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Cura Italia: salta il clima di unità nazionale. Il centro destra, ma più destra che centro, dopo i disastri fatti nei suoi oltre 20 anni di governo pensa che se vi fossero loro sarebbe tutto risolto e il coronavirus sarebbe ricacciato in Cina essendo arrivato clandestinamente.

Roma, 19 Mar 2020 – Ancora becera speculazione politica da parte del comunista padano Salvini e la presunta democratica Meloni che ha governo con Pdl da ministra per oltre 20 anni, compresa la Lega e si sa cosa ha fatto il centro destra, anzi più destra estrema che centro, nei suoi devastanti governi. Ora, per cercare di arraffare qualche voto, visto che a Salvini gli sta scivolando il terreno elettorale da sotto i piedi, per gli scontenti, ora, il clima di unità nazionale che si era instaurato, era ed è logico che si sia, se questi due partiti fossero veramente attenti ai bisogni degli italiani in questo devastante momento, con il voto sul discostamento del deficit non c'è più. E nell’attesa di capire se il premier Conte tornerà a vedersi con i leader del centrodestra, torna alta la tensione tra le forze di maggioranza e opposizione. Il decreto varato ieri dal Consiglio dei ministri viene considerato insufficiente da Lega, Fdi e FI. "O cambia o non lo votiamo. Noi non firmiamo deleghe in bianco. Non ci stiamo ad approvare 127 articoli a scatola chiusa", attacca Salvini.

"Abbiamo collaborato" con il governo "sin dall'inizio, ma visto il testo del decreto sul lato economico non si può dire che quelle norme siano frutto di collaborazione", l'affondo della Meloni. E anche Berlusconi, pur invitando i suoi a toni distensivi, è critico: "Il decreto deve essere ampiamente modificato e migliorato in Parlamento perché possa avere il nostro appoggio".

Salvini e Meloni dicono no alle misure riguardanti le carceri e all'utilizzo del Fondo Salva Stati e invitano il presidente della Camera, Fico, a far sì che il Parlamento sia nel pieno delle sue funzioni. Puntano insieme a FI a stravolgere il testo. Il leader lumbard poi chiede a Conte di riferire in Aula e non esclude di chiedere un nuovo incontro a Mattarella se non sarà ascoltato.

Il segnale che la tregua sulla lotta al coronavirus è saltata arriva anche dal Senato: la richiesta di far lavorare solo la Commissione Bilancio sul decreto viene respinta proprio dal partito di via Bellerio. Il testo arriverà nell'Aula di palazzo Madama l'8 aprile. Giovedì 26 si voterà il calendario mentre il termine per la presentazione degli emendamenti è stato fissato al 27 marzo e per i subemendamenti al 31. Il decreto poi passerà alla Camera dove dovrebbe rimanere fino al 24 aprile, ma non si esclude un nuovo passaggio parlamentare (l'ultima data utile per la conversione in legge è quella del 16 maggio).

Si punta a velocizzare i tempi, ma non a blindare il provvedimento, anche se il premier Conte oggi alla video conferenza con i capi delegazione e il ministro dell'Economia, Gualtieri ha chiesto di fare in fretta e di poter approntare tutti i decreti ministeriali. Intanto è stata presa la decisione di accorpare tutti i decreti (anche quelli in ambito giustizia e sanità e sulle prime misure economiche per le Zone rosse) in un unico provvedimento. Arriveranno i pareri di tutte le commissioni e seppur i lavori si terranno subito in Aula c'è la prospettiva che anche l'accordo sul Parlamento dimezzato possa saltare.

Il problema delle presenze però ovviamente c'è e per questo motivo nelle prossime ore ripartirà - viene spiegato - il confronto tra maggioranza e opposizione. Tramontato il voto a distanza e ritenuta insufficiente dall'opposizione la proposta della commissione speciale, occorrerà in ogni caso capire come far votare le forze politiche nell'emiciclo. Il pressing di tutti i partiti è di far sì che il Parlamento sia funzionante, ma sostiene il Pd: "Salvini, non prendendosi alcuna responsabilità, rischia di rallentare di molto i lavori".

La partita sarà sul contenuto del dl. "Ora pancia a terra per attuare subito le misure: dai pc per i bambini che non ne dispongono ai programmi per l'insegnamento a distanza, fino ai 600 euro, all'acquisto di mascherine e all'assunzione di medici e infermieri, per capire come tradurli in pratica immediatamente" dice Gualtieri. "Ad aprile useremo anche risorse europee, con questo intervento abbiamo già messo basi solide". Il ministro dell'Economia si augura che l'Italia sia il primo Paese "ad uscire da questa epidemia" e "essere un paese che riparte con la consapevolezza di aver ritrovato le virtù civili comuni".". Ma intanto il governo, preoccupato per l'aumento dello spread, pensa ad una nuova stretta sui comportamenti, legata all'attività all'aperto e non solo. "Chi non rispetta le regole mette a rischio la vita degli altri", dice il ministro della Salute, Speranza, mentre il responsabile degli Affari regionali, Boccia, considera "inevitabile", una proroga delle misure oltre la scadenza del 3 aprile.