Cina, 8 Feb 2020 - È stato il giorno con il più alto numero di decessi da quando è esplosa in Cina l'epidemia di coronavirus: sono 86 i morti registrati nelle ultime 24 ore che portano il bilancio delle vittime in Cina a 722, tra loro anche i primi due stranieri, un americano e un giapponese.
L'unico decesso fuori dalla Cina resta quello avvenuto nelle Filippine. I casi di contagio salgono invece a 34.400 in 27 Paesi diversi.
Intanto, la crescente preoccupazione ha portato la zona amministrativa speciale di Hong Kong a imporre la quarantena obbligatoria a tutti gli arrivi dalla Cina continentale. Così come restano bloccati a bordo della nave da crociera, la Diamond Princess, attraccata nella baia di Yokohama, in Giappone. Sono finora 65 i contagi confermati tra le 3.700 persone a bordo. Tra questi vi sono anche 35 italiani che risultano per ora non infettati.
A Wuhan, focolaio dell'epidemia, è stato registrato il primo decesso di un cittadino americano, un 60enne a cui era stato diagnosticato il virus nei giorni scorsi. È ancora da chiarire invece il decesso di un altro 60enne, un giapponese, avvenuto a causa di una "polmonite" sempre a Wuhan.
Sono finora in totale 2.050 i pazienti contagiati dal coronavirus che sono stati dimessi dagli ospedali cinesi. Lo ha reso noto la Commissione sanitaria nazionale nel suo bollettino quotidiano. Solo nella giornata di ieri sono state dimesse 510 persone, 298 delle quali nella provincia di Hubei, epicentro dell'epidemia.
Hong Kong ha cominciato a imporre una quarantena di due settimane per chiunque arrivi dalla Cina continentale, con la minaccia sia di multe che di reclusione. La maggior parte delle persone potrà essere messa in quarantena a casa o in hotel, ma dovrà sottoporsi a telefonate quotidiane e controlli a campione. Finora l'ex colonia britannica ha registrato 25 casi di contagio confermati.
Gli altri Paesi con più casi di contagio confermati sono il Giappone (89), Singapore (33), Thailandia (32) e Corea del Sud (24). Seguono la Malaysia (15), Australia (14), Germania (13), Vietnam (13) e Usa (12). Poi Francia e Canada (6), Emirati Arabi, Regno Unito, India (tutti 3 contagi confermati, come pure in Italia), nelle Filippine tre contagi e un morto Russia (2) e un caso in Belgio, Spagna, Svezia, Finlandia, come pure in Nepal, Sri Lanka e Cambogia.
È invece risultato positivo al test dell’influenza di tipo A il 43enne della provincia di Chieti ricoverato da ieri pomeriggio nel reparto di malattie infettive del policlinico Santissima Annunziata. Lo comunica il Servizio Prevenzione e Tutela della Salute della Regione Abruzzo. Lo hanno stabilito le analisi eseguite nel laboratorio di riferimento regionale di Pescara, che ha trasmesso i risultati nel corso della notte. Un altro campione biologico, così come previsto dai protocolli ministeriali, è stato inviato contemporaneamente all’Istituto Superiore di Sanità e si resta in attesa del secondo responso per confermare definitivamente la diagnosi di non contagio da Coronavirus. L’uomo, dunque, resta ricoverato precauzionalmente in sorveglianza sanitaria.
Si allunga intanto il periodo di quarantena per gli italiani rientrati da Wuhan che si trovano alla Cecchignola dopo che uno di loro, un ricercatore della provincia di Reggio Emilia, è risultato positivo al test del virus 2019-nCoV. Il periodo di sorveglianza sanitaria cominciato il 3 febbraio, dall'arrivo a Pratica di Mare, continuerà per altri 14 giorni. E sono "buone" le condizioni generali del giovane ricercatore risultato positivo al coronavirus e attualmente ricoverato all'Istituto Spallanzani di Roma. E se il direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito tranquillizza, poiché "in Italia non c'è circolazione locale del virus", resta "improbabile" il rischio di contagio da soggetti asintomatici secondo l'epidemiologo Gianni Rezza.
L'Italia chiude in via temporanea i suoi centri per i visti in Cina fino al 16 febbraio allo scopo di ridurre il rischio di contagio da coronavirus. Lo si legge in un avviso postato sul sito dell'ambasciata d'Italia a Pechino. A meno di ulteriori avvisi, la riapertura è attesa per il 17 febbraio. L'area dell'ambasciata è aperta solo a chi ha preso appuntamenti in anticipo e per questioni d'emergenza.









