Distacco schiacciante rispetto agli avversari di Marco Marsilio del centrodestra alle regionali dell'Abruzzo: quando sono state scrutinate poco più del 70% delle schede, Marisilio raccoglie il 49,1% dei consensi, staccando il candidato del centrosinistra allargato Giovanni Legnini che si ferma al 31,2%. Il M5S finisce terzo con il 19,1% dei voti. Lega primo partito con il 28,7%; Pd all'11,6%. Affluenza in calo al 53,12%.
Un quadro che è apparso subito chiaro con numeri impossibili da raggiungere già dai primi instant poll. Poi le prime proiezioni non hanno fatto altro che dare conferme via via che arrivavano i dati reali dagli scrutini.
L'Abruzzo ha un nuovo presidente sbalzando il Governo regionale uscente a matrice Pd di Luciano D'Alfonso la cui elezione a senatore lo scorso 4 marzo alle politiche e le sue conseguenti dimissioni da governatore, ha determinato le consultazioni anticipate.
Secondo il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, il voto dell'Abruzzo ha confermato che "il centrodestra è la maggioranza naturale fra gli elettori". Un voto "importante per il futuro della politica italiana", ha detto.
A festeggiare la vittoria di Marco Marsilio (Fdi, Lega, ForzaItalia, Udc-Dc-Idea e Azione Politica) la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, arrivata in nottata a Pescara al comitato Marsilio presidente. Tra loro due un lungo abbraccio e poi lo spumante. "Una giornata storica - ha detto Meloni – FdI riesce a esprimere il suo primo presidente di Regione".
Marsilio, figlio di abruzzesi di Tocco da Casauria (Pescara), ha scelto un vino prodotto nella sua città per brindare e ha risposto in dialetto a chi gli chiedeva se sia abruzzese, visto gli attacchi dagli avversari sul fatto che non sia nato e cresciuto in Abruzzo. "Freght!", ha esclamato, come a dire, "certo!". "Con questa squadra daremo un futuro all'Abruzzo come meritano gli abruzzesi", ha proseguito sottolineando che la "priorità assoluta è la Ricostruzione" dopo il 2016 e 2017.
In casa centrosinistra si guarda al risultato del progetto politico, con 7 liste (Legnini Presidente, Abruzzo Insieme, Avanti Abruzzo, Abruzzo in Comune, +Abruzzo, Progressisti per Legnini, Centristi per l'Europa-Solidali e popolari) e il Pd. "Siamo oltre il 30%, vorrei ricordare che l'anno scorso in Abruzzo il centrosinistra compreso Leu ha conseguito un risultato del 17,6%, abbiamo avuto 10 punti in più ma non è stato sufficiente. Si tratta di un punto di partenza e oltre il 30% ottenuto in due mesi, mi sembra un risultato importante", ha detto Legnini.
Nel MoVimento 5 Stelle la candidata Sara Marcozzi difende l'operato e attacca quelle che chiama le "ammucchiate". "Non abbiamo nulla da rimproverarci. Ci è stata confermata la fiducia di 5 anni fa. "La debacle è del Pd dal 25% del 2014 al 9-10% di quest'anno, stessa cosa per Forza Italia dal 16% al 10%. È successo quello che dicevamo da anni".










