Palermo, 4 Gen 2019 - Associazioni, partiti, enti e comuni cittadini sono scesi in piazza a Palermo per dire il proprio "no" al decreto Salvini. In piazza Pretoria, davanti al Comune, il sit-in a sostegno della posizione del sindaco Leoluca Orlando, capofila dei primi cittadini "disobbedienti" che hanno deciso di non applicare la norma in attesa che ne sia valutata la costituzionalità.
"Al nervosismo del ministro Salvini, rispondo che io ho esercitato le mie funzioni di sindaco e ho sospeso l'applicazione di norme di esclusiva competenza comunale che potevano pregiudicare i diritti umani dei migranti che sono persone". Così il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, accolto da un lungo applauso al suo arrivo al sit-in. "E adesso adisco all'autorità giudiziaria perché possa, in quella sede - spiega il primo cittadino, capofila della protesta contro il dl Sicurezza - essere rimessa la questione alla Corte Costituzionale che giudicherà la legittimità o illegittimità costituzionale di queste norme che hanno un sapore certamente disumano e criminogeno".
In piazza anche Libera Sicilia, il cui coordinatore regionale Gregorio Porcaro ha fatto sapere come "saremo insieme a quanti credono nei diritti umani contro ogni tentativo di creare divisioni. Cosa che punta a fare questo decreto, il cui risultato non potrà che essere paura e conflitti".
Sostegno al sindaco è giunto anche da Zaher Darwish, consigliere della Consulta delle Culture della città di Palermo. Da parte sua c'è "pieno sostegno alla sua iniziativa e a quella di altri sindaci del nostro Paese che si pongono l'obiettivo di arginare la costante aggressione ai valori umani e di solidarietà, minacciati da norme come quella del decreto Salvini".
Presente anche il Pd siciliano. Il segretario regionale Davide Faraone ha scritto su Facebook: "Sarà sempre più un partito di strada. Faremo le nostre battaglie nelle istituzioni, ma staremo nelle piazze, vicino ai cittadini e ai loro bisogni, contro il governo pentaleghista, razzista e populista. Saremo in piazza con tutti i cittadini che hanno organizzato spontaneamente il sit-in".
Per Claudia Casa, direttore di Legambiente Sicilia, "il sostegno alla disobbedienza di questi amministratori rappresenta una presa di posizione netta contro la mortificazione della dignità umana e il disprezzo dei diritti che stanno a fondamento della nostra carta costituzionale".
E mentre fuori il Comune le persone manifestavano a sostegno del sindaco agenti della Digos si sono presentati all'ufficio anagrafe del "Hanno chiesto - dicono gli impiegati - cosa accade quando vogliamo regolarizzare la posizione di un richiedente asilo e quali sono le procedure che stiamo seguendo".
Sono state dieci questa mattina le richieste di residenza presentate da parte di extracomunitari. Il primo appuntamento per verificare le pratiche è stato fissato dagli impiegati per il 28 gennaio e date successive. I richiedenti sono tutti originari del Bangladesh e Ghana. "Cerchiamo di capire - spiegano alcuni dipendenti del Comune - cosa succederà dopo le parole del sindaco e le dichiarazioni del ministro Salvini".
"Per me la polemica non esiste, c'è una legge dello Stato, firmata dal presidente della Repubblica, applicata dal 99% dei sindaci". Lo ha detto a Chieti il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, rispondendo alle domande dei giornalisti. "C'è qualche sindaco incapace che siccome non sa gestire Palermo, Napoli e altre città si inventa una polemica che non esiste. Con questo decreto i profughi veri avranno più tutele, i furbetti tornano a casa loro".
"Nessun Governo dirà mai ad un sindaco di disobbedire ad una legge dello Stato. Come Governo non lo diremo perché l'abbiamo sostenuta e la portiamo avanti: se c'è qualche membro della maggioranza che si sente a disagio si deve ricordare che ne è membro e che questo dl l'ha votato, che il governo lo sta applicando, che lo sosteniamo". Lo afferma Luigi Di Maio. "La protesta dei sindaci è una boutade politica. Se ci saranno dei ricorsi che in via incidentale andranno alla Corte Costituzionale e sarà la Corte a giudicarli".
"Fratelli d'Italia è pronta a denunciare in procura i sindaci che si rifiutano di applicare la legge e dare piena attuazione al decreto sicurezza. In Italia la legge è uguale per tutti, anche per i sostenitori dell'immigrazione incontrollata". Lo scrive su Twitter la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.
"Cari Di Maio e Salvini, ficcatevi in testa che non siete i padroni del Paese", scrive il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, in un lungo post sulla sua pagine FB in cui sostiene la posizione dei sindaci che si sono ribellati al cosiddetto decreto sicurezza "una legge disumana - lo definisce - che mette sulla strada, allo sbando, decine di miglia di persone che così diventano facile preda dello sfruttamento brutale e della criminalità organizzata, aumentando l'insicurezza. Fanno bene i sindaci a ribellarsi", sostiene Rossi.
E sul tema dei migranti e di come gestire il problema degli immigrati irregolari interviene anche il sindaco di Firenze Dario Nardella: "Il governo, e questo nessuno lo sta dicendo, ha smesso di fare i rimpatri. Abbiamo appena 5mila rimpatri all'anno, meno di quanto fatto dai governi precedenti e di questo passo per arrivare ai 500mila che aveva annunciato Salvini ci vorrà un secolo. E allora se non vengono rimpatriati gli immigrati irregolari o socialmente pericolosi, o quelli che chiedono di essere accolti vengono espulsi dai Centri di Accoglienza a seguito dell'applicazione del decreto, dove vanno a finire queste persone? Vanno a finire in mano alla marginalità e alla criminalità". –









