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Conte dal Vietnam assicura: reddito di cittadinanza e quota 100 non si toccano

Vietnam, 6 Giu 2019 - Quota 100 e reddito di cittadinanza restano intatti. Lo assicura Giuseppe Conte, dopo l'annuncio di una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia e la richiesta di una manovra correttiva giunti dalla Commissione europea. Il taglio alle due misure "non è assolutamente all'ordine del giorno. Lavoriamo con il Mef perché si prefigurano dei risparmi di spesa" visto che alcune somme erano state "un po' sovradimensionate", dice il premier in un punto stampa da Hanoi.

"Noi ragionevolmente stiamo lavorando perché si prefigurano dei risparmi di spesa, che è un concetto completamente diverso, significa che in finanziaria abbiamo accantonato somme che risultano un po' sovradimensionate, ma se si prefigurano risparmi di spesa è completamente diverso dal dire che si va a tagliare la misura", spiega il presidente del Consiglio.

Consiglio dei ministri la prossima settimana Sulla probabilità che il Consiglio dei ministri non si faccia venerdì "non c'è stato un rinvio, semplicemente non era stata fissata una data, perché non siamo riusciti a conciliare una data questa settimana. Ragionevolmente sarà la settimana prossima", dice poi Conte.

In arrivo soluzioni nel settore dell'edilizia "Il settore delle costruzioni è fortemente critico ma è da anni che si trascina questa condizione. Noi come governo stiamo cercando di favorire maggiori aggregazioni, non spetta a me perché sono soluzioni di mercato però posso dire - come massima autorità di governo io vengo e aggiornato - che si prefigurano sicuramente delle soluzioni di aggregazione che dovrebbero cercare di sopperire alle criticità del settore delle costruzioni", risponde il premier a una domanda sulle crisi aziendali.

"Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie". Il premier Giuseppe Conte, in un colloquio col 'Corriere della Sera', declama Ungaretti per raccontare la propria posizione anche se rivela "moderato ottimismo". "Se ci sono i fatti, sono più determinato di prima, se non ci sono sarò irremovibile, punto. Se non posso operare dovrò prenderne atto e porre il problema nelle sedi istituzionali consone". Dunque la fine prematura del governo non è affatto scongiurata: "Non chiedetemi se si andrà a votare a settembre, ottobre, novembre o dicembre. Io non sono disposto a galleggiare, a vivacchiare dei mesi così. Ma ove mai sarà crisi, sarà la più trasparente della storia". Per quanto riguarda la procedura Ue sui conti, Conte ribadisce: "Non voglio essere il primo premier italiano che subisce una procedura di infrazione".