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Consiglio Sardegna – Pesca e movimentazione bestiame: audizioni in Quinta Commissione.

Cagliari, 2 Mar 2016 – Le problematiche dei compendi ittici della Sardegna e le questioni legate alla sicurezza sanitaria dell’import-export del settore zootecnico sono le due questioni affrontate questa mattina dalla Quinta Commissione del Consiglio regionale che ha sentito in audizione i rappresentanti dei pescatori di Cabras, Marceddì e Santa Giusta, il direttore dell’Istituto Zooprofilattico, Alberto Laddomada, e la funzionaria dell’Ufficio veterinario per gli adempimenti degli obblighi Comunitari del  Ministero della Salute, Angelina Cabigliera.

Pesca - I presidenti dei consorzi di pesca dell’oristanese hanno illustrato alla Commissione i disagi e i pesanti danni economici causati dalla massiccia presenza di cormorani negli stagni.

“La situazione è ormai fuori controllo – ha spiegato il presidente del Consorzio Pontis di Cabras Francesco Meli – nel nostro compendio il numero dei cormorani ha superato quota 15mila, ogni giorno perdiamo circa 45 quintali di pesce. Il danno annuale è di oltre 4 milioni di euro».

Meli ha definito “inutili” le azioni di dissuasione messe in campo quotidianamente per cercare di allontanare i volatili: «L’utilizzo di cannoncini a gas e l’esplosione intermittente di petardi non hanno sortito alcun effetto. Dal 2008, anno in cui si è deciso di interrompere gli abbattimenti controllati, il numero dei cormorani è raddoppiato. E’ necessario rivedere le norme e ottenere dall’Unione Europea l'autorizzazione agli abbattimenti».

Stessa richiesta è stata avanzata da Franco Zucca, presidente del Consorzio Pesca Marceddì e da Antonino Muroni del Consorzio Santa Giusta: «Al danno si è aggiunta la beffa – hanno detto Zucca e Muroni – il milione di euro di indennizzi stanziato per il ristoro dei danni è assolutamente insufficiente. L’abbattimento controllato è l’unico strumento efficace per cercare di ridurre i danni. Non è vero che in questo modo si metterebbe a rischio una specie protetta. L’abbattimento è una forma di dissuasione: con pochi uccelli uccisi si riesce ad allontanare gli altri».

Sull’argomento saranno sentiti nei prossimi giorni gli assessori all’Agricoltura e all’Ambiente Elisabetta Falchi e Donatella Spano. Spetta infatti alla Regione avanzare la richiesta all’Unione Europea per ottenere l’autorizzazione agli abbattimenti controllati: «Chiederemo loro di approfondire la questione – ha detto il presidente della Commissione Luigi Lotto – è impensabile riuscire a trovare nel magro bilancio regionale tutti i soldi per indennizzare i pescatori, occorre dunque mettere in atto tutte le iniziative per evitare o, almeno, ridurre i danni».

Movimentazione bestiame - Alberto Laddomada (IZP) e Angelina Cabigliera (Uvac) hanno illustrato norme e procedure che regolano la movimentazione dei cavalli, argomento di particolare rilevanza in vista della prossima approvazione da parte della Commissione “Attività Produttive” della proposta di legge per il rilancio del comparto ippico.

La rappresentante del Ministero della Salute ha spiegato che la movimentazione di equidi all’interno della Ue è vista come libera attività di scambio e non comporta l’attivazione di particolari controlli. «Diverse sono invece le procedure per l’introduzione di animali da paesi terzi – ha detto Cabigliera – in questo caso i controlli vengono fatti nei paesi d’ingresso che rilasciano la certificazione per la movimentazione in tutta Europa tracciabile nel sistema operativo “Traces”. Per l’Italia i centri di controllo si trovano negli aeroporti internazionali di Malpensa e Fiumicino».

«I cavalli registrati non hanno bisogno di controlli particolari – ha aggiunto Laddomada – le garanzie sono date dai paesi membri. Non si possono chiedere controlli addizionali se non per giustificati motivi. Ci sono poi accordi tra alcuni paesi (Regno Unito, Belgio e Francia) che consentono di rendere ancora più agili le procedure».

Controlli più stringenti sono invece previsti per gli animali da macello: «Da alcuni anni non si importano animali vivi – ha detto Cabigliera – oggi arriva in Sardegna la carne già lavorata. Nel caso di importazione di capi vivi, gli uffici veterinari sono in condizione di conoscere in anticipo la movimentazione del bestiame attraverso la comunicazione diretta degli importatori o dai dati forniti dal sistema operativo europeo. I controlli vengono dunque fatti preventivamente, in caso di anomalie si può bloccare la movimentazione e richiedere ulteriori verifiche».

Il presidente dell’Istituto Zooprofilattico ha infine rassicurato sull’efficacia dei controlli per la prevenzione delle malattie infettive: «La normativa comunitaria è molto rigida su questo fronte – ha detto Laddomada – esistono piani di sorveglianza anche in Sardegna che si attengono alle severe misure restrittive adottate in tutta Europa».

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