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Svolta nelle indagini per la rapina avvenuta a Tortolì ai danni di Don Vincenzo Pirarba: denunciati dai carabinieri della compagnia di Lanusei il presunto autore per il reato di rapina aggravata e sua zia per favoreggiamento personale. 

Tortolì (Nu), 6 Giu 2020 – Anche ieri sono proseguite le indagini relative alla rapina dello scorso 7 maggio dai danni del sacerdote ogliastrino. In particolare si è stata fatta una perquisizione domiciliare, disposta dalla Procura di Lanusei che coordina le indagini portate avanti dai Carabinieri della Compagnia di Lanusei, in un’abitazione sita nelle vicinanze della casa del sacerdote, abitazione in cui – sulla base di altre precedenti emergenze investigative – si riteneva vi abitasse il giovane che fu visto entrare nella casa del sacerdote e asportò la refurtiva.

L’attività, che ha visto impegnati oltre cinquanta uomini dell’Arma dei Carabinieri di Lanusei e di Tortolì, ed i colleghi delle Squadriglie di Arzana e Lanusei con il supporto dello Squadrone eliportato Cacciatori di Abbasanta, ha consentito di rinvenire all’interno dell’abitazione, ben nascosti, alcuni oggetti che fanno parte del “bottino” della rapina, tra cui un borsello cosiddetto “portaviatico” contenente oggetti sacri e strumenti per la liturgia.

Gli oggetti, mostrati a Don Pirarba dai Carabinieri di Lanusei, sono stati riconosciuti come di sua proprietà.

In tal modo si stringe il cerchio intorno almeno ad uno degli autori della rapina, il giovane che si sa avere dimorato, il giorno della rapina, ed alcuni giorni precedenti, e la sera stessa della rapina, nella casa perquisita, da dove poi si è allontanato giorno successivo.

Quindi il presunto autore della rapina ai danni del prelato in pensione, è stato iscritto nel registro degli indagati per il reato di rapina aggravata.

La zia del giovane, che gli aveva fornito ospitalità, e nei cui confronti si è svolta la perquisizione domiciliare, è stata invece iscritta nel registro degli indagati per il reato di favoreggiamento personale, in quanto nei giorni immediatamente successivi al fatto, aveva negato – contro quanto emergeva in modo evidente da altre prove in possesso degli investigatori – che il nipote si fosse trovato in Tortolì, e presso la sua casa, nel giorno del reato.

Sempre nella giornata di ieri sono stati sentiti, come persone informate sui fatti, alcuni giovani di Tortolì, che si ritengono essere amici dell’autore del grave reato.

Nei giorni scorsi sono state setacciate altre zone del comune di Tortolì – vicine al luogo della rapina – dove si ritiene possano trovarsi ulteriori riscontri e tracce utili all’identificazione dei partecipanti alla rapina in abitazione.