Press "Enter" to skip to content

Gentiloni: con divergenze in Europa ora si rischia l’intera unione

Bruxelles, 30 Mar 2020 - La pandemia mette in crisi l'Europa non solo dal punto di vista sanitario, sociale ed economico ma anche sul piano più strettamente politico. Il commissario europeo agli Affari economici Paolo Gentiloni è intervenuto a Radio Capital "Il progetto europeo rischia di tramontare, non solo quello della grande Europa federale. È chiaro che se la divergenza economica tra i Paesi europei, invece di ridursi di fronte a una crisi come questa, aumenta e la crisi diventa fattore di aumento delle differenze tra i vai Paesi europei, sarà molto difficile tenere insieme il progetto europeo. Ma io sono fiducioso che una via di condivisione alla fine si possa trovare e penso che bisogna farlo inevitabilmente in un dialogo con la Germania, senza il quale non riusciamo a trovare un compromesso", ha detto Gentiloni.

E proprio in riferimento alla Germania aggiunge "Credo che bisogna ancora scommettere sul fatto che, alla fine, da parte della Germania, si arrivi a una comprensione della situazione nuova. Mi aspettavo questa divisione, ed è una visione antica che conosciamo a memoria".

Secondo il commissario europeo agli Affari economici la crisi precedente ha prodotto chiavi di lettura che hanno penalizzato la dinamica tra gli Stati europei, "veniamo da anni di contrapposizioni. Il punto è che questa discussione, che è assolutamente legittima, non è adeguata alla situazione che stiamo vivendo. Bisogna fare tutti gli sforzi perché lo stallo sia superato". Quindi esorta a fare passi in avanti attraverso l'individuazione di obiettivi comuni "nell' integrazione europea o io trovo bizzarro che le stesse persone che hanno fatto le barricate in questi anni, ora lamentino l'assenza dell'Europa. Penso che questa divisione possa essere superata in un modo: partiamo dagli obiettivi comuni".

Nel concreto, sui coronabond o euobond Gentiloni individua un vulnus: l'emissione di bond "genericamente per mutualizzare il debito non verrà mai accettata", quindi bisogna finalizzarla ad una "missione", che può essere quella di finanziare gli obiettivi comuni come "affrontare l'emergenza sanitaria", creare "un nuovo strumento di garanzia per la disoccupazione e un piano per il sostegno alle imprese".

I cosiddetti "Coronabond", o obbligazioni comuni dell'Ue, non sono l'unico o il più efficace strumento nella lotta contro il coronavirus: lo ha detto il vicepresidente della Bce, Luis de Guindos. "Non è né l'unico strumento difensivo, né certamente il più potente", ha detto De Guindos alla stazione radio Cadena Cope, "il più potente è senza dubbio la Banca Centrale Europea", ha detto.