Roma, 3 Apr 2020 - Il Capo della Protezione Civile Angelo Borrelli è intervenuto a Radio Anch'io di Radio 1 questa mattina. A Giorgio Zanchini che gli chiedeva se dopo Pasqua e pasquetta anche il 1 maggio resteremo a casa, Borrelli ha risposto che "credo proprio di sì, non credo che passerà questa situazione per quella data. Dovremo stare in casa per molte settimane" aggiungendo che vi è la necessità di avere "comportamenti rigorosissimi". Il Coronavirus, ha affermato, "cambierà il nostro approccio ai contatti umani e interpersonali, dovremo mantenere le distanze" per diverso tempo.
E ancora per quanto riguarda 'la fase 2' gli è stato chiesto se può partire dal 16 maggio "Se le cose non cambiano, potrebbe essere così come potrebbe essere anche prima o dopo. Oggi siamo in una situazione stazionaria, bisogna vedere. Sicuramente, il 16 maggio è un periodo di tempo lungo. Da qui al 16 maggio potremmo avere risultati positivi che ci consentirebbero di aprire la fase 2" ma "la decisione va presa dagli esperti che stanno coordinando dall'inizio dell'emergenza la parte tecnico-scientifica". Ha detto Borrelli "Siccome c'è la possibilità di ritorno" del contagio, "bisogna usare misure forti e precauzionali.
Sull'ipotesi di 'scudo legale' per i medici impegnati nella lotta al Covid-19, il Capo della Protezione civile ha detto che si augura “che presto saremo autosufficienti nella produzione delle mascherine, nel frattempo andiamo avanti con le importazioni". Per quanto riguarda "I test sierologici, sono al lavoro l'Iss e il comitato scientifico e deve essere il governo a indicare qual è la direzione e i tempi", ha aggiunto.
“È un tema importante, anche i sanitari si trovano nella impossibilità di operare, gli strumenti non sono quelli che uno dovrebbe avere nelle condizioni ordinarie. C'è da fare una riflessione da parte della politica, del Governo e del Parlamento".










