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Di Maio: “Nessuna discussione su rimpasti, ma nomina ministro politiche Ue”

Roma, 7 Giu 2019 - Nell'incontro con Matteo Salvini "non c'è stata alcuna discussione su ruoli e rimpasti". Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio a Radio 24, sottolineando però che bisogna "nominare assolutamente" il ministro delle politiche Ue: "Credo che nelle prossime settimane individueremo sia il ministro sia i sottosegretari da rimpiazzare".

Sulla nomina del commissario europeo, invece, Di Maio dichiara di non aver "ancora avuto modo di parlarne con il premier e l'altro vicepremier" se debba essere un esponente della Lega, ma l'Italia deve ambire a "un commissario che si occupi delle imprese, che difenda le nostre imprese che per il 99% sono sotto i 15 dipendenti". E sottolinea che "l'importante è che sia una persona all'altezza della carica".

Con Matteo Salvini "ci siamo detti chiaramente che se si va avanti si va avanti sugli obiettivi che ci siamo dati, per combattere e non per vivacchiare o tirare a campare". Il premier Giuseppe Conte, ha precisato poi Di Maio, "sapeva che ci saremmo visti ma era all'estero con le imprese e non poteva partecipare" ma era necessario "incontrarci per fare ripartire tutto, le tante promesse" da mantenere, "dal salario minimo all'abbassamento delle tasse, dobbiamo metterci al lavoro prima possibile".

"Staremo attenti a quello scritto nella lettera ma dobbiamo rispondere con la politica non con la burocrazia, la trattativa delle prossime settimane e dei prossimi mesi la deve fare la politica non qualche burocrate", ha sottolineato Di Maio. La Ue "non ci sprona a fare un piano di medio termine" sul debito come ha detto "bene Mario Draghi" ma "tagliate e risparmiate sui diritti dei cittadini". La stessa ricetta degli "ultimi 15 anni che ha indebolito l'Europa" tanto che con la guerra dei dazi "si è fermata persino la Germania".

La Ue chiede "tagli" ma "io credo che sia arrivato il momento di dire un'altra cosa: si fanno sicuramente tutti i tagli delle spese inutili dello Stato anche quest'anno, si fa la lotta all'evasione, con il carcere per i grandi evasori, però dobbiamo abbassare la tassazione per riuscire a fare ripartire l'economia e questo lo dobbiamo fare anche con dei margini che ci deve dare l'Unione europea sugli investimenti, sull'abbassamento del cuneo fiscale" ha detto Di Maio sottolineando che così calerà anche il debito.

Secondo il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico è stato l'interventismo di Stato che ha provocato il fallimento dell'operazione" Renault-Fca: "La Francia non ha fatto bella figura, noi anche se in contatto con Fca, abbiamo rispettato una operazione di mercato", ha detto rispondendo a una domanda sull'assenza del governo italiano sul dossier. "Neanche Renault è contenta dell'interventismo dello Stato francese. Se si fa mercato, una grande azienda parla con la sua omologa, non è che interferiscono ministri e presidenti della Repubblica".