Press "Enter" to skip to content

‘Ndrangheta, arresti anche tra “colletti bianchi”: indagato Lorenzo Cesa, segretario Udc.

Catanzaro, 21 Gen 2021 - Ci sono amministratori locali, imprenditori e professionisti fra i destinatari delle misure cautelari emesse dal gip del Tribunale di Catanzaro nell'ambito dell'operazione "Basso Profilo", eseguita stamane da Dia, Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza. Tredici persone sono state arrestate e portate in carcere e 35 ai domiciliari: tra i destinatari, i maggiori esponenti delle cosche Aracri, Arena e Grande Aracri, operanti nel Crotonese, oltre a imprenditori di spessore ed esponenti della pubblica amministrazione collusi con le organizzazioni criminali.

Tra gli indagati ci sarebbe anche il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa. Lo ha reso noto il quotidiano la  "Repubblica".

La casa di Roma di Cesa è stata perquisita questa mattina dal personale della Dia. "Ho ricevuto un avviso di garanzia su fatti risalenti al 2017. Mi ritengo totalmente estraneo, chiederò attraverso i miei legali di essere ascoltato quanto prima dalla procura competente. Come sempre ho piena e totale fiducia nell'operato della magistratura. E data la particolare fase in cui vive il nostro Paese rassegno le mie dimissioni da segretario nazionale come effetto immediato". Così Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell'Udc.  Ci sarebbe un patto consistente in una promessa di appoggio elettorale fra gli uomini dell'Udc ed esponenti della 'ndrangheta all'origine del coinvolgimento di Lorenzo Cesa nell'indagine della Dda di Catanzaro in cui il segretario dello Scudo crociato dimissionario è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. In particolare, la consorteria 'ndranghetista, nelle persone di Antonio Gallo, del consigliere comunale di Catanzaro Tommaso Brutto e del figlio Saverio, Antonino Pirrello e Natale Errigo, sarebbe entrata in scena in occasione delle elezioni politiche del marzo 2018, per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato. In quella circostanza, secondo gli inquirenti, sarebbe stato stipulato un "patto di scambio" con il Francesco Talarico, assessore regionale al Bilancio finito agli arresti domiciliari, consistente nella promessa di "entrature" per l'ottenimento di appalti per la fornitura di prodotti antinfortunistici erogati dalla sua impresa e banditi da enti pubblici economici e società in house, "attraverso - scrivono gli inquirenti -la mediazione dell'europarlamentare Lorenzo Cesa in cambio della promessa di un "pacchetto" di voti". 

Anche l'assessore al Bilancio della Regione Calabria e segretario regionale dell'Udc, Francesco Talarico, è agli arresti domiciliari nell'ambito dell'operazione antimafia "Basso profilo" coordinata dalla Dda di Catanzaro.

Oltre alle misure cautelari, la Procura della Repubblica di Catanzaro ha disposto l'esecuzione di numerosi sequestri di beni, per oltre 300 milioni di euro, costituiti da patrimoni aziendali, immobili, autoveicoli, conti correnti bancari e postali.

Tra gli arrestati, secondo quanto si è appreso, vi sono molti colletti bianchi di Catanzaro e provincia. L'operazione condotta da personale della Dia, congiuntamente con quello della Polizia, dei Carabinieri e della Guardia di finanza, coinvolge i maggiori esponenti delle 'ndrine tra le più importanti di Crotone, Isola Capo Rizzuto e Cutro come "Bonaventura" "Aracri", "Arena" e "Grande Aracri", nonché imprenditori di spessore ed esponenti della pubblica amministrazione collusi, secondo l'accusa, con le organizzazioni criminali.

Comments are closed.

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com
error: Content is protected !!