollato come “inopportune” le dichiarazioni del presidente e confermato la disponibilità a sottoscrivere un documento “serio con tempistiche certe”. Dopo un veloce scambio di battute tra il capogruppo del Psd’Az, Mula, e il consigliere dei Progressiti, Loi, il presidente Pais ha dichiarato tolta la seduta ed ha riconvocato l’Aula per domani, mercoledì 3 marzo, alle 10.30. Com

Comments are closed.