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Siria: la Turchia attaccherà Kobane dal fronte occidentale

Ankara, 14 Ott 2019 - L'approccio" mostrato dalla "Russia non sarà un problema a Kobane" per il nostro attacco. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, nel suo primo commento sull'intesa raggiunta dai curdi con il regime siriano con la mediazione russa per difendersi dall'offensiva di Ankara. "In questo momento girano molte voci", ha aggiunto Erdogan, sminuendo gli effetti immediati dell'accordo dei curdi con Damasco per proteggere Kobane, dopo l'abbandono dell'avamposto da parte dei marines americani.

Il leader di Ankara ha confermato anche l'intenzione di prendere d'assalto Manbij, altra località strategica curda che si trova a ovest del fiume Eufrate. "Il nostro accordo con gli Stati Uniti prevedeva che Manbij fosse evacuata dai terroristi in 90 giorni. È passato un anno e Manbij non è ancora stata evacuata", ha detto Erdogan parlando all'aeroporto Ataturk di Istanbul, prima di partire per un summit in Azerbaigian. Il presidente turco ha definito "chiacchiere" le notizie riguardanti un accordo tra le milizie siriane Ypg e il regime di Damasco, sostenuto dalla Russia. "Ci sono troppe chiacchiere in giro. Al momento non sembra ci sia alcun problema con la Russia rispetto al nostro avvicinamento a Kobane. Per Manbij siamo nella fase in cui vanno applicate le decisioni prese.

"Ho parlato ieri con la cancelliera tedesca Angela Merkel e il giorno prima con il premier britannico Boris Johnson. Nei nostri colloqui ho capito che c'è una seria disinformazione. Starete dalla parte del vostro alleato Nato, o dalla parte dei terroristi? Ovviamente loro non possono rispondermi a questa domanda retorica". Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan."Noi non combattiamo i curdi nella regione. Noi siamo lo stato. Loro sono i terroristi. Non può esserci una guerra con i terroristi, ma solo una lotta al terrorismo", ha sostenuto Erdogan. "I nostri colloqui con l'America e la Russia proseguono" sulle operazioni previste a Kobane e Manbij, ha aggiunto il leader turco.

lLe forze governative siriane sono avanzate nel nord-est siriano e sono arrivate ad Ayn Issa, tra Raqqa e il confine turco. Lo riferisce la tv di Stato siriana che mostra le immagini "in diretta" delle truppe di Damasco nella località siriana, 50 km a sud della frontiera turca. La decisione di Damasco di inviare proprie truppe nel nordovest della Siria segue un accordo tra il regime di Bashar al-Assad e l'amministrazione curda. ''Per evitare e affrontare questa aggressione è stato raggiunto un accordo con il governo siriano. In questo modo l'esercito siriano può essere dispiegato lungo il confine siro-turco per aiutare le Forze democratiche siriane (Fds)''. L'obiettivo, prosegue la nota, è quello di ''liberare le città siriane occupate dall'esercito turco, come Afrin'' nel nordovest. Il generale curdo Ismet Sheikh Hasan ha detto all'agenzia di stampa russa Rt che dalla notte le truppe siriane e russe possono entrare a Kobane e Manbij per contribuire a contrastare i turchi.

Numerosi carri armati, mezzi blindati e unità militari dell'esercito turco e delle milizie arabe filo-Ankara sono entrati nelle ultime ore nel nord della Siria a ovest del fiume Eufrate, in un'area già controllata dalla Turchia, per sferrare l'attacco a Kobane dal fronte occidentale. Questa nuova offensiva partirebbe da Jarablus, località strategica siriana di confine passata nelle mani della Turchia con l'operazione 'Scudo dell'Eufrate' del 2016-2017. Il nuovo dispiegamento di forze intende attraversare l'Eufrate, che rappresenta un confine naturale della regione amministrata dai curdi-siriani, costruendo un ponte temporaneo sul fiume. Da lì punterà prima sull'area curda di Zormagar e poi verso Kobane/Ayn al Arab.

Resta da capire quale sarà l'effetto su questa manovra pianificata dell'avanzata in corso delle truppe di Damasco verso nord-est e la stessa Kobane, dopo l'intesa annunciata ieri sera tra i curdi e le forze di Bashar al Assad con la mediazione russa.

Le truppe turche e le milizie arabo-siriane cooptate da Ankara stanno inviando rinforzi a Manbij, a ovest dell'Eufrate, in vista di uno scontro con le forze governative siriane, accordatesi con quelle turche per "proteggere" la zona di confine nel nord e nel nord-est della Siria.    Lo riferisce la tv panaraba al Jazira che cita fonti delle milizie siriane filo-turche. Le fonti affermano che la Turchia ha anche rafforzato la sua presenza a ridosso della cittadina chiave di Ayn Arab/Kobane, controllata dai curdi ma minacciata dall'offensiva di Ankara. Anche Ayn Arab/Kobane rientra nell'accordo tra curdi e forze di Damasco.

In questo momento nel nord est della Siria, l'area interessata dagli scontri con l'esercito turco, ci sono 200 mila profughi e 1,5 milioni di persone che hanno bisogno di assistenza sanitaria, con un forte rischio di malattie infettive. Lo afferma l'Oms dicendosi "gravemente preoccupata" per la situazione, anche per gli attacchi che stanno subendo gli ospedali e le altre strutture sanitarie.

"Non è vero che l'Italia è rimasta indietro" sull'embargo alle armi alla Turchia, "l'Italia è capofila di una decisione forte dell'Ue sul tema, ma deve essere unitaria, altrimenti non è efficace. Se siamo capofila di una simile decisione non vuol dire mica che vogliamo vendere armi a Ankara". Lo afferma il premier Giuseppe Conte interpellato dai cronisti ad Avellino.

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