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Landini: “Decreto Chiudi Italia è stato stravolto”. Fontana: “Non sono soddisfatto”

Roma, 23 Mar 2020 - Sindacati sul piede di guerra dopo che il premier Giuseppe Conte ha firmato il nuovo decreto che blocca le fabbriche non essenziali. “È stato stravolto" accusa il leader della Cgil Landini e il segretario della Fiom Francesca Re David annuncia che ci sono su territorio nazionale già diverse mobilitazioni. Mobiltazioni che si moltiplicheranno se il Dpcm non verrà rivisto dopo che "è stato raddoppiato l'elenco delle produzioni non essenziali".

Il presidente della Lombardia Attilio Fontana si dice non soddisfatto del decreto: "Ma se dovremo applicarlo lo faremo" sostiene. Mentre in Sicilia, il sindaco di Messina chiede con forza al governo maggiori controlli di chi sbarca sull'isola e annuncia: "Pronta ordinanza per bloccarli".

"No, non sono particolarmente contento del decreto del governo, perché va a creare degli spazi che noi avevamo cercato di coprire. Io ho già detto e ribadisco che voglio avere un rapporto positivo con il governo e voglio andare in condivisione sulle scelte che faccio". Lo ha detto il presidente dei Regione Lombardia, Attilio Fontana, questa mattina nel corso di una intervista. "Poi accetto quello che mi diranno i giuristi, ossia se vale la mia ordinanza o se vale il Dpcm - ha sottolineato Fontana -. Questa seconda ipotesi, però, significa che gli uffici pubblici sono aperti tutti, gli studi professionali sono aperti, non ci sono sanzioni contro gli assembramenti, i cantieri edili sono aperti, gli alberghi sono aperti. Noi avevamo dato una stretta maggiore, però se si dovrà applicare quello, applicheremo quello".

L'assessore allo Stato Sociale (Welfare) della Lombardia, Giulio Gallera aggiunge: "Forse ci aspettavamo un po' più di tempestività in alcune cose ma questo è il momento di lavorare tutti, per i lombardi, per gli italiani per la loro salute. - ha continuato -. Stanno arrivando i respiratori quindi ringraziamo la Protezione civile. La collaborazione c'è sia con il governo che con la Protezione civile nazionale".

Il sindaco di Messina Cateno De Luca si rivolge al governo e chiede di bloccare gli sbarchi sull'isola. E annuncia che è pronta una diffida: "Basta giocare con la salute, la pazienza dei siciliani ha un limite".

"Il decreto Chiudi Italia è stato stravolto. Siamo pronti allo sciopero perché, semplicemente, siamo coerenti con la responsabilità che abbiamo assunto nei confronti di milioni di persone che rischiano la vita lavorando. Già oggi abbiamo chiesto un incontro al governo". Lo ha detto il leader della Cgil, Maurizio Landini dopo il nuovo decreto del premier che blocca le fabbriche non essenziali. Pronti alla mobilitazione anche Cisl e Uil. Il premier in merito ricorda che in questi giorni sono state analizzate le varie richieste e siamo giunti ad una sintesi soddisfacente, "a guidarci sono il principio di precauzione e la tutela della salute pubblica".

"Dopo l'incontro di sabato tra governo, imprese e sindacati era stato fatto un elenco di produzioni non essenziali. Ieri nel decreto emanato dal governo l'elenco è stato più che raddoppiato. Non è necessario produrre a ciclo continuo e riempire i magazzini di prodotti che non vengono venduti. Non sono indispensabili le attività dell'industria dell'aerospazio e della difesa". Così la leader della Fiom, Francesca Re David.

La sindacalista sottolinea che è "impossibile pensare di sconfiggere il virus se non si chiudono le attività produttive non essenziali. Sono in corso già oggi iniziative di sciopero su tutto il territorio nazionale, la mobilitazione dei metalmeccanici continuerà finché non verranno fornite dal governo le i misure necessarie alla protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori dell'industria". I sindacati "non hanno il potere di chiudere le fabbriche, è il governo che deve intervenire in questo senso. La Fiom sta facendo accordi con le imprese per le fermate e le riduzioni delle attività produttive con l'utilizzo della cassa integrazione. Chiediamo- conclude Re David- al governo che venga messa al centro la salute dei lavoratori. Se i lavoratori si ammalano, si ammalano i cittadini".

"Chiediamo ai sindacati quel pieno senso di responsabilità che fino a qui hanno manifestato ma chiediamo al governo di tenere aperto il confronto: è essenziale non si rompa quel filo di dialogo e che si raccolgano le istanze che riguardano il tema della sicurezza dei lavoratori". Lo ha detto il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando, commentando a Rainews la minaccia di sciopero generale arrivata dai sindacati a fronte dell'ultimo decreto del presidente del Consiglio sull'emergenza coronavirus che dispone la chiusura solo di un numero limitato di fabbriche. Per Orlando se ci si è allargati troppo con i servizi ritenuti essenziali, il provvedimento va corretto.