Roma, 24 Gen 2020 - Il Consiglio dei ministri di Palazzo Chigi in seduta serale ha dato il via libera, a quanto si apprende, al dl sul cuneo fiscale. A spingere sul disco verde sarebbe stato soprattutto il ministero dell'Economia, con il responsabile di via XX Settembre, Roberto Gualtieri, che ha definito la misura. Oggi c'è stata una forte accelerazione sul provvedimento: fonti di Palazzo Chigi, nelle prime ore del pomeriggio, spiegavano che difficilmente sarebbe arrivato il via libera, ma in serata è arrivata la svolta, e nel corso della riunione del Cdm è stata raggiunta l'approvazione.
In un Consiglio dei ministri notturno arriva il decreto che dà attuazione alla manovra e dà un segnale ai lavoratori dipendenti allargando il bonus degli 80 euro anche a chi prima non li prendeva. Circa 2,9 miliardi alleggeriranno le buste paga ai lavoratori dipendenti che guadagnino fino a 40mila euro, con sistema progressivo che darà fino a un massimo di 600 euro, da luglio a dicembre, a chi guadagna fino a 28mila euro. Una misura "sperimentale" per il 2020: per il 2021 sono stanziati 5 miliardi ma si studia una più complessiva riforma dell'Irpef.
Potrebbe slittare al prossimo Cdm il pacchetto di nomine dei vertici delle agenzie fiscali. È quanto si apprende da fonti di governo. Le stesse fonti puntualizzano che restano inalterati gli accordi raggiunti tra le forze politiche della maggioranza sul pacchetto di nomine in questione. I nomi sui quali si è trovata l'intesa nei giorni scorsi sono quelli di Ernesto Maria Ruffini per l'Agenzia delle Entrate, Antonio Agostini alle Dogane e ai Monopoli e Marcello Minenna al Demanio. Sebbene l'accordo sembri non essere in discussione, non si escludono sorprese dell'ultimo minuto se stasera fosse confermato il rinvio.
Si prova ad "accelerare il più possibile" il decreto per Taranto, mentre un vertice notturno viene convocato per fare il punto sulla trattativa con Mittal sull'ex Ilva. Rimbalza sulle chat dei parlamentari, in mattinata, la notizia dell'annullamento, da parte del premier Giuseppe Conte, del suo intervento davanti alla platea internazionale di Davos. Avrebbe dovuto essere lì nel pomeriggio, avrebbe dovuto incontrare anche i vertici di Arcelor Mittal per parlare dell'ex Ilva di Taranto. E invece è restato a Roma a lavorare proprio sul dossier Ilva. Dopo il consiglio dei ministri potrebbe tenersi proprio una riunione sul dossier Ilva presieduta dal premier Conte.










