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Usa 2020, primarie democratiche: effetto domino per Biden, un’altra notte vincente

Usa, 11 Mar 2020 - Joe Biden fa un altro grande passo verso la nomination democratica per le presidenziali del prossimo Novembre. Dopo la grande vittoria nel 'supertuesday' l'ex vicepresidente si afferma nella maggior parte degli stati in palio nel "minisupertuesday".

Nelle primarie in sei Stati ha vinto in quattro di essi, incluso l'importante Michigan, distanziando così ulteriormente lo sfidante Bernie Sanders. L'ex vice presidente, centrista conservatore e membro dell'establishment, ha vinto anche in Missouri, Mississippi e Idaho, mostrando presa sugli elettori della classe operaia e afroamericani.

Le speranze del progressista Sanders restano sugli Stati di North Dakota e Washington, dove il conteggio dei voti prosegue.

Proprio in Michigan quattro anni fa Bernie Sanders riuscì a battere Hilary Clinton assicurandosi lo slancio che gli consentì di contenderle la candidatura fino alla fine.

Le conseguenze della sconfitta di oggi per Sanders potrebbero essere enormi: la prossima settimana si tengono le primarie in due stati vicini, Illinois e Ohio, così come nella Florida, stato ricco di delegati. Come in un gioco di domino se cade uno stato chiave in sequenza possono cadere tutti gli altri.

Sanders sembra aver perso terreno tra alcuni gruppi chiave, in particolare elettori bianchi con titoli universitari - e non sembra essere riuscito a raccogliere il sostegno necessario tra gli elettori neri, che, oramai è assodato, si stanno orientando prevalentemente per Biden.

Questa notte a Sanders resta un'ultima possibilità: lo stato di Washington. Nel 2016 la sua fu una vittoria a valanga contro Hillary Clinton, ma questa volta il voto avverrà sotto l'ombra del coronavirus, che ha ucciso più di una dozzina di persone nello stato.

Il partito democratico deve ancora affrontare un problema di fondo: gran parte della classe lavoratrice si sente come se fosse stata abbandonata. "La campagna di Sanders ha messo in luce un divario di classe all'interno del Partito Democratico: le sue promesse di sostegno pubblico sono allettanti per coloro che ne hanno bisogno, ma disturbano quelli che non ne hanno", scrive il New York Times. "Molti sostenitori di Sanders sono attratti dalle sue politiche perché dicono di averne direttamente bisogno: come la cancellazione dei debiti universitari, medicare per tutti e un salario minimo di 15$" scrive sempre il quotidiano di New York.

La campagna di Joe Biden ha annunciato di aver cancellato un comizio dell'ex vicepresidente a Tampa, in Florida, a causa dell'emergenza coronavirus. È il secondo comizio annullato da Biden nelle ultime ore dopo quello di Cleveland, in Ohio. Anche Bernie Sanders ha cancellato un comizio a Cleveland. Non così Donald Trump che ha annunciato un comizio elettorale a Milwaukee, in Wisconsin.

Ora Biden e Sanders sono attesi domenica prossima per la prima sfida tv a due, quella che precede un nuovo martedì elettorale. Ma ormai per il senatore progressista potrebbe essere troppo tardi. E Biden, nel festeggiare l'ennesima vittoria, gli ha teso la mano. "Io e Bernie condividiamo lo stesso obiettivo, e insieme batteremo Donald Trump", ha detto l'ex vicepresidente lanciando una sorta di appello all'unità, per concentrarsi d'ora in poi solo su quello che per i democratici veramente conta: Sconfiggere il tycoon alle urne il 3 novembre. "Abbiamo bisogno di una vera leadership in questo paese, una leadership che sia di nuovo affidabile e credibile", ha detto Biden.

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