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Coronavirus, Gualtieri: “Per il Dl imprese sul tavolo 750 miliardi di garanzie”

Roma, 5 Maggio 2020 - Lungo vertice nella notte tra il premier Giuseppe Conte, il titolare del Mef Roberto Gualtieri e i capi delegazione del governo sul decreto maggio. Al centro del vertice, al quale hanno partecipato anche il sottosegretario Riccardo Fraccaro e i responsabili economici dei partiti di maggioranza, i nodi rimasti ancora aperti sul decreto che il governo si appresta a varare entro la settimana.

Su alcune misure, dai trasferimenti a fondo perduto alle imprese allo sblocco dei circa 12 miliardi di debiti della pa, il governo sembra aver trovato una quadra ma restano ancora alcuni accordi da trovare, a cominciare da quello sul reddito di emergenza. Possibile, quindi, che prima del Cdm che varerà il provvedimento - atteso non prima di mercoledì - i capi delegazione tornino a riunirsi per definire il decreto da 55 miliardi.

Le misure di liquidità contenute nel Dl Imprese "da sole non sono sufficienti ad affrontare adeguatamente la crisi economica, ma è altrettanto evidente che si tratta di interventi assolutamente necessari". Lo ha sottolineato il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, nel corso dell'audizione di fronte alle Commissioni Finanze e Attività produttive della Camera.

"Le garanzie pubbliche superano i 400 miliardi di euro mentre quelle del primo decreto investono circa 340 miliardi di euro, cifre molto consistenti che collocano l'Italia tra i Paesi che sostengono con garanzia pubbliche interventi di liquidità con dimensioni più ampie".

Sace "si è dimostrata efficiente, in due settimane ha già predisposto tutti gli strumenti e le documentazioni necessarie per rendere operativa la garanzia che è già in funzione". "Ci risultano in corso circa 170 potenziali operazioni per circa 12,5 miliardi attualmente allo studio delle banche per le fasi di istruttoria, costruzione dei pool e successiva delibera". Ad esito di queste attività, ha spiegato il ministro, le banche presenteranno le richieste a Sace "che potranno essere, nel caso di processo semplificato (per tutti gli interventi fino a 375 milioni di importo), garantite in massimo 48/72 ore".

"Negli ultimi giorni, dopo la lentezza iniziale, assistiamo a un'impennata delle richieste di garanzia al fondo" che "riflette anche una maggiore fiducia delle persone nel richiedere i prestiti".

"Sulla base della rilevazione settimanale che viene computa dalla Banca d'Italia con riferimento alla settimana precedente, al 24 aprile risultano pervenute alle banche oltre 1,6 milioni di domande o comunicazioni di moratoria su prestiti, per un ammontare di 177 miliardi. Poco meno della metà delle domande provengono dalle imprese, a fronte di prestiti per 120 miliardi. Le oltre 880.000 domande delle famiglie riguardano prestiti per 54 miliardi. 50.500 domande hanno riguardato la sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa (accesso al Fondo Gasparrini)".

"Stiamo predisponendo delle misure che hanno l'obiettivo di completare il set di interventi intrapresi e al tempo stesso contribuire a preparare e sostenere la ripresa".

"Sulle banche sappiamo che c'è una pressione fortissima", ma "ci aspettiamo che dal sistema bancario ci sia un'attuazione più rapida, semplice ed efficace possibile di queste misure".

Gli interventi di "condono fiscale non rientrano tra le linee politiche di azione di questo governo, bisogna distinguere la necessaria sospensione e l'alleggerimento degli adempimenti fiscali perché il coronavirus è una circostanza straordinaria e non deve essere pagata dai cittadini, altro è confondere questo con comportamenti pregressi o futuri". È fondamentale avere un sistema fiscale amico dei cittadini, ma anche che ci sia una giusto contrasto all'evasione che consenta allo Stato di finanziare servizi che fornisce ai cittadini, a partire da quelli sanitari".

"I prestiti non bastano ma nessuno ha mai detto o pensato che i prestiti garantiti siano da soli sufficienti ad affrontare questa crisi ed è del tutto evidente che servono sostegno al reddito, interventi sul fisco e per la ripresa".

"Complessivamente stiamo parlando di più di 4 milioni di persone che hanno ricevuto un sostegno al reddito pur non essendo lavoratori dipendenti e che lo avranno anche con il decreto in arrivo".

"Oggi sentiremo i maggiori esponenti del sistema bancario per discutere con loro e valutare eventuali problemi e incitarli all'attuazione più efficace e tempestiva possibile delle misure previste nel decreto".

"Adesso è in arrivo, probabilmente già domani, un nuovo adattamento del 'Temporary framework' sugli aiuti di Stato che avrà un impatto diretto su una delle parti più importanti del decreto che doveva essere aprile, quindi è saggio attendere ed è stata una delle ragioni che ci hanno portato a prenderci qualche giorno in più, per non trovarci nella situazione di prendere misure che poi non rientrano" nelle nuove regole "o di non utilizzare pienamente gli spazi" previsti.

"Ho letto ricostruzioni fantasiose, non c'è nessuna intenzione di nazionalizzare le Pmi o intervenire nella loro governance". "C'è l'esigenza di allinearci e di valutare le modifiche in corso di definizione del 'Temporary framework', saranno misure importanti a sostegno della capitalizzazione delle imprese più grandi anche con incentivi adeguati per le pmi". "Un ristoro integrale di tre mesi del costo sostenuto per gli affitti per tutte le imprese di tutte le categorie e di tutte le dimensioni".

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