Teheran, 18 Lug 2026 - Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato sul proprio profilo ufficiale di X la conclusione della settima notte consecutiva di raid in Iran. Le forze americane, impiegando aerei da combattimento, droni e navi da guerra, hanno preso di mira e colpito siti di sorveglianza, depositi sotterranei di armi, infrastrutture logistiche militari e risorse navali.
Nel comunicato, il Centcom ha ricordato che oltre 50 mila militari statunitensi sono attualmente operativi in tutto lo scacchiere del Medio Oriente, sottolineando che le truppe "rimangono vigili, letali e pronte all'azione".
Il punto sulla guerra tra Usa e Iran - La guerra in Medio Oriente tocca il punto di massima tensione dal crollo della tregua e del memorandum siglato a giugno. Gli Stati Uniti hanno completato la settima notte consecutiva di attacchi sul territorio iraniano. Su disposizione del presidente Donald Trump, il Centcom ha ampliato il raggio d'azione della campagna militare per ridurre le capacità belliche di Teheran, colpendo non solo depositi e siti radar, ma anche snodi infrastrutturali nevralgiche nel sud del Paese.
Immediata la risposta della Repubblica Islamica, che ha ignorato gli avvertimenti di Washington e ha lanciato un'offensiva a tutto campo contro le installazioni militari statunitensi dislocate nei Paesi alleati della regione, allontanando drasticamente ogni spiraglio di mediazione diplomatica.
Le forze americane hanno bersagliato la costa meridionale iraniana, provocando forti esplosioni a Sirik e nella città portuale di Bandar Abbas. Secondo i media statali di Teheran, i bombardamenti guidati dagli Stati Uniti hanno preso di mira:
Lo scalo aeroportuale di Iranshahr, una stazione ferroviaria e due ponti strategici (con un bilancio di almeno 8 morti e 20 feriti nelle ultime ore).
Una torre di telecomunicazioni a Bandar Abbas e una torre di controllo marittimo a Chabahar.
Le infrastrutture elettriche regionali, che hanno spinto il regime a chiedere alla popolazione di spegnere i condizionatori nonostante il caldo torrido.
I Pasdaran hanno risposto colpendo basi, caccia e sistemi radar americani in ben cinque nazioni:
Kuwait: Danneggiata una centrale elettrica e di desalinizzazione dell'acqua; feriti diversi soldati nei campi militari.
Qatar: Presa di mira la base aerea di Al-Udeid. Doha ha confermato l'intercettazione di missili, i cui detriti hanno ferito un bambino.
Giordania e Bahrein: Colpiti velivoli ed elicotteri statunitensi posizionati sulle piste degli scali militari.
Oman e Siria: Rivendicati attacchi a siti radar e alla base di Al-Tanf (sebbene Damasco abbia smentito il raid sul proprio territorio).
Dal ritorno alle ostilità, il ministero della Salute iraniano traccia un bilancio drammatico: almeno 38 morti e oltre 400 feriti.
La mossa di Trump e il blocco dei mari
Il conflitto rischia di allargarsi ulteriormente a livello internazionale. Secondo fonti diplomatiche citate da Axios, l'amministrazione Trump ha notificato a Israele l'invio di decine di aerei cisterna per il rifornimento in volo, una mossa strategica che prepara il terreno a un coinvolgimento diretto dello Stato ebraico o a una massiccia espansione dei bombardamenti a lungo raggio. Nel frattempo, le forze israeliane (IDF) mantengono aperti gli altri fronti, continuando a colpire Hezbollah in Libano e bombardando la striscia di Gaza, dove un raid sul campo profughi di Nuseirat ha provocato almeno 8 vittime palestinesi.
Sul piano commerciale, l'economia globale trema per la sicurezza delle rotte marittime:
Stretto di Hormuz: Il transito è ormai ridotto al contagocce. Le navi della Marina statunitense impongono un rigido blocco navale e i Marines hanno effettuato un abbordaggio d'ispezione sulla petroliera M/T Wen Yao, carica di carburante iraniano.
Stretto di Bab el-Mandeb: Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha espresso forte preoccupazione per le minacce degli Houthi nel Mar Rosso. L'agenzia britannica UKMTO ha intanto confermato un abbordaggio illegale ai danni di un'imbarcazione in navigazione nel Golfo di Aden.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha colpito siti di sorveglianza, infrastrutture logistiche militari, depositi sotterranei di armi e capacità marittime. Le forze statunitensi impiegarono aerei da caccia, droni aerei e navi da guerra oltre ad altre risorse". Lo si legge su X. "Il Centcom - si legge ancora in un post - continua a chiedere conto all'Iran sotto la direzione del Comandante in Capo, facendo rispettare pienamente un blocco navale contro i porti iraniani. Più di 50.000 militari americani operano in tutto il Medio Oriente e rimangono vigili, letali e pronti".
Gli Stati Uniti hanno colpito l'impianto di dissalazione Bonj di Jask e di conseguenza 20 villaggi, per un totale di 10.000 abitanti, sono rimasti senz'acqua. A riferirlo è stato l'amministratore delegato della Società Acqua e Fognature della provincia di Hormozgan, citato dall'agenzia Tasnim. Nell'attacco sono stati completamente distrutti la stazione di pompaggio per il prelievo dell'acqua dal mare e il trasformatore elettrico dell'impianto che ha una capacità produttiva di 3.150 metri cubi al giorno.
Le Guardie Rivoluzionarie hanno dichiarato di aver attaccato oggi la base statunitense di Arifjan, in Kuwait.
“È opportuno che i Paesi che ospitano le forze armate Usa e hanno messo a disposizione il loro territorio ai criminali per attaccare l'Iran, siano pronti a ricevere una risposta adeguata e ad attivare le proprie unità di protezione civile per salvaguardare la vita dei propri cittadini". Lo hanno affermato i Guardiani della Rivoluzione islamica iraniani, che nella notte hanno preso di mira con missili e droni per ritorsione Giordania, Bahrein e Kuwait.












Comments are closed.